Recensione di Gravity: ridefinire cos’è la sfiga

Devo premettere che lunedì sera mi sono presentato al cinema convinto che fosse già uscito Machete e che sarebbe stato quello il film da recensire questa settimana. Ero talmente convinto che per rendere omaggio alla presenza di Lady Gaga nel cast e della sua canzone Aura nel trailer mi sono presentato all’UCI Cinema così.

Lady Gaga Aura iTunes Festival

Vi lascio immaginare la mia delusione quando ho scoperto che Machete uscirà soltanto tra un mese e che soprattutto non mi avrebbero fatto entrare in sala conciato così. Tempo di svestirmi e decidere quale film andare a vedere e pochi minuti dopo mi trovo nudo in sala proiettato nello spazio grazie a George Clooney e Sandra Bullock. Ecco a voi la recensione di Gravity.

La storia si svolge (quasi) interamente nello spazio, che è il luogo (o il non-luogo, fate voi che oggi io mi sento filosofico) in cui vi troverete immersi fin dal prima scena. I protagonisti sono la dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock), alla sua prima missione nello spazio, e l’astronauta Matt Kowalski (George Clooney), che è invece alla sua ultima missione prima della missione. Sembra sia solo una tranquilla e routinaria passeggiata nello spazio per fare dei lavori di manutenzione sul telescopio Hubble, EINVECE. Gli astronauti vengono investiti da una pioggia di detriti che innescano una serie di sfortunati eventi che porteranno alla fine del film a ridefinire il concetto di sfiga.

Recensione di Gravity - Sandra Bullock

Gravity è stato molto apprezzato, sia dal pubblico, sia dalla critica. Diciamo che è l’equivalente cinematografico di signorponza.com. Scherzi a parte, il film ha avuto giustamente molto successo. Tecnicamente quasi perfetto, grazie anche all’uso del 3D, Gravity riesce a trasmettere allo spettatore la sensazione di essere nello spazio accanto agli astronauti, senza rumori, senza gravità, senza ossigeno e senza punti di riferimento. Un po’ come entrare nella casa di Prezzemolo a Gardaland.

Casa di Prezzemolo Gardaland

La trama è avvincente, anche se non proprio imprevedibile (ed è questa forse l’unica pecca del film). Gli attori sono pressoché perfetti nei loro ruoli e nella loro interpretazione. Anche perché per tenere gli spettatori incollati a un film che si svolge praticamente per il 90% del tempo nel vuoto, o ci vogliono le tette, oppure ci vogliono bravi attori, bravo regista e trama quantomeno coinvolgente.

CHIPS e CHEAP: Regia e cast sono i veri punti forti e punti CHIPS di questa pellicola che sta sbancando il botteghino. CHEAP è l’evoluzione della trama, non esattamente inaspettata.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: basso. Partiamo ovviamente dal presupposto che nello spazio non c’è nessun suono.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: Medio. Per chi piace il genere stagionato c’è comunque George Clooney, per chi piace invece il genere Sandra Bullock c’è Sandra Bullock.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 91 minuti / 91 minuti. Perfetto.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Andate pure a casa, ma solo se vi sono passate le vertigini.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: quattro Anne Praderio su cinque.

Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio

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