Santa Caterina, la suora-politica senza quote rosa

Eccoci ad un nuovo appuntamento de L’ora di religione, che la settimana scorsa non è andato in onda perché ero impegnato a rubare il posto a Lorena Bianchetti per la diretta da San Pietro durante la canonizzazione dei due Papi. Ce l’ho fatta? No. Maledetta Lorena! Vabbè, mandiamo la sigla.

Questa settimana ci occupiamo di una santa molto importante per l’Italia, una delle poche donne dottori della Chiesa, una delle poche donne che ce l’ha fatta nella carriera ecclesiastica: Santa Caterina da Siena. Ammetto che ne parliamo con un giorno di ritard0, visto che si celebra il 29 aprile, ma, del resto, would you hold it against me? E per celebrare la patrona d’Italia non potevamo che avere la regina d’Italia: il premio Oscar donna Sophia Loren.

Santa Caterina nasce a Siena nel 1347, ventiquattresima figlia su venticinque della coppia Lapa e Jacopo Benincasa. A 12 anni sua mamma si era impegnata a cercarle un marito ed accasarla, ma Caterina, dopo un breve momento di indecisione, si dichiarò consacrata a Dio, rinunciando al matrimonio.

Purtroppo, però, non avendo una dote cospicua, Caterina non poteva andare nemmeno in convento. Il papà Jacopo un giorno la trovò in camera intenta a pregare e, persuasosi della veridicità della sua vocazione, provò a chiedere nel convento delle Terziarie Domenicane, che però non poterono prenderla con loro data la sua giovane età.

tumblr_m5vd20hFOz1qakh43o1_500

Una malattia colpì la futura santa ricoprendola di pustole sul volto che sfigurarono la giovane Caterina rendendola molto più anziana della sua età. La mamma di Caterina tornò dalle suore domenicane a chiedere di ammetterla altrimenti sarebbe morta. Una delegazione fu mandata ad accertarsi della fede e delle condizioni della ragazza e decisero di prenderla con loro.

La vita monastica di Caterina non è stata facile perché la ragazza, non avendo studiato il latino, non riusciva a pregare con le consorelle, limitandosi al Padre nostro e all’Ave Maria. Caterina era più per il fare, come la Santanchè. Si dedicò allora ai malati, soprattutto quelli abbandonati perché non avevano parenti o perché affetti da malattie contagiose.

Ma quello che caratterizzò Caterina è stato, senz’altro, la sua passione per la politica e per il sociale. Caterina si è sempre esposta in prima persona sugli argomenti di attualità come le Crociate o come il ritorno del Papa a Roma. Anzi è stata proprio la santa senese a convincere il Papa del tempo a lasciare Avignone e ritornare in Italia attraverso lettere e un successivo viaggio apostolico.

Santa Caterina è stata anche una grande mistica e, durante una delle sue intense preghiere, ricevette persino le stigmate, che decise però di rendere non visibili agli altri. Per essere una donna ha senza dubbio raggiunto dei risultati invidiabili.

Beh, dai, donna Sophia, un giudizio su questo post.

L'ora di religione

[Le puntate precedenti de L’ora di religione]
[Leone Lewis su Twitter]

Commenti via Facebook

Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: