Running Up That Hill – s01e02: Il primo chilometro

Il primo chilometro è al tempo stesso il chilometro più facile e il chilometro più difficile.

È facile perché quando si comincia a correre, almeno nei primi minuti, si è profondamente convinti e motivati visto che in qualche momento di follia siamo diventati determinati a voler dimagrire, migliorare il nostro fiato e le nostre prestazioni fisiche. Questo avviene specialmente subito dopo le grandi festività, ossia quando tutti noi riscopriamo le nostre origini meridionali e ci abbuffiamo come se avessimo vissuto nel Biafra fino al giorno prima. Oppure a distanza di circa 3-4 mesi da agosto, utilizzando quella celebre espressione formata da due parole che iniziano rispettivamente per P e C e che non nominerò perché non sono mica Studio Aperto.

Ok, quindi la convinzione c’è. Ma le gambe? Ma le gambe ancor di più. Anche quelle ci sono. C’è uno strano fenomeno che sicuramente le centinaia di medici che leggono il blog vi spiegheranno nei commenti per cui la prima volta che si va a correre (ma anche quando si va in palestra) lo sforzo fisico difficilmente si traduce in un immediato dolore alle gambe. Anzi, sembra quasi sorprendente quanto si muovano senza fatica.

Partenza Maratona

I lati negativi iniziano alla voce “fiato“. Per quello non esiste fenomeno inspiegabile: quando finisce finisce. E probabilmente lo farà poco dopo il superamento della soglia dei 1000m. Se siete un minimo melodrammatici come lo sono io, vi sentirete il cuore in gola vicino all’infarto e il fiato cortissimo, tanto da giustificare un disperato appello alla respirazione bocca a bocca. Questa opzione dipende molto dalla qualità della fauna che vi circonda nel luogo in cui scegliete di correre, anche se dopo che la fatica inizia a farsi sentire e la vista inizia ad offuscarsi, chiunque potrebbe apparirvi appetibile. In agonia, ogni buco è galleria.

Ma non è questo il peggio che vi può accadere dopo il primo chilometro percorso. Il vero dramma accade il giorno successivo, quando vi alzate dal letto e iniziate a sospettare. Sospettare che, durante la notte, qualcuno sia entrato a casa vostra, vi abbia anestetizzato e abbia sostituito i vostri muscoli delle gambe con blocchi di granito. Vi sentirete improvvisamente un angelo legato a un palo. E le cose con il passare delle ore non miglioreranno, anzi. Almeno fino al giorno successivo, quando pian piano il dolore svanirà e vi consentirà di riprendere e correre il vostro secondo e terzo chilometro.

Sempre che nel frattempo non abbiate già deciso di rinunciare allo sport praticato in favore del molto più agevole sport guardato alla tv, del quale anche io sono un campione.

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