Recensione di Prisoners

Quando la gente mi ferma per strada per parlare del mio blog per chiedere l’elemosina e mi viene a dire “devi vedere questo film perché è da Oscar” oppure “vallo a vedere perché è stupendo!”, dovete sapere che io ci credo e poi ci vado davvero. Ed è più o meno quello che è successo per Prisoners, un film che fino a una settimana prima dell’uscita non sapevo nemmeno esistesse.

Come spesso accade in America, è il giorno del Ringraziamento. Due famiglie di amici, nonché vicini di casa, trascorrono insieme la festività, ma tra un tacchino e l’altro si perdono le rispettive figlie minori. Uno dei due padri, Keller Dover (Hugh Jackman), inizia da subito a indirizzare le sue attenzioni verso un camper parcheggiato nelle vicinanze della loro casa. Le indagini vere e proprie vengono prese in mano dall’uomo con più tic al mondo, il Detective Lockee (Jake Gyllenhaal), anche se il suo operato non convince mai del tutto Keller che continua a condurre le sue indagini mentre la moglie Grace (Maria Bello) sta a casa in depre.

Recensione di Prisoners - Hugh Jackman Maria Bello

La trama, che per come l’ho descritta io senza farvi spoiler appare piuttosto semplice, è in realtà molto articolata. Articolata al punto di richiedere ben 153 minuti. Nonostante questo, il film non risulta mai eccessivamente lento, anche se le atmosfere autunnali della Pensylvania non aiutano a tenere alto il morale.

Un capitolo a parte merita il cast, davvero di alto livello e sicuramente uno dei punti di forza della pellicola. Senza dimenticare Maria Bello, donna della mia vita e mia attrice preferita sin dai tempi di E.R.

Recensione di Prisoners - Maria Bello

Ma allora Prisoners è veramente un film da Oscar come ti dice la gente che ti ferma per strada? Ecco, secondo me no. È un buon thriller, che però in confronto ad altri (vedi Seven) ha molto da imparare.

CHIPS e CHEAP: CHIPS è il cast, anche se basta di dire che Jake Gyllenhaal è il dio della recitazione. CHEAP sono le atmosfere grigie e cupe che saranno sì funzionali al racconto, ma una volta usciti dal cinema la voglia di barbiturici non ha pari.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: basso. Non ricordo nulla nemmeno lontanamente paragonabile a una canzone degna di questo nome.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: medio. Il cast maschile zero (e no, né Gyllenhaal, né Jackman sono boni. Rassegnatevi). Fa tutto la mia futura moglie Maria Bello.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 153 / 100 minuti. Ok che la trama è tanta, però c’è un limite alla sopportazione umana.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Andate a casa a controllare che i vostri bambini ci siano ancora.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: quattro Anne Praderio su cinque.

Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio

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