#Sanremo2014: "All boring things come to an end"

“Surprise, bitch!”

Marco: Dicono siano state più o meno queste le parole pronunciate a fine serata da Arisa – vincitrice del 64º Festival della canzone italiana – al favorito Renga, a cui je avemo tirata talmente tanto che non è arrivato nemmeno sul podio.

Sopra di lui – sul podio, si intende sempre – il nostro Aldo Zaffiro Renzo Rubino e Raphael Gualazzi, protagonista di un inconveniente very very cool and fun.. you know.. il microfono del nostro Guallo ha infatti deciso magicamente di non funzionare e noi siamo sicuri che, come già avvenuto a Las Vegas con Britney, ci sia dietro lo zampino di qualcuno che abbia manomesso l’apparecchio perché geloso della loro voce.

Nonostante il ritmo più serrato e piacevole della puntata rispetto alle precedenti e Ligabue come superospite (!) la puntata non ha riscosso il successo di pubblico sperato, risultando la finale con meno seguito di telespettatori dal 2004 e la terzultima per share, sempre dallo stesso anno. Un disastro come nemmeno ARTPOP, Britney Jean e la carriera delle due Destiny’s Child messe assieme.

In fondo, per salvare questo Festival, sarebbero bastati pochi accorgimenti: un cast magari più forte, ospiti un tantino meno sconosciuti, un crossover con Masterchef! Per esempio: spostare la sceneggiata degli operai al venerdì sera con, al posto degli operai, Rachida che minacciava di farsi esplodere dal soffitto, non avrebbe attirato l’Italia intera e mezzo Marocco pure? 90% di picco e l’edizione è salva.

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E invece anche ieri ci siam dovuti sorbire, tra gli altri, la classica noiosa marchetta alla fiction made in Rai (come se Don Matteo ne avesse bisogno, visto che viene seguito forse anche più di questa edizione di Sanremo)

e le esibizioni very very exciting dei cantanti in gara:

 

 

Certo, non tutti la pensano come  noi..

 

E non è mancato nemmeno il superospite straniero (ma vi ricordate quando gli ospiti erano un evento più del festival?)

Fortuna che la giuria (Giorgia Surina sempre sia lodata, ti vogliamo bene) ha ben pensato di mischiare le carte, cercando di regalare il colpo di scena

ma, alla fine, anche questo non è servito a migliorare la nostra condizione-tipo durante il Festival:

RIP

 

In attesa che mi promuovano ad autore del prossimo Festival (confido nella candidatura da parte di tutti voi, “che so che siete tantissimi, grazie col cuore,davvero.”) e con la speranza che le battute su Giusy Ferrari e la Esselunga spariscano da twitter per i prossimi 3 anni,  vi lascio con i pareri del mio amatissimo inviato ed esperto Ren, che ha stilato la sua personalissima top 7:


Renato:  Grazie Marco per la linea. Capisco tutto, capisco tutti, ma io non sono d’accordo con niente. A questo punto ho deciso di dirvi come sarebbe dovuto andare Sanremo se avessi dovuto premiare io i vincitori.

1) Giusy Ferreri

Il suo ritorno, sebbene “sottotono”, a quanto pare per motivi personali, è stato il più gradito del Festival. E’ suo il pezzo che più ho amato di questo Sanremo, ovvero quello che la prima sera è stato eliminato, ‘L’amore possiede il bene’: un arrangiamento furbetto, molto pop e radio-friendly. A differenza della ballad strappalacrime che – per carità! – è molto carina, ma nulla di nuovo.

2) Noemi

Quello che dovete sapere è che il nuovo e tanto atteso album di Noemi, ‘Made In London’, contiene brani molto più belli dei due presentati sul palco dell’Ariston. Quindi, siete pregati di ascoltare tutto l’album ché merita sul serio. Detto questo, la coach di The Voice ha fatto davvero un’ottima figura al Festival: sempre intonata, nessuna sbavatura. Brava.

3) Arisa

Penso sul serio che Cristina Donà non avrebbe mai dovuto scrivere per Arisa, e pare il mio pensiero sia stato condiviso anche dal pubblico, dato che la canzone passata è stata la “classica” ‘Controvento’. Non solo, non per infierire ma i pezzi affidati alla cantautrice sull’album di Arisa sono – ahimè! – i più brutti.

4) Francesco Renga

Mi aspettavo molto di più: da lui, da Casalino, da Elisa, da Canova (che ha prodotto i due brani). Secondo me Renga è entrato troppo in fissa con ‘sto fatto che ora ha “un nuovo registro vocale”. Ma perché?

5) Riccardo Sinigallia

Mi è sempre piaciuto, sin da quando produceva Niccolò Fabi a fine anni ‘90. Poi con Sanremo 2000 e la sua collaborazione con i Tiromancino fu amore. Ho appena finito di ascoltare tutto il suo album nuovo, edito dalla Sugar di Caterina Caselli, e posso solo dire: WOW!

6) Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots

Anche se a me piacerebbe di più pensarlo come un The Bloody Beetroots featuring Raphael Gualazzi. Personalmente ho sempre disprezzato Gualazzi, ma questa nuova veste danzereccia pare calzargli bene.

7) Renzo Rubino

Una sorpresa (in)aspettata. Bravo, Renzo!

 

Marco: Grazie per averci seguito in questa rubrica, io tornerò presto per parlare con voi di reality televisivi sabato prossimo (Toffanin, stai attenta!), soffermandomi ovviamente sui loro lati più trash. xoxo!

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capatesuspigolo

capatesuspigolo

Mi esprimo meglio con le immagini che con le parole e per questo tutti i piani tariffari mi stanno stretti. Ho il terrore di diventare un poraccio inconsapevole come Federica Panicucci e spero che Barbara d'Urso mi guidi nella retta via dei 100% cretini e contenti.
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