Sant’Agnese, protettrice dei gossippari

N.B: Nel post sono presenti inserimenti di prodotti a fini promozionali

Mi pare evidente che le agiografie dei santi mi stiano appassionando particolarmente. Non nego che mi piacerebbe dedicarmi alla scrittura degli sceneggiati sui santi che i critici tv tanto disprezzano. La cosa che più mi piace è scoprire storie e aneddoti avvincenti legati a queste figure che potremmo definire mitologiche ma che, al contrario di Pollon, sono realmente esistite. Oggi parlo di Sant’Agnese, che si festeggia proprio oggi 21 gennaio. E per aiutarmi in questa nuova puntata ho chiamato una delle donne italiane più belle e raffinate. Non sto parlando di Gemma di Uomini e Donne ma della bellissima Vittoria Puccini.

Innanzitutto è utile dire che Agnese è vissuta nello stesso periodo di San Sebastiano, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa. Romana, di famiglia patrizia (non parente di Patrizia Rossetti come è facile pensare, ma ricca appartenente alla gens Claudia, famiglia che ha dato i natali a imperatori come Claudio e Nerone), il nome Agnese deriva dal greco ἀγνός che vuol dire sacro e puro e che tradotto in latino diventa agnus, agnello, che era l’animale che veniva dato in sacrificio agli dei nell’antichità. Anche qui un nome un destino.

La giovane Agnese era così credente che da giovanissima face un voto di castità. Ma la sua bellezza non lasciava indifferenti i romani del tempo, soprattutto il figlio del Prefetto di Roma, che si innamorò di Agnese senza essere ricambiato. Prese bene il rifiuto secondo voi? Chiaramente no. (Prima che mi arrivi una denuncia dal Ministero degli Interni e da Angelino Alfano, vorrei sottolineare che parlo del Prefetto dell’Impero Romano e non dell’attuale Prefetto).

Il Prefetto di Roma, saputo del voto di castità, obbligò la giovane Agnese a recarsi tra le vestali che veneravano Astarte, una divinità eretta a proteggere la città di Roma.

Al rifiuto di Agnese, il Prefetto la condannò al postribolo e alla pubblica umiliazione. Per essere chiari il postribolo è una casa di prostituzione, un posto che per una che ha fatto voto di castità non è proprio il massimo.

Ma nel postribolo nessuno ebbe il coraggio di abusare di Agnese. Se non un uomo che, avvicinandosi alla giovane, si racconta fu accecato da un angelo, senza avere la possibilità di rubare la verginità consacrata. Per i più sensibili possiamo assicurare che, una volta in Paradiso, Sant’Agnese è interceduta per ridare la vista allo sventurato.

Da qui alla condanna per stregoneria il passo è breve, ma forse non avevano capito che i santi non sono infiammabili e nemmeno Agnese.

Le fiamme non toccarono il suo corpo, anzi si racconta che per coprire il corpo nudo dalla vista degli spettatori i capelli le crebbero così lunghi dal vestirla completamente. Noi oggi sappiamo che per lavare quei lunghi capelli ha usato Pantene Aqua Light, come la nostra Vittoria.

E, come abbiamo imparato da tutte le storie dei martiri, il finale è sempre lo stesso: la decapitazione.

Il corpo di Agnese fu sepolto a Roma, laddove ora tuttora esistono le sue catacombe, su Via Nomentana. Sant’Agnese è protettrice delle ragazze vergini (quelle pochissime che esistono) e dei giardinieri (che forse sono di più). A Roma il 21 gennaio vengono offerti al Papa degli agnelli allevati da religiose dalla cui lana verrà poi realizzato il mantello per i cardinali.

Inoltre è patrona de L’Aquila, dove il 21 gennaio si celebra la festa di Sant’Agnese e le malelingue. Cioè? Allora, la tradizione popolare aquilana racconta che un gruppo di uomini furono scoperti a parlar male del signore de L’Aquila e vennero cacciati dalla città il giorno di Sant’Agnese. Per questo ogni anno si festeggia questo gruppo di pettegoli e vengono insignite le cariche più importanti del gruppo dei maldicenti come il Presidente, il Segretario e la Lingua Zozza. Ora ditemi chi di voi non vorrebbe ricevere quella fascia. Io sì. Un saluto al socio onorario del gruppo, Alfonso Signorini. Si dice, quindi, che Sant’Agnese sia anche la protettrice dei gossippari proprio perché nel convento a lei dedicato venivano ospitate le prostitute e le serve, che passavano il tempo a raccontare tutti i segreti di palazzo, ricamandoci sopra come una vera pettegola sa fare.

Prima della conclusione facciamo gli auguri alle Agnesi più famose, ossia all’indimenticabile protagonista di Incantesimo, Agnese Nano, alla bellissima modella spagnola e valletta di Fazio a Sanremo 2000, Ines Sastre, alla vincitrice di Pop Idol Svezia, famosa per averci fatto ballare con Release Me, Agnes e, the last but not the least, alla futura (?) first lady italiana Agnese Renzi.

Questa settimana abbiamo imparato che:

  1. La castità ha poteri accecanti e i Jonas Brothers non ce l’avevano detto;
  2. la fede ti fa crescere dei capelli lunghissimi e io devo impegnarmi visto che ne ho sempre meno;
  3. il 21 gennaio prossimo vorrei ricevere la fascia Lingua Zozza a L’Aquila.

L'ora di religione

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Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
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