Sextastic #6: L’improbabile esistenza del metrosessuale

Eccoci qua. Ancora una volta con un nuovo accaldatissimo appuntamento con Sextastic! Questa settimana mi occupo di un nuovo argomento scottante. Perché se ogni donna eterosessuale vive costantemente il dramma di incappare in un ragazzo gay dai modi maschili, anche noi altre poracce viviamo il medesimo dramma. Ma siccome abbiamo il melodramma facile, che ci scorre nelle vene al posto del sangue, a noi viene meglio struggerci come se non ci fosse un domani intonando una qualche hit di una qualche sgualdrina pop in sovrappeso e spaccare le balle a chiunque incontriamo chiedendo banalmente “Ma secondo te è gay?

Sì mie care e miei cari. Sto parlando dell’inarrivabile e troppo sopravvalutato metrosessuale. E attenzione, non intendo affatto un tizio di dubbio gusto che popola le metropolitane delle grandi città. Affatto. Parlo in maniera inequivocabile di un tizio, un ragazzo ma anche un uomo che potrebbe essere scambiato assolutamente per gay. Perché magari va alla chiusura invernale dell’Alpheus, oppure all’apertura del Gay Village. Scende in piazza per il Gay Pride. Ma in realtà vorrebbe farsi chiunque ad esclusione di tutti i milioni di gay che lo circondano. Per capire un po’ meglio, faccio riferimento alla definizione fornitaci da wikipedia:

“La parola metrosexual è utilizzata per indicare una nuova generazione di uomini, eterosessuali, tendenzialmente metropolitani (metro-), consumatori di cosmetica avanzata, curatissimi nell’aspetto (tra i vezzi più diffusi: l’ossessione per il fitness, l’abbronzatura a raggi UVA, la depilazione parziale o totale del corpo). Gli interessati sono appassionati di shopping e tendenzialmente salutisti. Il termine “Metrosexual” risale al 1994 ad opera di Mark Simpson nel giornale The Independent. Il fenomeno viene talvolta messo in correlazione con casi di narcisismo e di concentrazione ossessiva sugli aspetti estetici.”

Insomma, ‘na checca. Che però gradisce le attenzioni delle signorine. Creando ovviamente degli squilibri ormonali in noi ragazze di periferia che viviamo di stenti e di tristi avvenimenti il nostro essere gay. Si mimetizzano nel sottobosco gaio portandoci a credere in loro, facendocelo annusare senza però aver alcun che in cambio. Se non qualche consiglio sulla nuova collezione di Martin Margela. E nella fattispecie parliamo anche di ragazzi che riescono tranquillamente a parlarti di Madonna, di tutta la sua discografia e a relazionartela con Lady GaGa. Insomma ci caschi con tutti i piedi.

Ma wiki continua, e dice una cosa importante, secondo me ancora più importante di quanto già affermato, ovvero che “Va comunque ricordato che il termine è legato al giornalismo e non si riferisce direttamente a categorie della psicologia. Non si tratta semplicemente di vanità, ma della ricerca quasi ossessiva della perfezione”. E qui che mi si insinua insistentemente un tarlo. Ovvero la quasi ossessiva ricerca della perfezione. Perché un ragazzo etero dovrebbe accostarsi a vivere in una sorta di vita gay stereotipata e cercarci all’interno perfezione quando in realtà c’è ben poco di perfetto.

E mi spiego. Non sto dicendo che noi gay siamo imperfetti. Affatto. Sto dicendo che però fino ad oggi non siamo mai stati presi da esempio come un modello di perfezione. Insomma, cosa avrebbe di così perfetto la nostra esistenza, tanto da spingere un ragazzo eterosessuale ad emularla? Senza uno straccio di diritto, né un minimo barlume di speranza di contare all’interno di questa società, viviamo arrancando continuamente per affermare il nostro status, e questi si prendono la briga di dover vivere alla gay? E poi, perdonatemi. Ma dove sono questi gay perfetti che vivono secondo la descrizione? Sì, ce ne saranno alcuni. Sicuramente. Ma come sicuramente ci saranno eterosessuali con molto gusto e tanta grana che sono salutisti più di qualsiasi altro gay. O forse sono solo quelli che piacciono a me che si fanno tre milioni di pippe nel cervello e divorano barrette di kinder bueno come se non ci fosse un domani? Ah, ok quello sono io. Insomma mi viene da pensare che in realtà sia solo un altro modo per mettercela in quel posto senza alcun piacere. Poi devo chiarire che io mi sono innamorato di diversi metrosessuali.

Il più metro di tutti faceva l’università con me. Architettai diverse uscite di gruppo, e lui sempre gne gne dolce e carino che mi riaccompagnava a casa e faceva tutto il carino. Fino a quando mi decisi a rompere ogni dubbio inviandogli un sms dove mi rivolgevo al mio migliore amico raccontandogli del mio ragazzo per vedere la sua reazione. Lui mi ha evitato per due giorni di seguito e poi ha capitolato: “Forse hai sbagliato il destinatario di un messaggio. Sono certo che era per qualcun altro. E non per me” Con un tono decisamente saccente.

E lì mi resi conto che avevo fatto coming out per una ragione antica come il mondo. Ovvero la voglia di cazzo. E quando poi mi sono sentito dire che in realtà lui era innamoraterrimo della sua fidanzata, bè, ecco mi sarei simpaticamente sotterato. Morale di questa storia? Che sono una figura di merda ambulante e che sono certo che voi tutti abbiate più acume del sottoscritto. O sottoscritta che dir si voglia, insomma sicuramente esiste qualche eterosessuale che si firma con un nome più ridicolo e femminile del mio… No?

N.B. Nella foto un esemplare significativo. Ma non propriamente rappresentativo.

NDSP: Se questa rubrica non vi basta, Signor Ponza vi consiglia caldamente di non perdervi i post di Annabelle su Il Pisello Odoroso, roba da far impallidire la vera Samantha Jones. E seguitela anche su twitter: @abronstein.  O spulciate nell’archivio di Sextastic e sicuramente troverete risposta a tutti i vostri dubbi.

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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