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Il blog del Signor Ponza
Saving Mr Banks Locandina

Saving Mr. Banks e la pazienza degli sceneggiatori

Saving Mr. Banks è il modo migliore che si potesse trovare per parlare di Walt Disney. Tuttavia non si tratta di un film su Walt Disney, ma racconta le vicende che hanno consentito al creatore di Topolino, dopo anni di tira e molla, di realizzare il film Mary Poppins. A tal proposito, devo premettere che la mia recensione è influenzata dal fatto che Mary Poppins è uno dei miei film preferiti della Disney (dopo Alice nel paese delle meraviglie e Aladdin), quindi mettiamo subito da parte quella cosa strana che alcuni chiamano obiettività.

Siamo negli anni ’60 e la scrittrice inglese P.L. Travers (Emma Thompson) è stata “quasi” convinta dal proprio agente a cedere i diritti per la realizzazione del film Mary Poppins, basato sul libro che scrisse molti anni fa. Per rendere l’accordo realtà, la (rigorosamente) Signora Travers si reca a Los Angeles per incontrare Walt Disney (Tom Hanks) in persona e gli sceneggiatori che si occuperanno del film. La scrittrice non ha però intenzione di accettare alcun compromesso, rendendo la vita dei poveri sceneggiatori un vero inferno.

Sebbene ci sia qualche significativa differenza rispetto alla realtà, per conoscere che cosa vi sia dietro all’idea di Mary Poppins e, allo stesso tempo, alla realizzazione della sua versione cinematografica vale senza dubbio la pena di spendere un paio d’ore.

Il punto di forza del film, che lo rende divertente e mai noioso nonostante narri una storia “piatta”, è l’incontro tra i due mondi: quello americano fatto di cartoni animati, pupazzi e immaginazione di Walt Disney e quello inglese, serioso e scontroso che rappresenta P.L. Travers. E poi i vari accenni alle canzoni e ai momenti di Mary Poppins sono un continuo richiamo alle nostre infanzie (che, ricordiamo, risalgono a non più di un paio di anni fa).

Il mio applauso va comunque agli sceneggiatori, i fratelli Sherman quelli veri, per aver sopportato l’autrice di Mary Poppins. Io fossi stato in loro avrei dato fuori di matto come Federica Rosatelli nella casa del Grande Fratello dopo nemmeno due minuti.

CHIPS e CHEAP: la cosa più CHIPS è che per tutta la durata della pellicola si è pervasi da un misto di allegria e malinconia che nemmeno le migliori droghe. La cosa CHEAP al momento non riesco proprio a trovarla, se non la mancata nomination all’oscar di Emma Thompson. Ma vabbe’ l’Academy assegna Oscar a 12 anni schiavo, quindi non c’è da stupirsi.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: alta. Devo aggiungere altro?

Livello di BONAGGINE DEL CAST: media. Colin Farrell, Ruth Wilson e Rachel Griffiths sono gli unici degni di nota.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 126 minuti / 120 minuti. Quei 6 minuti si potevano eliminare e facevamo cifra tonda.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Ma vale la pena guardare le fotografie d’epoca che vengono proposte accanto ai titoli di coda.

Pamela L Travers - Saving Mr Banks

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 4 Anne Praderio su cinque.

Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio

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Comments (11):

  1. sissosuperstar

    14 marzo 2014 at 11:09

    Mi trovi concorde sulla tua recensione! Ho adorato! 🙂

    Rispondi
      • sissosuperstar

        18 marzo 2014 at 11:15

  2. Vale B

    14 marzo 2014 at 11:41

    Ovviamente il film non l’ho ancora visto, ma a breve riparerò.
    Unica cosa: io odio Tom Hanks.

    (comunque Aladdin è anche uno dei miei film Disney preferiti, dopo ovviamente La Bella e la Bestia – che non a caso ho tradotto nella mia tesi di Laurea!)

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 marzo 2014 at 16:13

      Vero, quasi mi dimenticavo la Bella e la Bestia. Da piccolo ero ossessionato e avevo qualsiasi cosa collegata: album di figurine, album da colorare, adesivi…

      Rispondi
  3. Robert Frobisher

    14 marzo 2014 at 12:49

    Non è proprio dopo i titoli di coda, ma io segnalerei anche la registrazione che si sente alla fine che secondo me rende il film ancora più credibile.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 marzo 2014 at 16:13

      Vero, me ne stavo dimenticando! Che fastidio però quell’accento british 😛

      Rispondi
  4. Stefy

    14 marzo 2014 at 20:21

    Ammetto che sono andata a vederlo per caso e non gli avrei dato un centesimo, invece mi ha sorpreso! Ben fatto!
    E la lacrimuccia su qualche ricordo ci è pure scappata 🙂

    Rispondi
  5. Fabrizio

    17 marzo 2014 at 21:04

    Bravo @signorponza:disqus, mi trovi sempre d’accordo con le tue recensioni. Personalmente ho pianto come una stronza alla visione di questa pellicola e avrei buttato in faccia a tutti mille Oscar, ma io sono esagerato, si sa.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      18 marzo 2014 at 11:13

      Io uscito dal cinema avevo voglia di class action visto che questo zero Oscar mentre 12 anni schiavo ha vinto tra l’altro come miglior film. Che mondo ingiusto.

      Rispondi

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