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Il blog del Signor Ponza

Questione di leaking s01e08 – Daft Punk “Random Access Memories”

Puntuali come il senso di colpa dopo un’abbuffata da Mc Donald’s o come la mononucleosi dopo una serata nel vostro locale preferito, eccoci qua, con una nuova puntata di Questione di Leaking. Prima di tutto vi dico solo che Sabato scorso vi siete persi “il più grande comeback dai tempi di Gesù Cristo!” (cit.), ossia quello delle Lollipop ai Magazzini Generali di Milano: canzoni remixate da Fargetta, otto microfoni sul palco per un playback da far vergognare Britney Spears, cinque ballerini uno più bono dell’altro e soprattutto Queen Roberta Ruiu che fa il suo ingresso in scena su Vogue di Madonna, praticamente mancava solo un unicorno con i colori dell’arcobaleno sul palco e poi sarebbe intervenuta la buoncostume a chiuder la baracca per eccesso di omosessualità.

RAM

Scusate l’introduzione out of topic ma se non ve l’avessi accennato la Mafia Gay mi avrebbe bruciato tutta la collezione di Converse colorate. Ma veniamo a noi e parliamo dell’album più atteso di questo mese, ossia Random Acess Memories dei Daft Punk. Intorno a questa release si è innalzato un hype incredibile: sia perché i Daft Punk non pubblicavano un nuovo album da 3 anni, sia perché la loro casa discografica in questi ultimi giorni ce li ha piazzati praticamente ovunque: dall’homepage di Repubblica ai TT di Twitter; insomma, state attenti perché questa settimana potremmo ritrovarceli a presentare il disco pure da Barbara D’Urso.

Ma che dire di questo Random Access Memories? Se dovessi descriverlo usando quattro parole direi: cioè – boh – non so. I tempi di Around The World e Harder Better Faster Stronger sono ben lontani: se una volta a dominare nei dischi dei Daft Punk era la dance nel senso più becero del termine, adesso i suoni si fanno più raffinati e dalla techno si è virati verso il funky e sonorità più soul come quelle tipiche della disco anni ’70. Non per niente uno dei brani più riusciti del disco è Giorgio by Moroder, un omaggio all’italianissimo produttore dei dischi di Donna Summer e tanti altri. Mi sono piaciute moltissimo le due tracce con Pharrell Williams: il primo singolo Get Lucky (ah, se solo avessi 1€ per ogni volta in cui la passano per radio!) e Lose Yourself To Dance; ma i due gioiellini del disco sono Within, ballad piano, percussioni e vocoder, e soprattutto la collaborazione col cantante degli Strokes Instant Crush, anche questa una mid-tempo tutta vocoder e sintetizzatori.

Per il resto questo disco mi ha lasciato la stessa sensazione di quando tornavo a casa da scuola affamato come un lupo, speranzoso di trovare una cotoletta con le patatine fritte, e mia mamma quel giorno aveva deciso di fare la minestra di verdure. Un album che è più adatto come colonna sonora per un brunch di amiche quarantenni piuttosto che per una serata a base di LSD sulla riviera romagnola con le amiche adolesceme.

VOTO: 

Bene, ora finalmente posso archiviare i Daft Punk e dedicarmi alla musica seria tipo la compilation dell’Eurovision! Vi ricordo sempre che, per rimanere aggiornati con tutte le news musicali (e non) più interessanti del momento c’è a disposizione la pagina facebook di Questione di Leaking, per chi non volesse perdersi neanche una nuova hit c’è la nostra playlist Spotify e per chi sentisse un bisogno irrefrenabile di mandarmi a cagare c’è la mia casella e-mail [email protected]. Tanti miagolii e fusa a tutti,  frrrrrrrr!

[L’archivio di Questione di leaking – Clicca sulla copertina per leggere le recensioni]

Woodkid - The Golden AgeJustin Timberlake - The 20/20 ExperienceQuestione di leakingQuestione di leaking (app)WillpowerEllie Goulding Live @ Magazzini GeneraliDemi

[Matteowolk su Twitter]

Commenti via Facebook

Matteowolk

Vivo a Garbagnate Milanese, la piccola Bel Air di Milano. Uso la data di scioglimento delle Spice Girls come riferimento temporale, ascolto musica per passione e divoro Big Mac per professione. Penso che se il pianeta fosse governato dai gattini vivremmo tutti in un mondo migliore. Sono sobrio quanto il matrimonio di Clemente Russo e ho già lasciato disposizioni per esser fritto non appena morirò. Questa bio è stata scritto in un pesante stato di hangover. Mia cugina è una figa.
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Comments (28):

  1. Lego

    17 maggio 2013 at 15:15

    concordo con i 2 gattini… dovevano fare un’album sulla scia di Get Lucky. Se non fosse stato dei Daft Punk questo album sarebbe passato decisamente inosservato.

