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Il blog del Signor Ponza

Sextastic s02e10 – Open Relationship

Buon martedì! Consuetudine vuole che ogni martedì puntuale come l’oroscopo di Paolo Fox arrivi anche Sextastic a riportare prepotentemente in auge la voglia sconfinata e never ending di farne di ogni sotto le coperte. E come di consuetudine dall’altro lato del pc ci sono io che vi snocciolo il mio utilissimo punto di vista sulla questione. Questa settimana sono stato costretto ad indagare cosa spinge una coppia a definirsi in Open Relationship. Ovvero, per tutti quelli al di qua della Manica, si parla di una relazione aperta.

Diciamoci la verità, il pensiero di una relazione che raccolga in sé amore, sesso e felicità è un po’ quello a cui tutti noi aspiriamo. Io in primis ci credo veramente all’esistenza di una possibilità simile. Ma sinceramente mi manca la materia prima, visto che come tutti sapete io sono una povera single in balia di questo crudele mondo gaio. E i gay non vengono mai soli e più di una volta mi sono ritrovato davanti un ragazzo fidanzato. Un ragazzo facente parte della grandissima categoria degli Open Relationer.

Ovvero persone che hanno una relazione, ma che non disdegnano affatto una shekerata su chiunque gli capiti a tiro. E con il tacito accordo dell’altra parte, il fidanzato. Secondo me bisogna spendere due parole, perché non è detto che sia solo ed esclusivamente una questione di sesso. Certo il sesso è un aspetto importante, perché se inizia a scendere la libido ci vogliono giustappunto tre secondi per far vacillare anche tutto il resto. Ecco, secondo me per arrivare a una scelta del genere ci vuole non solo molto coraggio, ma anche e soprattutto tanto amore per il partner che fa questa richiesta.

Di solito, infatti, è sempre un solo partner che si fa avanti sulla questione e richiede all’altro la possibilità di far sesso con la qualsivoglia. Io non riuscirei mai ad accettare un compromesso simile. Se nel sesso a tre posso capire la voglia di esplorare fantasie con un terzo assieme al partner, per me qui si firma la morte di una relazione. Anzi, l’agonia. Perché colui che si apre sicuramente riacquisterà serenità e si sentirà d’improvviso meglio, ma l’altro? L’altro non sta male a sapere che il ragazzo se la spassa e che lui gli ha anche dato la possibilità di farlo? Certo è che nelle coppie aperte sono entrambi i partner che si divertono con chiunque. Per cui alla fine cosa si diventa? Dei coinquilini?Delle coppie fittizie? Si dividono solo le spese?

Questo aspetto del discorso mi ha sempre stuzzicato un po’ e ho sempre guardato con molta ammirazione chi arrivava a soluzioni simili. Fino a che non mi sono ritrovato ad avere degli amici che hanno fatto questa scelta, perché alla base e di fondo si nascondevano conflitti irrisolti tra i due, veri e propri drammi interiori che non si erano mai conclusi davvero. E i drammi ci aspettano sempre dietro l’angolo. Finché uno crede che sia tutto ok e invece son lì che ti sorprendono e ti coinvolgono. Totalmente. Ho sempre creduto che chi cedeva ad una richiesta simile fosse prima di tutto una persona sicura di se stessa.

E invece anche su questo mi sono ricreduto, poiché in realtà gli amici di cui sopra erano afflitti dall’insicurezza e l’insoddisfazione per ogni cosa. Un’altra cosa che mi ha colpito e con quanta franchezza chattare su Grindr in presenza dell’altro (e anche di me) fosse oramai una cosa talmente naturale e normale, che poco dopo uscire per vedersi con il tipo appena rimorchiato adducendo una scusa mi ha reso infelice in un secondo per loro due. E una volta che si è chiusa la porta alle spalle, l’altro in cucina a vaneggiare di inutilità qualsiasi mentre in realtà dentro moriva. E lo si leggeva dagli occhi. Ecco. Quegli occhi mi hanno fatto arrivare ad una conclusione.

Ovvero che io non potrei mai e poi mai accettare una scelta simile da parte del mio partner, piuttosto preferirei litigare dalla mattina alla sera come se non ci fosse un domani. Preferirei far volare i piatti o spaccarglieli in testa per essere capito. E se proprio non se ne esce preferirei di certo chiuderla là. E farla finita. E salvare quel briciolo di dignità che ognuno di noi dovrebbe salvaguardare. Sempre. Anche nei momenti più complicati.

Ma tutti converrete con me è sempre molto più semplice raccontarle che viverle in prima persona queste storie. Anche se io non mi limito a dire che se fossi tu il mio ragazzo, non te lo permetterei affatto. E chiuderei tutto lì. E tu sapresti, che ci terrei si a me stesso, ma anche e soprattutto a te. Ed è questo, in fondo, quello che conta veramente.

NDSP: Dopo la chiacchieratissima puntata sui bisessuali di martedì scorso, anche la puntata odierna sulla coppia eterna promette di non essere da meno. Potete quindi far scatenare la discussione e far partire il catfight condividendo con Annabelle le vostre opinioni, commentando il post oppure scrivendo alla sua casella di posta elettronica [email protected] E siccome il dramma è sempre dietro l’angolo (oltre che nelle mutande), non perdetevi nemmeno il suo blog e le puntate precedenti di Sextastic.

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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Comments (18):

  1. Daniii

    13 novembre 2012 at 12:11

    Mamma mia Annabelle… solo leggendo la descrizione dell’altro rimasto a casa mi è sceso IL GELO DENTRO.

