Sextastic s02e05 – Baci d’ad(dio).

Rubo il titolo per questo nuovo episodio alla sfavillante Nina Zilli (#credeghe), che ci ha fatto addirittura una canzone. Ma se l’immaginario collettivo carica di aspettative i baci d’addio, io vorrei rendere un po’ di giustizia al tema e ridimensionare la cosa. I veri baci d’addio sono delle eclatanti e scottanti sòle oltre che delle grandissime delusioni. Sì perché il bacio d’addio viene sempre visto come un momento pieno di sentimento e pathos che tocca i protagonisti dello stesso, ma in realtà è solo un dramma che si palesa irrimediabilmente dietro ad un angolo. E anche bello spigoloso.

Ho memoria dei miei baci d’addio. Perché in fin dei conti di storie importanti ne ho avute poche, e sono sempre stati dei baci casti e privi di quella passione che hanno contraddistinto in realtà il rapporto che li hanno preceduti. Eccezioni a parte. Baci traditi dall’ingenua speranza del sottoscritto che in realtà non sarebbe stato quello l’addio. E invece. Mi ricordo una piovosa domenica di novembre, il freddo secco e gli alberi spogli e la stazione della mia città deserta. Io ero lì con i miei amici più stretti che attendevo il passaggio dell’autobus che da Pescara andava a Roma e transitava per Chieti, appunto.

Lui era su quell’autobus. Mi aveva visto dai finestrini ed era sceso non appena mi aveva riconosciuto, incredulo. Vivevamo questa strana storia a distanza che si cibava di telefonate e sabati sera. E terminava la domenica quando lui rientrava a Roma per il lavoro e io alla mia triste realtà. Lo imploravo con gli occhi di non chiuderla lì, così come ci avevo provato tutta la sera prima. E il nostro ultimo bacio, quello d’addio, in realtà è stato un asettico bacetto sulla guancia, casto in una stazione deserta ma affollata da sguardi curiosi. Be’ una schifezza unica di bacio, senza passione, né sentimento. Anche se naturalmente i sentimenti ci avevano lasciato.

Un altro bacio che mi porto nella testa, e un bacio frettoloso, al gusto di caffè dato sul pianerottolo di casa. Io ero felice e tutto speranzoso, lui un po’ meno, a pensarci bene, e forse era preludio di quell’addio sussurrato e mai concretizzatosi veramente, almeno per me. Ci siamo augurati una buona giornata di lavoro e abbiamo avvicinato le nostre lebbra. Io con la speranza di rivederlo il giorno successivo. Lui con la convinzione che in realtà stava mettendo un punto e usciva definitivamente dalla mia vita. E così fu.

L’altro mio bacio d’addio, quello più forte e più sentito, l’ho dato al mio ex ragazzo. Il primo. Quello di cui ti ricordi tutte le belle parole e le stronzate più assurde. Dopo un paio di mesi di frequentazione, sentivo la fine arrivare perché ero straconvinto che avesse un altro. Mi ricordo che organizzò un sabato sera molto romantico da lui. Con cena, film e dolce. Io uscii convinto e lo baciai davvero con convinzione e passione. Sembrava un bacio di Muccino. Quello dove pomiciano persino i nasi. E le orecchie. Ed io ero anche cosciente che sarebbe stato l’ultimo bacio che gli davo.

L’indomani troncavo la storia con lui, per un non ben chiaro motivo. Perché è sempre difficile ammettere di aver capito di essere cornuti. A vent’anni soprattutto, quando dovrebbero essere solo sorrisi e fiori. Però quello fu forse il mio unico bacio davvero bello. E mozzafiato. Ma è stata un’eccezione che conferma la regola. I baci di addio sono solo delle enormi sòle che demotivano perché sei cosciente che stai salutando quella persona. Per sempre. Ed ogni bacio è un pezzetto di te che se ne va. E su questo penso che si possa essere tutti dannatamente d’accordo. Cacchio!

NDSP: Vi ricordate qualche vostro bacio d’addio? E’ stato un bacio passionale o un’incredibile delusione? Se volete, potete condividere con Annabelle le vostre disavventure in amore commentando il post oppure scrivendo alla sua casella di posta elettronica [email protected] E siccome il dramma è sempre dietro l’angolo, non perdetevi nemmeno il suo blog e le puntate precedenti di Sextastic.

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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