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Il blog del Signor Ponza

Cose che non avremmo mai dovuto affrontare: il rientro dalle vacanze

Consiglio a chi non avesse ancora fatto rientro di non avventurarsi tra queste righe: il mood non è dei più roseei. Tornare in città dalle vacanze è nota dolente sin dalle scuole elementari. L’ansia di non essere in pari è la stessa: niente compiti delle vacanze, ma in generale si tende a lavorare distrattamente fin da inizio luglio, passando all’incirca un mese a immaginare i dettagli estivi fregandosene altamente di quello che accade in ufficio. Il decadimento del mio rendimento prima delle vacanze è tale che a fine agosto non si tratta solo di ricominciare, ma di recuperare un mese di lavori fatti col culo.

Anche la voglia di incrociare i soliti volti tra i corridoi è la stessa che si nutre all’idea di rivedere i miei compagni di classe. Allora come adesso, il mantra è “fottesega delle tue vacanze”. Non ci interessa dove sei stato, con chi, se in villaggio si mangiava bene o male, se a Sharm si stava benissimo nonostante a 100 km fosse in corso una guerra civile, se sei abbronzato perché hai mangiato tante carote e pomodori o se il tuo road-trip ti ha fatto dimagrire. L’apice del fottesega arriva quando i colleghi accennano anche a mostrarti qualche foto – di cibo o bambini, ovviamente – e tu sei lì che annuisci mentre non puoi fare a meno di notare che il fritto misto si è inevitabilmente depositato sulle cosce della tua collega.

Peter Griffin Ferie Finite

Almeno, a scuola si aveva la certezza che per il primo paio di settimane il ritmo sarebbe stato lento come quello di una canzone degli XX. Al lavoro, invece, inspiegabilmente c’è gente che ritorna carica come una miccia pronta a esplodere e pretende che tu viaggi alla stessa velocità. Ora, non so voi, ma io vacanza sono abituata a svegliarmi non prima di mezzogiorno, a passare in posizione orizzontale le restanti ore trascorse in spiaggia, a fare docce chilometriche e cene interminabili e ricominciare da capo il giorno dopo. Quindi, se ritorno leggermente rincoglionita al lavoro non è questione di pigrizia, ma di metabolismo, di bioritmo, di deficit, proprio come quel fatto che la cellulite è una malattia. Non se ne può farsene una colpa.

Ma quest’anno, grazie al cielo, ho avuto qualche giorno per ripigliarmi e essere l’unica in ufficio: una volta fatta la figa a luglio, squagliandomela prima di tutti, sono rientrata anche in anticipo rispetto a tutti gli altri colleghi. Ora immaginatevi un ufficio enorme, solitamente abitato da svariate decine di persone, completamente vuoto. Immaginatevi tutto questo quando il giorno prima eravate al mare. Immaginatevi anche di dover cambiare da soli il boccione dell’acqua, di dipendere per le chiavi dal padre del portinaio (perché anche il portinaio è in ferie) e di essere, in sostanza, l’unica in tutto il palazzo fatta eccezione per qualche dog-sitter filippina.

Ufficio rientro dalle vacanze

Tutto sommato, comunque, sospetto sia meglio che arrivare la prima mattina in ufficio e da subito essere risucchiata nel tunnel sopra citato delle gare all’abbronzatura più intensa, del luogo meglio scelto, delle febbri dei bambini a Ferragosto e dei rimorchi al Blu Bay a San Lorenzo. Non so voi, ma sono rientrata da una settimana e mi sembra già un anno.

[Prima di mettervi a lavorare, ricordatevi di votare Così è (se vi pare) ai MIA13]

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Chiara Ferraglia

Quello che dovrete sapere di me ve lo imparerò strada facendo: vi basti sapere, come tratti salienti, che negli anni ho sviluppato una dipendenza nei confronti della liquerizia, che disprezzo a prescindere chiunque dica 'melenzane' e che provo un sentimento ambivalente nei confronti di qualsiasi cosa.
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Comments (23):

  1. Daniii

    27 agosto 2013 at 11:20

    Eh, come ti capisco…pure io a Luglio resa ZERO, e ora mi trovo a dover finire una miriade di cose, con un capo che è un rottweiler 🙁

    Mi consolo pensando ai favolosi appuntamenti che avró nella cittá ripopolata (si…crediamoci..)

    Rispondi
    • Chiara Ferraglia

      27 agosto 2013 at 11:56

      Certo, come no, erano tutti qui ad aspettarci con le mutande calate

      Rispondi
    • Signor Ponza

      2 settembre 2013 at 23:51

      Io ho paura che non appena entrerò in ufficio domani sarò assalito da arretrati e sensi di colpa. Per fortuna il weekend è vicino.

