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Il blog del Signor Ponza

Quando RuPaul incontra l’Eurovision Song Contest

Con l’inizio della nuova edizione di RuPaul’s Drag Race All Star è lecito chiedersi quando ci sarà una versione europea (e qualcuno lo ha anche chiesto a grande voce su youtube). Temo però che rimarrà solo un (mio?) sogno.

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C’è da dire però che RuPaul ha messo il naso in Europa già in diverse occasioni, direttamente o indirettamente. Infatti la storia del talent show più camp d’America si è intrecciata in modo permanente con l’Eurovision Song Contest (tra l’altro i giudici Michelle Visage e Ross Matthews lo commentano ormai da 2 anni per la tv americana).

Tutto merito di Conchita Wurst? Forse, ma la storia delle drag queens nel concorso canoro pan-europeo parte ben prima della nostra tirolese barbuta.

Vi riassumo le tappe salienti e le performance pazzesche.

1998 – Dana International

La prima drag queen ad apparire sul palco dell’Eurovision Song Contest fa subito il botto. Partecipa, vince e crea scompiglio. Quando Dana International prende parte al contest in quel di Birmingham non è più la drag queen che infiammava Tel Aviv nel 1990. Nel frattempo è diventata donna a tutti gli effetti. Nonostante le polemiche da parte della stampa, la nostra Diva sbanca il primo anno di televoto e ci regala una hit dance che a quasi 30 anni di distanza ancora grida pazzesco.

2002 – Sestre

Dobbiamo aspettare 4 anni prima di vedere un nuovo numero in drag infiammare i televisori di mezza Europa. Siamo nel 2002 e in Estonia sbarca il trio sloveno Sestre (sorelle). 3 elegantissime hostess dell’ex Jugoslavia. Nonostante l’immagine un po’ da sciure e la canzone innocente Samo Ljubezen (solo amore), queste 3 ragazze sollevano un polverone enorme in un paese forse non ancora pronto ad essere rappresentato da un gruppo di drag queens (polverone che ha portato addirittura ad un’interrogazione parlamentare). Ma alla fine conquistano i cuori di tutti e vengono premiate pur non vincendo l’ESC.

2007 – DQ e Verka Serduchka

Passano altri 5 anni prima che una drag queen attiri l’attenzione del grande pubblico eurovisivo. Anzi, nel 2007 addirittura ne abbiamo due.

La prima è DQ, danese e vestita da vera Drama Queen. Arrivando dalla scandinavia non si porta appresso alcuna polemica, però avrà davvero vita breve, non riuscendo infatti a qualificarsi per la finale.

Avrà invece tutt’altro destino la regina ucraina Verka Serducka. La sua presenza non è mai messa in discussione da un paese molto conservatore, forse più per l’assonanza della sua Lasha Tumbai con Russia Goodbye. L’outfit, la coreografia ed il video di presentazione (con la madre vestita da vera babushka) rimango pietre miliari per l’Eurovision Song Contest e non a caso Verka riappare ogni anno come fosse la Madonna.

2014 – Conchita Wurst

Qui parliamo di una vera e propria consacrazione. Conchita Wurst tenta già nel 2012 di rappresentare l’Austria all’ESC ma alla fine dovrà aspettare ancora 2 anni per poter coronare il suo sogno. Prepara tutto con attenzione e nonostante ciò arriva a Copenhagen più come il bersaglio di tutte le critiche, piuttosto che come performer dalle eccellenti qualità vocali. Saranno poi le sue interviste e le sue doti a stregare l’Europa, che la incoroneranno novella imperatrice d’Austria. Conchita non solo si rialza come una fenice (Rise like a Phoenix) ma con grande intelligenza porta nelle case degli europei quelle che sono le battaglie di uguaglianza del mondo LGBT.

E fuori gara…ci metto anche due canzoni che avrebbero meritato e invece si sono fermate alle selezioni dei loro paesi

2004 – Afterdark

Alle selezioni svedesi del 2004 prende parte il gruppo di drag queens After Dark, che gode già di una certa fama a Stoccolma. Ci regalano, come dice il testo in svedese, glitter e glamour, e anche un po’ di champagne. La loro La Dolce Vita alla fine si porterà a casa un rispettabilissimo terzo posto.

2006 – Queentastics

Per chi come me ha una certa ed era abituato ai fasti delle discoteche milanesi, questa canzone dirà moltissimo. Già sigla del MamaMia 2007 (e poi rimbalzato in giro per l’Italia), Absolutely Faboulous del duo Queentastic è in realtà il tentativo di rappresentare la Norvegia al ESC 2006. Gli iconici cambi d’abito non sono bastati a queste due regine per conquistare i cuori dei freddi norvegesi, ma in compenso hanno fatto impazzire i gay italiani (ignari del legame che questa canzone avesse con l’Eurovision Song Contest).

Speriamo che il 2018 ci regali una nuova drag queen sul palco di Lisbona.

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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