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La Spia

La Spia: dal libro al film passando per Seymour Hoffman

Dopo qualche settimana di pausa, torna l’appuntamento con le mie recensioni molto tecniche. Mi rendo conto, infatti, che sono un po’ la giuria demoscopica della cinematografia mondiale. Ma veniamo al film di oggi.

La Spia (A Most Wanted Man) è un film che ha goduto di una notevole pubblicità nelle ultime settimane, gran parte della quale dovuta ahimè al fatto che fosse uno degli ultimi film a cui ha preso parte Philip Seymour Hoffman.

Tratto dall’omonimo libro firmato John Le Carré, La Spia racconta la storia di Günther Bachmann (Philip Seymour Hoffman), un agente segreto anti-terrorismo che opera ad Amburgo. L’indagine su cui sta lavorando riguarda un professore universitario musulmano sospettato di finanziare il terrorismo islamico. Per riuscire ad incastrarlo, Bachmann dovrà riuscire a coinvolgere una giovane avvocatessa (Rachel McAdams) e un banchiere (Willem Dafoe, che qualsiasi ruolo interpreti mi mette comunque paura).

Che il film si basi su un romanzo lo si capisce fin dall’inizio. Bachmann è il tipico protagonista di un libro giallo: carismatico, con alle spalle una storia che potrebbe dare spunti sufficienti per un altro racconto, e incredibilmente tormentato. Questo è senza dubbio uno dei pregi della pellicola che mette in evidenza tutta la bravura di Seymour Hoffman.

Allo stesso tempo, però, la storia è costruita molto bene ma con un ritmo che non è mai veramente incalzante e coinvolgente, senza scossoni e veri e propri colpi di scena. Una narrazione che sicuramente funziona sulla carta stampata (o sul Kindle) ma un po’ meno sul grande schermo.

Segnalo solo la presenza di Rachel McAdams, che assume un significato particolare soprattutto se vai a vedere il film a 10 anni dall’uscita nei cinema di Mean Girls.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: basso. Ma non mi sarei aspettato nulla di diverso.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: basso. Meh.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 122/ 90 minuti. O in alternativa si sarebbe potuto alzare il ritmo.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Subito a casa a dormire.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 3 Anna Praderio su cinque. Anche se ovviamente la critica l’ha osannato.

3 Anne Praderio

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Comments (4):

  1. Daniii

    12 novembre 2014 at 13:33

    A me sorge una domanda. Ma qualcuno ha detto ad Anna che la usano come metro di giudizio del cinema mondiale? Mo’ glielo scrivo su Twitter 😛

    Rispondi

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