    Questa gente è pazza. Allora meglio avere le palle di restarsene soli per tutta la vita e passare da una trombata seriale all’altra, o da una relazione all’altra… ma stiracchiare la cosa concedendo sempre piú libertá é inconcepibile. E disgustoso.

    Meglio tradire allora. E meglio far finta di non vedere il tradimento.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      13 novembre 2012 at 18:51

      Non so se considero il tradimento proprio sullo stesso piano. E comunque anche far finta di non vedere il tradimento mi fa altrettanto gelare il sangue. Non so come la pensa su questo argomento Annabelle, potrebbe essere lo spunto per ulteriori approfondimenti in una prossima puntata di Sextastic 😀

      Rispondi
      • Daniii

        14 novembre 2012 at 08:28

        Beh signor ponza, se non altro nel caso di un tradimento entrambi (chi tradisce e chi eventualmente fa finta di non vederlo) si sta male per un motivo.
        Qui cos’è? Sto male anche se so che non dovrei perchè è tutto perfettamente concordato? Quindi me ne sto in cucina a sparare cazzate perchè non posso concedermi un pianto o una sfuriata?

        E’ ovvio che la mia era una provocazione, peró davvero, stiamo in tuti i casi parlando di coppie che sono GIA finite.

        Rispondi
        • Signor Ponza

          14 novembre 2012 at 23:00

          Assolutamente d’accordo. La sofferenza di almeno uno dei due della coppia è evidente anche se non lo si vuole ammettere, come nel caso raccontato da Annabelle.

          Rispondi
  2. gmdb

    13 novembre 2012 at 16:55

    La coppia aperta è semplicemente il preludio (brevissimo) alla non-coppia…

    Rispondi
    • Signor Ponza

      13 novembre 2012 at 18:42

      Concordo, anche se sarei davvero curioso di sentire il parere di una coppia aperta convinta.

      Rispondi
  3. Marzio

    13 novembre 2012 at 21:34

    Sarò forse una persona di vedere le famose (50) sfumature di grigio, ma per me, in un discorso come questo, esistono solo il bianco e io nero. O si sta insieme o non si sta insieme. Se tu mi appaghi, sei tutto ciò che voglio e di cui ho bisogno, e stare insieme a te mi fa stare bene, non ho motivo di sentirmi attratto da altro. Il bisogno di cercare altro fuori dalla coppia è sintomo di qualcosa che non funziona, ma far finta di nulla e ripiegare sulla “coppia aperta” non mi sembra la soluzione. Per stare insieme, condividersi e condividere la propria realtà ci vogliono le palle, le palle di parlarsi dei problemi e le palle di sapere mettere un punto, ma non tutti, benché uomini, sono provvisti di questi attributi.

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  4. Biagio Chi? (@biagiochi)

    13 novembre 2012 at 21:37

    Negli occhi dell’altro che la realtà di una scelta ipocrita e senza senso. Non c’è abbastanza amore se si decide di fare della coppia una non-coppia.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      14 novembre 2012 at 22:51

      Infatti, secondo me è il simbolo dell’amore che si disperde e pian piano svanisce.

      Rispondi
  5. Annabelle Bronstein

    14 novembre 2012 at 12:41

    Sono assolutamente in accordo con le vostre posizioni. Quello che vi sfugge però è che queste scelte, anche se molto forti, di fondo sono dettate dall’amore. Dall’amore forte che si può provare nei confronti del partner. È per quanto noi tutti possiamo inorridire sono comunque un dato di fatto. Che poi la coppia in questo caso sia più che finita, be non posso che pensarla pure io così. È giusto allora essere egoisti e pensare a se stessi e mandar fuori dalle balle l’altro. Io per lo meno lo farei!

    AB

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    • gmdb

      14 novembre 2012 at 20:50

      L’amore cieco di chi accetta di tenersi le corna pur di non perdere il partner… Se fossi in quello “aperto” mi sentirei una merda… Se invece l’apertura è da entrambe le parti allora non è amore ma disinteresse totale.

      Rispondi
      • Signor Ponza

        14 novembre 2012 at 22:56

        Probabilmente è proprio così. Le coppie che partono già aperte evidentemente non hanno molto alla loro base.

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    • Signor Ponza

      14 novembre 2012 at 22:54

      Sono d’accordo, Annabelle. Infatti preciso quello che ho scritto: quando parlo di amore che svanisce ovviamente mi riferisco a chi avanza la richiesta di “aprire” la coppia, mentre chi concede l’apertura è senza dubbio pieno di amore! Fin troppo in questo caso, perché probabilmente non gli permette di vedere quello che sta veramente succedendo.

      Rispondi
  6. DISCO REX

    14 novembre 2012 at 13:02

    Rispetto la SCELTA di coppia aperta ma non venitemi a dire che è un “atto d’amore” o che è un gesto dettato dall’amore. Dai, l’amore non è quello della Disney ma non venitemi a dire che andarsi a scopare gli altri in modo consenziente sia un atto d’amore!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      14 novembre 2012 at 22:58

      Sì anche io ovviamente rispetto tutte le scelte, ci mancherebbe. Ma concordo interamente con tutto quello che avete detto. Faccio davvero fatica a comprendere questo modo di concepire la coppia.

      Rispondi
  7. Annabelle Bronstein

    15 novembre 2012 at 20:25

    Signori é che la disperazione ti porta a fare una marea di scelte sbagliate. Ma di fondo c’è amore!

    Rispondi

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