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Il blog del Signor Ponza

Riflessioni profonde sulla vita e sul mondo del lavoro

Credo di aver vissuto il mese peggiore della mia (tra l’altro fin qui breve) vita lavorativa. Ogni sera torno a casa tramutato in una moderna Arianna David, urlando "Sono piena. PIENA! BASTA, BASTA e BASTA".

Non è di certo mia intenzione fare la vittima. Anzi, sì. Un po’ voglio farla perché a tutti noi piace essere vittime. Ma lo scopo di questo post è un altro, ossia dare voce alla riflessione che ho maturato, se tutto va bene in uno dei pochi momenti di pausa che ho avuto, cioè sul cesso. Il punto è che io non ho la minima intenzione di diventare come alcuni miei colleghi che sembrano vivere solo ed esclusivamente per il lavoro. Mi fa tristezza e lo trovo profondamente sbagliato. Il tuo lavoro può piacerti quanto vuoi, ma se arriva a sostituire e totalizzare il resto della tua vita, allora non ci siamo. Credo che quelle persone che dedicano il 100% del loro tempo al lavoro cerchino in realtà di sopperire a qualche altra mancanza che hanno nella loro vita. Come quelle persone che passano tutto il loro tempo attaccate a internet o all’iPhone (ogni riferimento a cose o persone, tipo me stesso, è puramente casuale).

Non so dove voglio arrivare con questo ragionamento, ma quello che so e che ho deciso è che mi imporrò sempre di stabilire dei limiti oltre i quali la casella di posta elettronica del lavoro rimarrà chiusa, il telefono spento e il cervello pure. Fermo restando che il mio obiettivo nella vita è quello di diventare ricchissimo, ma con il minor sforzo possibile.

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Comments (25):

  1. Chit

    8 febbraio 2011 at 14:10

    Almeno il cervello lascialo acceso ti prego, perchè ho dato un’occhiata e con il cervello spento e l’idea di far soldi, tanti e rapidamente, ad oggi c’è solo un datore di lavoro in grado di accontentare le tue richieste. Temo che però prima… voglia un po’ di bunga-bunga 😛

    Rispondi
  2. palbi

    8 febbraio 2011 at 16:18

    secondo me semplicemente non ti piace il lavoro che fai
    Capirei il ragionamento se mi parlassi di 1,2…5 anni passati senza mai staccare la spina

    Ma se un mese a tutta velocita’ ti stressa e’ perche’ non sei appassionato di quello che fai (me think)

    Cambia finche’ 6 cccciovane !!!!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      9 febbraio 2011 at 07:58

      Ovviamente ho fatto anche questo tipo di considerazioni. Però fai conto che quando scrivo qui (e anche altrove) esagero sempre! 😀

      Rispondi
  3. Guady

    8 febbraio 2011 at 16:32

    Concordo in pieno!
    Io sono una di quelle che alle 17.31 ha già varcato la soglia dell’ufficio.
    Io ho una vita. PERDIANA! e se gli altri vogliono fare i lecchini e stare in ufficio fino alle 20.00….bè…poveri loro. Giusto?!
    Meglio avere una vita fuori, che essere i lecchini del capo.
    Eh poi…. sono del parere che l’importante è fare bene il proprio lavoro nelle 8 ore. Tutto il resto non conta!

    ehm…. poi quando vorrai approfondiremo l’argomento “attaccate all’iphone o a internet…magari a WOW….” =____=

    Rispondi
    • Signor Ponza

      9 febbraio 2011 at 08:01

      Ma WOW sta per World Of Wordcraft? Ho capito bene? 😀

      Rispondi
      • Guady

        10 febbraio 2011 at 12:18

        esattamente! sapevo per certo che lo conoscevi! 😉

        Rispondi
  4. Faithf

    8 febbraio 2011 at 17:01

    Stesso obiettivo, sempre U_U

    Rispondi
  5. Laura

    8 febbraio 2011 at 22:12

    Se riesci a farlo, hai la mia ammirazione. Difficile separare completamente la sfera privata da quella professionale. Io ho colleghi che passano le serate lavorando e mi é capitato che i clienti mi chiamassero la domenica mattina! C’é gente che vive di lavoro!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      9 febbraio 2011 at 08:03

      Secondo me lo si DEVE fare. Così come è giusto non sentirsi in obbligo di controllare la posta di sabato o di domenica.

      Rispondi
  6. Giulio GMDB©

    8 febbraio 2011 at 23:18

    A meno che tu non faccia un lavoro fantastico (ed allora secondo me non è più un lavoro ma è una passione), bisogna sempre ricordare che si lavora per vivere non si vive per lavorare.

    Rispondi
  7. eli

    10 febbraio 2011 at 11:37

    Vuoi parlare con l’esemplare umano con cui convivo da anni che si alza alle 5, rincasa alle 20.30/21 (senza fare quasi mai pausa pranzo) e lavora sovente anche il sabato e la domenica?
    Comunque l’intento è nobile e l’appoggio in pieno. 😉

    Rispondi
  8. Vanilla

    11 febbraio 2011 at 20:02

    Caro Ponzy, per quanta passione ci possa essere, bisogna comunque porre un limite, ecchediamine una vita privata bisogna pur preservarla 😉

    Rispondi
    • Signor Ponza

      17 marzo 2011 at 14:33

      Sì, infatti, una persona ha anche delle esigenze. Capiamoci.

      Rispondi
  9. LaFre

    13 febbraio 2011 at 12:02

    Parole sante, sono nella tua identica medesima sputata situazione. Evidentemente non è il lavoro che fa per te, ma sono convinta più che mai del fatto che BiSOGNA avere una vita. E magari riuscire a crearsela prima delle 20 o 21… No io ti capisco Ponza, ogni mattina guardo fuori dalla finestra e mi sento in trappola.. ma abbiamo 25 anni, perdio!!!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      17 marzo 2011 at 14:33

      E’ esattamente così! E poi concedimi ancora per queste due-tre settimane, ma io ho 24 anni! 😀

      Rispondi
  10. alianorah

    21 febbraio 2011 at 00:03

    Ciao Ponzy! L’affermazione finale è ossimorica. E vale solo per Berlusconi.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      17 marzo 2011 at 14:34

      Berlusconi infatti è il mio modello di vita assoluto.

      Rispondi
  11. irene

    23 febbraio 2011 at 16:11

    Caro Signor Ponza, ma stai ancora riflettendo che non scrivi più?

    Rispondi
    • Signor Ponza

      17 marzo 2011 at 14:35

      Sì, rifletto e bestemmio. Visto che sono ancora senza internet a casa dopo due mesi.

      Rispondi

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