    Rispondi
  2. Guy Overboard

    17 maggio 2013 at 15:32

    Voto sbagliatissimo. Ne riparliamo quando i vari Pitbull, Timbaland, Max Martin & co invece di fare la dance tunz tunz useranno il funky per i loro pezzi movimentati. Poi tutti a dire “eh ma questo lo hanno fatto prima i Daft Punk” (però tutti a sfrociare lo stesso come fossero allo Studio 54).

    Alla fine il disco è un buon mix tra pezzi movimentati tipici anni 70(Give Life Back To Music, Love Yourself To Dance, Touch, Fragments Of Time, Beyond), qualcosa più simile ai lenti (The Game Of Love, Within), un pezzo davvero pop (quello col Casablancas) e giusto qualcosina di sperimentale (Motherboard, Doin’ It Right e Contact). Troppo duri con le critiche secondo me ma tanto … SHITTING ON THE NEW DAFT PUNK IS THE NEW COOL!

    Rispondi
    • Matteowolk

      17 maggio 2013 at 16:11

      Ahahah ma non è vero che SHITTING ON THE DAFT PUNKS IS THE NEW COOL! Su twitter tutti gli indie e tutti quelli che ne capiscono di cose fighe sono entusiasti di questo album!

      Io semplicemente mi pongo questa domanda “ho davvero voglia di riascoltare questo disco? cosa ne rimarrà sul mio ipod tra un paio di mesi?” e la risposta è stata “poco più di nulla.. 4 o 5 pezzi massimo”.

      Oh poi può sempre essere che io mi ricreda eh!! Anzi, son sempre felice se succede 🙂 comunque 5 gattini solo per Instant Crush <3

      Rispondi
      • Guy Overboard

        17 maggio 2013 at 21:55

        No, infatti non è la gente indie che “shitting” .. è la gente pop che vuole fare la indie a smerdare ! 😛

        Rispondi
          • Guy Overboard

            19 maggio 2013 at 17:36

            Lascia stare, qua dicono che il disco non è sulla scia di Get Lucky e poi ci sono 8 canzoni sulla scia di Get Lucky. Ciao Amplifon.

          • Simone Giustino TheSituation R

            19 maggio 2013 at 20:41

            eh eh. A oguno la musica che merita. Io ci voglio bene al teo ma sinceramente non mi trovo con nessuno dei voti che ha dato. Ma che io e Teo abbiamo gusti diversi e ben risaputo. Cioè, i poli opposti proprio. 4 gattini alla EG e solo 2 a un album dalla fattura impeccabile come quello dei Daft Punk non si puo’ vedere. Un conto è aspettarsi un qualcosa di diverso e un conto e non saper riconoscere un album fatto con i controcazzi.

            “No, infatti non è la gente indie che “shitting” .. è la gente pop che vuole fare la indie a smerdare !”

            E’ vangelo ragazzo 😀

    • Signor Ponza

      17 maggio 2013 at 22:06

      Che questo sia il sound verso cui un po’ tutti si stanno orientando, devo dire che ormai è assodato. Che questo sia necessariamente positivo è tutto da vedere. Come dicevo nel commento sopra, se le canzoni fossero state per la maggior parte godibili come Get Lucky (per me capolavoro), probabilmente anche il mio giudizio sarebbe stato più positivo. Invece hanno spinto fin troppo sulla ricerca musicale, per i miei gusti.

      Rispondi
      • Guy Overboard

        18 maggio 2013 at 16:51

        Veramente nessun artista pop si sta già orientando a questo sound. Sono ancora tutti nel trip della denz unz unz. Ora, non è detto che il risultato sia positivo però TEMO che si facciano le pulci ora ai Daft Punk ma poi quando verrà il momento di qualche sgallettata pop saranno tutti in pista a dire “che bello, sento proprio la parrucca afro e i pantaloni a zampa di elefante in me” a prescindere dalla qualità del risultato.

        Comunque la maggior parte delle tracce sono come Get Lucky. Alla fine 3 o 4 pezzi sono più di margine, più spinti con la ricerca musicale. Quindi non capisco quando uno dice quello che dici tu, perchè il disco è su quello stile là:)

        Rispondi
        • Signor Ponza

          19 maggio 2013 at 12:29

          Io non ti parlo da critico musicale, ma da uomo della strada, la ggente vera che compra i dischi (EINVECE), quindi mi baso sulle mie percezioni (che però a leggere in giro non sono solo e unicamente mie). Get Lucky è un pezzo molto più fresco delle altre dell’album (infatti ti entra in testa subito dopo il primo ascolto e non ti stanca) che invece hanno bisogno di molteplici ascolti.

