Road to Referendum – EP01: #IoVotoSì

Se c’è qualcosa di cui in questo periodo il popolo italiano non riesce a far meno di discutere è l’olio di palma i meme su Melania Trump Chi l’ha visto I pruriti anali sicuramente il referendum Costituzionale del 4 dicembre, che ci vedrà chiamati ad esprimerci ad una modifica sostanziale della nostra carta fondamentale della nostra Repubblica, entrata in vigore il 1° gennaio 1948 (Wikipedia questi 2€ quest’anno te li do).

1OggiaVolete#

Precisamente, qual è il quesito referendario? Nel rispondere mi sento i grillini, Giorgia Meloni, gli omeopati, e gli amanti del gelato in coppetta pronti ad inseguirmi con una mannaia. Perché? Perché ritengono che il quesito in questione sia espresso in maniera faziosa e in modo da favorire il Sì piuttosto che il No. Io per non saper né leggere né scrivere, mi rifaccio al sito del Ministero dell’Interno e vi riporto il testo che troverete sulla scheda:

“Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione» approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”

2

Letta così, si capisce poco e niente. Però ragazzi se uno va a votare credo che debba un po’ informarsi, non è che può aspettarsi che alle urne ci sia qualcuno che faccia delle lectio magistralis. Detto ciò, non vi aspettate che stia qui ad illustrarvi tutta la riforma, io personalmente ho letto un po’ di siti degli amici del no e degli amici del sì, ma credo che quello che più si avvicina ad una posizione neutra è questo post de L’Internazionale.

Detto questo, dato che la riforma potete leggerla da voi, ho chiesto alle persone che più ritengo preparate in materia di parlarmi del sì e di parlarmi del no in queste pagine così da darvi qualche prospettiva critica utile sull’argomento. A parlarci del sì ho interpellato uno che di Costituzione ne sa, il buon Francesco (che preferisce rimanere anonimo perché non ama le luci dei riflettori che seccano la pelle e fanno venire le rughe).

3

Aldo: “Ma allora, perché devo votare sì? A me la Costituzione piace, credo che ci abbia servito bene per tutti questi anni. Ma soprattutto, ho un sacco paura di abolire il bicameralismo… sai com’è, vorrei evitare che la storia si ripeta.”

Francesco: “A me il sistema che ne uscirà non dispiace, praticamente è un sistema inglese con molte più garanzie e una magistratura forte a impedire le derive del parlamento. So che ci sono un po’ di cose migliorabili, lo so, ma attualmente siamo una nave che affonda nelle sue lungaggini.”
4

Aldo: “Mi parli delle garanzie? Nel senso, io ho sempre paura che il parlamento prenda una piega un po’ troppo autoritaria perdendo la doppia approvazione delle due camere.”

Francesco: “La deriva autoritaria comporterebbe il potere di modificare la Costituzione o di intervenire, da solo, su leggi fondamentali come il bilancio e la ratifica dei trattati. Guarda caso le materie su cui il senato conserva potere di voto pieno; e, ricordiamolo, si tratta comunque di persone elette, nonostante vi siano dubbi su come ciò debba concertarsi con gli statui speciali. Abbiamo un Presidente della Repubblica che, nonostante gli ultimi tre o quattro presidenti siano stati morbidi, ha poteri forti per sciogliere le camere e bloccare le leggi. Abbiamo una Corte Costituzionale fatta da tutti i colori politici che non solo consiglia il parlamento ma che da sempre controlla e tutela la costituzione tutta e, soprattutto, i principi immutabili di democrazia. Da ormai 20 anni il sistema amministrativo, le agenzie governative e le autorità garanti costituiscono un quarto potere che, spesso, concorre con quello governativo. È evidente che la nuova maggioranza sarà più forte di quella attuale ma che da ciò si passi ad una dittatura è abbastanza difficile. L’unico altro bicameralismo perfetto è quello americano, ma parliamo di uno Stato federale totalmente diverso da noi e con esigenze differenti; il sistema francese, poi, permette di interrompere la navetta.

5

Aldo: “Quindi per te è una riforma pazzesca, non vedi niente che non va bene in quello che stiamo andando a votare… o c’è qualcosa che cambieresti?”

Francesco: “L’attuale legge elettorale. C’entra poco col referendum ma comprendo le critiche di afferma che sarebbe stato più consono cambiarla, votare e solo poi pensare alla riforma. Attualmente i senatori saranno comunque rappresentanti che hanno preso voti in regione ma preferirei dei senatori eletti dai cittadini già con l’idea di mandarli in senato, cosa possibile ma non ben specificata nella riforma. Inserirei una possibilità diretta per il Senato di convocare la Corte Costituzionale per stabilire se un disegno di legge sia o meno costituzionale. Troverei meccanismi migliori per la gestione e l’applicazione degli obblighi comunitari, in funzione di un successivo passo federalistico dell’UE. Farei in modo che le proposte di legge popolari rimanessero con l’attuale numero di firme (50k) ma sempre con l’obbligo di discuterle (in 70 anni il nostro parlamento non ha MAI cacato le leggi di iniziativa popolare, col referendum le firme diventano 150k ma il parlamento ha l’obbligo di discuterne e di inserirle in calendario).”

7

Ci sono altre cose da dire sul Sì? Ci sono sicuramente. Abbiamo esaurito il discorso? Sicuramente no. Non volevamo stare qui a darvi un passpartout su tutti i risvolti diretti ed indiretti relativamente ad una vittoria del sì, ma qualche insight in più e qualche spunto di riflessione sicuramente utile. Settimana prossima daremo spazio invece alle ragioni del No, ma in ogni caso, l’invito unico e sentito che ci sentiamo di darvi è quello di non accettare caramelle dagli sconosciuti informarvi il più possibile, leggendo sia uno schieramento che l’altro, perché la verità – come dicono i nonni – è sempre nel mezzo. Un po’ come la marmellata nella brioche.

8

Commenti via Facebook

solodallamente

Nella prossima vita voglio rinascere in grado di scrivere biografie accattivanti, per il momento mi limito a confermarvi che sono troppo intelligente per essere anche bello e che nella vita quello che conta davvero è la pizza. Il mio animale guida è Taylor Swift, con la quale condivido la dote di essere odiato da tutti (a ragione).

Latest posts by solodallamente (see all)

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: