Rosi Mauro terrona

L’ultima volta che sono stato ossessionato così tanto da una donna protagonista della “scena politica” italiana era stato con  Patrizia D’Addario (e il suo variegato repertorio di pose che era abituata a sfoggiare davanti ai fotografi. Prego la regia di agevolare una dispositiva).

Patrizia D'Addario

Chiusa la parentesi relativa al burlesque, vorrei ringraziare Rosi Mauro per avermi fatto fare nei giorni scorsi il boom di accessi, visto che fiotte di genti sono giunte su queste pagine digitando su gogòl (cit.) “rosi mauro terrona”.

Perché sì, la Rosi era terrona e non faceva molto per nasconderlo. Almeno Michael Jackson c’aveva dato dentro con le creme sbiancanti. Lei no, al punto di guadagnarsi tra gli stessi sostenitori leghisti l’appellativo di Rosi La Nera. La Rosi, con l’articolo determinativo davanti, da veri Padani, fino a qualche anno fa non era molto conosciuta al grande pubblico. Prima della malattia dell’Umberto, era una militante come altri, oltre ad essere segretario del Sin.Pa., il sindacato padano. Interpellata sul numero di iscritti al suo sindacato, la Rosi ha una volta sparato alto dicendo di avere 350.000 tesserati, per poi successivamente ridimensionare la cifra fino a 250.000. Per la questura sono invece solo 7.000. Una maga dei numeri? Forse. Secondo molti invece una strega, Rosi la strega, per la precisione. Lei respinge le accuse di stregoneria, ma nessuno può negare la sua appartenenza al cosiddetto “cerchio magico”, i fedelissimi di Umberto Bossi manovrati dalla potente (e terrona) (seconda) moglie. Rosi Mauro in particolare è sempre stata (e soprattutto è sempre apparsa su tv e giornali) al fianco del capo dopo la malattia, tanto da guadagnarsi il soprannome di Rosi la badante. Insomma, questa donna va a finire che aveva più nomignoli che titoli di studio. Sì, perché come molti suoi colleghi di partito, si era fatta pagare gli studi con i soldi della Lega ed è finita anche lei per ottenere il fatidico pezzo di carta. Ma siccome è sempre stata una donna generosa, l’ha fatto ottenere non solo per lei, ma anche per il suo attuale compagno/amante/gigolò secondo i più maligni. Tale Pier Moscagiuro, in arte Pier Mosca, è stato poliziotto, ma soprattutto cantautore (all’attivo ha anche una canzone con Enzo Iacchetti) e ora ha un contratto con la Vicepresidenza del Senato. Circostanza quantomeno sospetta, visto che Rosi Mauro è tutt’ora Vice Presidente del Senato, carica che continua a mantenere nonostante la sua espulsione dalla Lega Nord.

Che sia stata tirata in mezzo per un regolamento dei conti interno alla Lega, che sia effettivamente una ladra di denaro pubblico, a questo blog poco importa. Perché noi Rosi Mauro la vogliamo ricordare per sempre così: Rosi la pazza.

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