          Per quanto riguarda invece l’orientamento del pop verso questo sound, ho già sentito molti pezzi in radio che vanno in quella direzione (vedi Thicke feat. guarda caso Pharrel). Potrei riformulare come “l’orientamento della musica di consumo più ampio sta andando in quella direzione”.

          Poi io sono d’accordo con quello che dici tu, che per altro conosci sicuramente meglio anche aspetti tecnici che io ignoro.

          Rispondi
          • Guy Overboard

            19 maggio 2013 at 17:34

            E che c’entra la critica musicale? Per la gggente vera il giallo è sempre giallo, non è che quasi blu. Per cui se uno mi dice che gli piace Get Lucky poi non può dirmi che non gli piace il disco perchè i pezzi non sono alla Get Lucky, visto che a parte pochi pezzi tutti gli altri SONO alla Get Lucky. Mi pare un discorso di parte che manco Vanna Marchi col sale miracoloso. Cioè il disco non ti piace per me è ok, ma le motivazioni nosense scusa.

            Riguardo il pop, Thicke ha sempre fatto questo, anzi poverino forse ora finalmente potrà avere qualche riconoscimento (tra l’altro ha sempre lavorato con Pharrell … quindi stai facendo l’esempio di uno che ha collaborato con i Daft Punk … non è un singolo prodotto da Max Martin per cui puoi venirmi a dire che la produzione pop si sta spostando su quello) Insomma, “l’orientamento della musica di consumo più ampio sta andando in quella direzione” non è dato da 2 esempi di 2 artisti, di cui tra l’altro uno manco appartiene alla musica di consumo (Thicke? Musica di consumo? E Madonna cos’è?) Vuoi davvero dirmi che gli ultimi singoli in radio di gente tipo Rihanna, Kesha, Katy Perry e chi più ne ha più ne metta sono sul genere anni 70? Dimmi che radio ascolti che mi sintonizzo pure io.

          • Signor Ponza

            19 maggio 2013 at 18:12

            Va bene, hai ragione tu 🙂

          • Signor Ponza

            19 maggio 2013 at 18:13

            Per altro mentre scrivevo Thicke avevo già immaginato tutta la tua risposta, pensando subito dopo: “ma no dai, ora non mi starà mica a spiegare che lui ha sempre fatto quel genere. Sicuro capisce che cosa voglio intendere”. E-I-N-V-E-C-E.

          • Guy Overboard

            20 maggio 2013 at 00:02

            Beh se l’avevi immaginato capirai che l’esempio non è calzante per la tua spiegazione 🙂

          • Simone Giustino TheSituation R

            19 maggio 2013 at 20:47

            allora, io non voglio litigare con nessuno. E’ vero come dice ponza che il pubblico si è diviso con quest’album perchè appunto non è per tutti. Chi ama di Daft Punk lo trova stupendo (lo si legge in ogni dove) chi invece è un casual che ascolta solo perchè ha amato discovery (harder better faster stronger e quella roba li… praticmante la parte + commerciale della loro carriera che fa credere a tutti di essre intenditori “xè ascoltano i daft punk”) no. Questo perchè non amano i “generi” dei Daft Punk e ci sono passati solo e per puro caso. Ma è inutile litigare. Ognuno ha il suo parere ed ognuno è giusto. L’importante è che chi ama i daft punk non è rimasto deluso. Per il resto gli altri possono pure cambiare aria e ascoltare le canzonette dell’eurovision e charlie xdxc o come figa si scrive. ahahah. 🙂

          • Guy Overboard

            20 maggio 2013 at 00:02

            Sinceramente non discuto sul parere, discuto sulla motivazione. Ognuno ha il suo GUSTO e fin qui ci sta, però che uno mi dica che non gli piace il disco perchè non è alla Get Lucky quando 3/4 del disco è alla Get Lucky non ha senso. Tutto qua.

            Anche io ascolto le canzonette e Charlie, e mi piace. Non voglio fare l’indie che ascolto musica che nessuno conosce, per carità. Però trovo più onesto dire “non mi piace” che “non mi piace perchè” e poi dire una cosa non vera. Dez’oll!

  3. Simone Giustino TheSituation R

    17 maggio 2013 at 19:45

    Giudizio mio: “NON VEDO L’ORA DI ASCOLTARE IL NUOVO ALBUM DEI DAFT PUNK. MI MANCANO. SOLO LORO FANNO ELETTRONICA DECENTE ORA COME ORA.” Ecco, questo non è l’album giusto. Ma per un cazzo proprio.

