Sextastic #7: il Colpo di Fulmine

Nonostante il caldo ci stia mangiando tutti vivi e refrigerarsi con bibite di ogni genere non aiuti, eccomi pronto per un nuovo Sextastic! E questa settimana ho preso spunto da un messaggino privato arrivato su twitter. A dire il vero avevo già pensato di scrivere sul colpo di fulmine. Ma ero indeciso, soprattutto perché non tutti ci credono. E soprattutto perché in realtà ogni colpo di fulmine è diverso da quello di qualcun altro. Io nella mia vita ne avrò avuti almeno un migliaio, senza esagerare. Ma ce n’è uno troppo carino che voglio rievocare. E sì, perché oramai sono passati diversi anni.

Prima di tutto era la fine del 1998 e io ero ero un giovane studente di ragioneria. A Chieti quell’anno nevicò di brutto, ma talmente brutto che quella mattina ero davvero indeciso se andare a scuola o restarmene a casa. E invece lo sguardo di mio padre sedò immediatamente quel pensiero malsano che mi venne in mente. Io, come sempre, andavo a scuola a piedi. Perché se non era vicina, non era neanche lontana, per cui potevo andarci tranquillamente a piedi. Almeno secondo i miei. Ma vabbè, incamminatomi con tipo trenta cm di neve a terra, i miei pensieri di saltare la scuola si sono subito affievoliti.

Arrivato alla fine di una mega discesa per intraprendere gli ultimi 600 metri di strada, però, qualcosa successe. Mi sono fermato, mentre provavo con i guanti ad accendermi una sigaretta. Senza riuscirci. Tolti i guanti ho acceso, ma la mia attenzione è stata all’improvviso rubata da una macchina che si era accostata. Il finestrino si abbassa e dall’altra parte c’era Andrea. Ragazzo più grande di me di qualche anno. Bono che non avete idea. Che non mi aveva mai minimamente dato un briciolo di considerazione, accostò per dirmi “Vuoi un passaggio fino a scuola?”.

In un secondo la neve, il freddo, i miei scarponi orrendi e bagnati sparirono. Io, che non capivo il perché di quel gesto, incredulo ho risposto con un sì accennato con la testa, senza parlare. E appena poggiato il culo in macchina ho pensato: “E adesso, a questo, cosa cazzo gli dico?”. Pensiero fondatissimo. Perché io ero talmente emozionato che non capivo neanche quello che mi diceva. Mi ha chiesto prima di tutto una sigaretta, e ovviamente ho provveduto. Insomma, mica sono una cafona di paese io. Poi mi ha chiesto che classe frequentavo.

Poi gliel’ho chiesto io. Io ero al secondo superiore, e lui al quarto. Avevamo fatto educazione fisica l’anno prima insieme. E una volta avevamo giocato a pallavolo nella stessa squadra. Ma io uscii poco dopo perché mi arrivò una palla in faccia e mi volarono gli occhiali. Ok, sta diventando il tempo delle mele e io una mega sfigata orrenda. Tornando a quel giorno con la neve, Andrea, parcheggiò qualche minuto dopo e devo ammettere che il nostro discorso era insufficiente per buttare le basi per programmare almeno un caffè.

In compenso Andrea, da quel giorno, non ha mai smesso di salutarmi. E una volta, alla macchinetta del caffè durante la ricreazione, mi ha anche offerto il caffè. Macchiato. Con 4 pallette di zucchero. Nella fattispecie io credo di aver provato profondo amore per lui per almeno otto o nove mesi. Mesi in cui lo incontravo ovunque. Mesi in cui in palestra trovavo le scuse più assurde per entrare nello spogliatoi e vederlo mentre si spogliava. Mesi in cui uscivo di casa sempre alla stessa ora per sperare di incontrarlo. E sperare che mi caricasse ancora. Insomma, una vera e propria stalker.

Sì, perché posso assicurarvi che il connubio colpo di fulmine e stalking è perfetto e vanno di pari passo. Ma quando tutto ciò mi è scaduto? Be’ prima di tutto quando si è fidanzato con una ragazza. Ma soprattutto quando dopo qualche mese, davanti ai fighetti della scuola lui non mi ha salutato. Aveva scelto la notorietà all’educazione. Che poi è stato lui a fermarsi con la macchina. Unica pecca forse dei colpi di fulmine è che a un certo punto, una necessità vitale, come l’ incontrare lo sguardo di colui che ti ha stregato, svanisce. Soprattutto quando non è contraccambiato.

Ma svanisce di punto in bianco. Quando invece è contraccambiato, la storia, inevitabilmente è diversa. E secondo me più rischiosa. Ovviamente ho avuto anche un colpo di fulmine ricambiato. Anzi, forse era più lui che aveva avuto il colpo che io. Uno sguardo, in metro, e poi un folle rincorrersi per strada, qualche anno fa. Con la voglia crescerci negli occhi. La voglia di avvicinarsi e baciarsi. Così è stato. Finiti nell’androne del mio palazzo abbiamo cominciato a farne di ben donde già dal portone. Ovviamente è finita nel migliore dei modi. Penso che un sesso così intenso non l’ho fatto per tanto tempo.

Ma così come il colpo è arrivato, così se n’è andato via. Non ci siamo proprio più visti, nonostante la promessa che ci siamo fatti di rivederci. Eppure devo ammettere che non ne ho sofferto troppo. In entrambi i casi non c’è stato alcun dolore. Sono certo che il motivo è solo riconducibile al fatto che in realtà è una fantasia che nasce, si alimenta e muore in un lasso di tempo talmente breve che non lascia troppi strascichi. Eppure sono certo che ognuno di noi ha vissuto colpi di fulmine diversi. Vi invito a segnalarmi i vostri nei commenti e vi rimando all’appuntamento al prossimo Sextastic. Sperando che non mi prenda un colpo… di sole questa volta!

Per consolarvi: Andrea ha una bambina, non si è sposato e dirige una pizzeria al taglio a Chieti Scalo. Il tipo della metro l’ho rivisto in qualche serata capitolina, con una camicia hawaiana e pochissimi capelli in testa. Insomma, tiriamoci su!

NDSP: Se questa rubrica non vi basta, Signor Ponza vi consiglia caldamente di non perdervi i post di Annabelle su Il Pisello Odoroso, roba da far impallidire la vera Samantha Jones. E seguitela anche su twitter: @abronstein. O spulciate nell’archivio di Sextastic e sicuramente troverete risposta a tutti i vostri dubbi.

Commenti via Facebook

Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: