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Il blog del Signor Ponza
Recensione de La mafia uccide solo d'estate

La mafia uccide solo d’estate, ma uccide

Partiamo da un presupposto: Pif non è un attore. È bravissimo nel realizzare quella sorta di documentari che hanno da sempre caratterizzato sia il suo passato da iena, sia il suo presente su MTV. La mafia uccide solo d’estate, film da lui scritto e diretto, non rincorre questo formato, se non per alcune brevissime sequenze, ma può considerarsi comunque un esperimento più che riuscito.

Il film racconta la vita di Arturo (Alex Bisconti e poi Pif), caratterizzata fin dai primi istanti dalla presenza costante della mafia nella città di Palermo. Si tratta di un pretesto per raccontare, soprattutto attraverso gli occhi di un ragazzino, gli anni più duri delle stragi di stampo mafioso in Sicilia. Vicende tragiche che si sono intrecciate con le vite di tantissime persone, compresa la vita sentimentale del giovane Arturo, da sempre innamorato di Flora (Ginevra Antona e poi Cristiana Capotondi). Vengono così ripercorsi circa due intensi decenni, dalla fine degli anni settanta fino al 1992.

Recensione de La mafia uccide solo d'estate

Il risultato è un bellissimo e utilissimo bignami di una parte importante della storia del nostro Paese, troppo spesso dimenticata, che viene presentato con un equilibrato mix fatto di cruda realtà e ironia. E di certo non è facile parlare di mafia in chiave ironica, infatti l’unico tentativo più riuscito di questo che mi venga in mente è il capolavoro (quello vero, che avrebbe meritato dodici Oscar) di Roberto Benigni Johnny Stecchino.

Come dicevo in apertura di questo post, Pif non è un attore. E infatti i momenti che lo vedono protagonista sono pochi. La maggior parte del film è concentrata sulla vita del giovane Arturo e, per una volta, devo contraddire il mio essere una brutta persone e devo fare un plauso sentito ai giovani attori che hanno interpretato i due protagonisti.

Recensione de La mafia uccide solo d'estate

Insomma, è un film da far vedere nelle scuole durante le autogestioni o le occupazioni, magari sostituendo (finalmente) l’inutile Come te nessuno mai dei fratelli Muccino.

SPOILER: anche se spesso ce ne si dimentica, muoiono un sacco di persone.

CHIPS e CHEAP: La cosa più CHEAP, duole dirlo, è l’interpretazione di Pif, a cui invece deve essere fatto un applauso soprattutto per la sceneggiatura. Molto CHIPS invece il resto del cast, soprattutto la parte più giovane.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: basso. L’attenzione è talmente spostata su altre cose che non mi ricordo nemmeno se vi fosse una colonna sonora degna di essere chiamata così.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: medio. Tutto merito di Cristiana Capotondi.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 90 / 90 minuti. Ultimamente vedo solo film perfetti.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Ma probabilmente qualche minuto fermi sulla sedia a riflettere lo passerete.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: quattro Anne Praderio su cinque.

Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio

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Comments (8):

  1. Vale B

    11 dicembre 2013 at 11:19

    A parte che io AMO Pif, questo film devo vederlo assolutamente.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      13 dicembre 2013 at 14:48

      Sì, lo consiglio davvero per trascorrere un’oretta e mezza dolce-amara.

      Rispondi
  2. Daniii

    11 dicembre 2013 at 20:49

    Oddio dici che come te nessuno mai lo proiettano ancora alle autogestioni???
    Certo che il giovane Silvietto Muccino col suo maglione arancio e lo sguardo stralunato aveva il suo perchè 🙂

    Rispondi
    • Signor Ponza

      13 dicembre 2013 at 14:49

      Da me al Liceo ogni anno c’era sempre sempre sempre insieme a I cento passi. Sempre odiato, lui e la sua zeppola.

      Rispondi
  3. Roberto ®

    18 dicembre 2013 at 22:43

    Io sono uscito dalla sala soddisfattissimo. E contemporaneamente con una strana sensazione di disagio. Fa pensare questo film. L’ho trovato stupendo. Da 10.

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    • Signor Ponza

      5 gennaio 2014 at 13:34

      Devo dire che il mio giudizio si è trasformato in sempre più positivo man mano che i giorni passavano e che ci ripensavo. È davvero un film che rimane.

      Rispondi
  4. ida

    2 gennaio 2014 at 12:03

    adorabile recensione, da palermitana coetanea di Pif e quindi assolutamente coinvolta emotivamente dal film non riuscivo a trovare le parole! sei stato perfetto!! complimenti!!
    ps ma davvero facevano vedere “come te nessuno mai” durante le autogestioni? film carino e divertente ma niente di più…

    Rispondi
    • Signor Ponza

      5 gennaio 2014 at 13:38

      Grazie Ida! Mi fa molto piacere il tuo commento, soprattutto essendo una che ha vissuto quel periodo in prima persona 🙂

      Giuro che nel mio liceo “Come te nessuno mai” era uno dei pezzi forti di ogni autogestione. Ancora oggi mi chiedo PERCHÉ.

      Rispondi

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