    Se invece uno è contento di trovarsi davanti un gran bell’album dove loro han cercato di creare qualcosa di diverso dal loro solito fare ma costruito con gusto, studiato nel minimo dettaglio, con sentimento (nel senso che si sono impegnati nel fare bene quello che volevano fare)… beh, questo è l’album giusto. E’ forse l’album piu’ intimo dei Daft Punk per me. Se Homework (il primo cd comprato in vita mia da piccino con le paghette del sabato <3… si, sono vecchio ) è il loro marchio questo è il loro è il loro cucciolo voluto. Io lo paragpono come lavoro a VOYAGE DANS LA LUNE degli Air (che se non avete mai ascoltato dovete assolutamente recuperare… prima pero' informatevi di che si tratta).

    Che poi non è la prima volta che sperimentano qualcosa. Basta guardare il progetto di Discovery. Anche quella era sperimentazione: praticamente era una storia (audio e visiva). Questa è solo una sperimentazione diversa che non delude assolutamente le mie aspettative e quelle di molti fans che apprezzano quello che è il progetto (se vogliamo chiamarlo così) Daft Punk. Chi si limita al solo Homework e alla sola elettronica dei Daft Punk forse apprezza il lato piu' bello di loro ma non quello che loro realmente sono. Loro sono degli artisti che non hanno paura nel creare qualcosa di diverso ma ben calibrato. Proprio come questo RANDOM ACCESS MEMORIES.

    Per me è promosso e con un voto bello alto direi: 9/10 (o 4 gattini sani e uno zoppo in questo caso). Difficilmente mi stuferà. Anche perchè come sonorità è un piacevole tuffo nel passato (funky con una sfumata di fine anni '90 quando nacque la prima musica house -non la house vera, intendo quella che passavano da noi-) ma con quella sperimentazione tipica di alcuni dj francesi (vedi appunto gli Air).

    Io sono strafelice. E non vedo l'ora di consumarmelo a + non posso. Un nuovo album "punk" dei loro ce lo faranno piu' avanti. Nessuno ha fretta. Per ora va MOLTO BENE così. Graze Daft Punk.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      17 maggio 2013 at 22:04

      Io che sono cerchiobottista, sono d’accordo sia con la recensione di @twitter-159876750:disqus, sia con te. Nel senso che secondo me è tutta una questione di aspettative. Io ad esempio mi aspettavo un album su queste sonorità, ma comunque più facile e godibile. Proprio come “Get Lucky”. Invece hanno scelto la via di una maggiore sperimentazione che, forse, non tutti si aspettavano.

      (Tra l’altro vedo tantissime analogie con l’album di Justin Timberlake)

      Rispondi
      • Simone Giustino TheSituation R

        17 maggio 2013 at 23:35

        si, forse hai ragione per quel che riguarda le aspettative. C’è chi (conoscendo i daft punk da discovery ad esempio) si aspettava un album bene o male elettronico, chi come me che li segue da una vita che si aspettava questo e chi come te si aspettava un sound fresco e piu’ easy. Diciamo che io apprezzo tantissimo anche il fatto che abbiano voluto rischiare facendo l’album che volevano loro senza tener conto di eventuali critiche e vendite. Perchè è da tanto che non esce un loro album e sarebbe stato + facile giocare sul commerciale visto che il periodo storico musicale di ora è anche abbastanza vicino ai suoni elettronici. Invece hanno fatto questo, han voluto osare. E io ringrazio XD

        ps @signorponza:disqus ho capito cosa intendi con il discorso Justin Timberlake e concordo con te. Solo che a timberlake è venuto male (l’album è veramente una palla… piatto ma che piu’ piatto non si puo’) mentre ai daft punk almeno è uscito un album molto ma molto ma molto bello. Non per tutti forse ma di sicuro dalla ottima fattura. 🙂

        Rispondi
        • Signor Ponza

          18 maggio 2013 at 11:42

          Infatti sono d’accordo e devo dire che più lo ascolto e più lo trovo comunque piacevole. Bisogna solo superare lo shock iniziale 🙂

          Rispondi
          • Matteowolk

            19 maggio 2013 at 18:39

            Ma infatti ragazzi io non sto dicendo che la minestra di verdure non è buona. Anzi, è gustosa, nutriente e la mamma c’ha messo un sacco di tempo e di amore nel prepararla. Solo non è una cotoletta con le patatine fritte. 😀

  4. Daniii

    21 maggio 2013 at 17:32

    Mamma mia Signor Ponza ma le “Daftpunkine” so’ peggio delle Becuccine!

    Matteowolk bravissimo, grande post capace di tirare fuori il peggio di tutti noi! 🙂

    Rispondi
    • Matteowolk

      22 maggio 2013 at 14:34

      Non vedo l’ora di recensire il nuovo album di Valerio Scanu

      Rispondi

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