      Rispondi
  2. gabecnc

    27 agosto 2013 at 12:18

    io amo la Ferraglia! La chiarezza con cui ha espresso sensazioni che mi mancavano. Da disoccupato non posso provare queste emozioni. Ma leggerle è stato come rivivere un flashback dei ritorni dalle ferie passati. MI stavo quasi commovendo. Adesso ti saluto e vado a mettere su l’acqua per la pasta che mi è venuta fame. ciao.

    Rispondi
    • Chiara Ferraglia

      27 agosto 2013 at 12:52

      Meno male non fai parte di quelli che dicono “come vi permettete voi che avete un lavoro” e blablablabla. Mangia tanta pasta anche per me che sono a dieta infame e per pranzo ho una pesca

      Rispondi
      • gabecnc

        27 agosto 2013 at 13:00

        beh quelli che sono invidiosi perche gli altri hanno un lavoro mi stanno sul cazzo pure a me. che ci colpano gli altri se lavorano?
        quanto alla pasta… aimè son a dieta anche io cmq. ad oltranza. da tipo 2 anni. il mio quantitativo di pasta a pranzo è di 40 gr. meglio che niente. ahahahahha.

        Rispondi
  3. L'eterna indecisa

    27 agosto 2013 at 14:41

    Premettendo che a me quasi sembra di non essermene mai andata, il rientro che hai avuto è forse il migliore che si possa sperare: vuoi mettere tornare di lunedì, con la testa da tutt’altra parte, non aver messo entrambi i piedi dentro l’ufficio e subito sentire le tue (odiose) colleghe partire all’attacco: “che hai fatto? dove? come? quando? con chi? perchè?” per poi raccontarti per filo e per segno le proprie (dis)avventure, pensando che tu possa compatirle? Tipo che sento il nervoso crescere solo a pensarci! E’ successo ieri…che amarezza!
    Dunque: quando tornano le vacanze? 🙂
    Bentornata Ferraglia! We Love You!

    Rispondi
    • Chiara Ferraglia

      27 agosto 2013 at 16:16

      Potresti smentire il tuo nick e decidere, una volta per tutte, di mandarle velatamente a cagher. Cosa che non ho mancato io di fare oggi, perchè di quanto è bello ballare in spiaggia (a 40 anni) cazzocene.

      Rispondi
      • L'eterna indecisa

        27 agosto 2013 at 16:19

        Potrebbe essere un’idea… penso che prima o poi le manderò DECISAMENTE a fanculo! 🙂

        Rispondi
        • Signor Ponza

          2 settembre 2013 at 23:51

          Io per il mio rientro ho già il “vaffanculo” in canna

          Rispondi
  4. Giulio GMDB

    27 agosto 2013 at 15:10

    Stare in ufficio quando tutti sono via è una goduria! Anche perchè poi si può andare via quando tutti sono a lavorare 😀
    Sto infatti aspettando con ansia che passi ancora un mese poi me ne vado due settimane al sud della Sardegna a godermi le spiagge deserte 🙂

    Rispondi
    • Chiara Ferraglia

      27 agosto 2013 at 16:14

      Vuoi infierire ulteriormente? Vuoi che mi licenzi? Vuoi che pianga come all’ultima puntata di Dawson’s Creek?

      Rispondi
      • Giulio GMDB

        27 agosto 2013 at 23:36

        Scusa, è la mia piccola vena sadica che ogni tanto emerge… 🙂

        Rispondi
        • Signor Ponza

          2 settembre 2013 at 23:52

          Io al solo leggere la parola “Sardegna” mi sono sciolto.

          Rispondi
  5. Fabry

    27 agosto 2013 at 19:50

    Vacanze? Cosa sono le vacanze?

    Rispondi
    • Chiara Ferraglia

      28 agosto 2013 at 14:34

      Lo sappiamo che sei stato qui solo per seguire da vicino i ritiri dei manzi di SerieA

      Rispondi
      • Fabry

        28 agosto 2013 at 22:19

        In verità ho pulito casa del @Ponza tutto agosto.

        Rispondi
        • Chiara Ferraglia

          2 settembre 2013 at 22:34

          E immagino fosse molto, molto, molto zozza

          Rispondi
        • Signor Ponza

          2 settembre 2013 at 23:53

          @disqus_eoRDKGzCUY:disqus mi ha anche tenuto vivo il blog, così i ladri non me l’hanno rubato.

          Rispondi
  6. Mario Rossi

    30 agosto 2013 at 09:39

    Questa cos a del “non sono rincoglionito, è il bioritmo” me la sono segnata che ho già pensato a 72 situazioni diverse in cui spendermela

    Rispondi
    • Chiara Ferraglia

      2 settembre 2013 at 22:34

      Solo 72? 🙂

      Rispondi

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