Rush: la Formula 1 non è stata sempre noiosa

So che state pensando che un film sulla Formula 1 non può che essere noioso, visto che oggi è uno sport che viene consigliato dai medici come miglior rimedio per l’insonnia. (Anche se i ben informati dicono che negli ultimi anni stia cambiando, mentre il titolo di miglior sonnifero sembra se lo stia aggiudicando la Moto GP). Invece la nuova pellicola di Ron Howard è un film che si lascia guardare molto volentieri. Ma prima di approfondire questo giudizio dall’alto contenuto tecnico nella mia recensione di Rush, a voi il trailer e una breve sintesi della trama.

È la storia di un’appassionante rivalità tra due piloti che hanno cominciato a muovere i primi passi (o meglio, i primi chilometri) insieme in Formula 3. Due personalità opposte. James Hunt (Chris Hemsworth), bello bello in modo assurdo, tutto talento e sregolatezza, con una passione per la fika da rendere orgoglioso perfino Guido Barilla. Niki Lauda (Daniel Brühl) è invece meno bello, tutto razionalità, preparazione e determinazione. Un piccolo Signor Ponza, insomma. Lo scontro fra i due si trasferisce ben presto nella Formula 1, dove la loro voglia di affermarsi li porterà ad affrontare i limiti più estremi. Sullo sfondo la difficoltà del gestire una vita sentimentale confrontandosi ogni settimana con la morte.

Il film racconta una storia vera, che a volte è talmente incredibile e piena di colpi di scena che viene il dubbio che siano stati aggiunti elementi in più. Invece lo stesso Niki Lauda ha dichiarato che la trasposizione è stata molto fedele, se non che in realtà lui e Hunt erano rivali sulla pista, ma meno nemici fuori, tant’è che arrivarono pure a condividere un appartamento ai tempi della Formula 3.

A Ron Howard va riconosciuto il merito di aver reso appassionante una storia che parla pur sempre di motori, ossia un argomento scacciafiga livello 12. Anche la scelta del cast si è rivelata decisamente azzeccata, soprattutto per Daniel Brühl che potrebbe anche partecipare a Tale e Quale Show e vincerlo. Così come le due protagoniste femminili, Olivia Wilde e Alexandra Maria Lara, semplicemente perfette nei loro ruoli accanto ai due piloti. Invece vorrei dire basta di chiamare Pierfrancesco Favino a fare ruoli italiani. Basta, basta e basta! Sono piena!

Daniel Bruhl Recensione di Rush Niki Lauda

In conclusione è un classico film di Ron Howard: molto carino, ben girato e piacevole da guardare, ma che mai e poi mai ti verrebbe in mente di rivedere.

CHIPS e CHEAP: CHEAP è Pierfrancesco Favino che sinceramente inizio a non sopportare più. CHIPS il personaggio di Niki Lauda che ho amato e che mi fa essere #TeamLauda.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: basso. Il rumore dei motori potrà affascinare qualcuno, di certo non me.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: Diciamo alto? O diciamo molto alto?

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 123 minuti / 100 minuti. Anche se a dire il vero non risulta mai veramente noioso.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Andate a casa, ma guidate piano e non seguite le orme dei protagonisti del film.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: quattro Anne Praderio su cinque.

Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio

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