Sextastic s02e23 – Fare sesso con persone di cui ci vergogniamo

Ben ritrovati amici carissimi in questo nuovo episodio di Sextastic. Nonostante voi tutti siate lì a tirarmela su quanto sia difficile trovare nuovi argomenti da trattare, quest’oggi vi stupirò. Mettendo sulla brace non solo voi (che siete tutti obbligati a commentare questo post come se non ci fosse un domani), ma soprattutto io. Sissignori! Perché è arrivato il momento di parlare di quello che nessuno forse ha mai dichiarato apertamente. Ovvero di quello che accade spesso e corriamo a rimuovere.

Come se non avessimo più un briciolo di dignità alcuna. Come Izzie dopo aver subito l’operazione al cervello. Insomma, avete capito di cosa sto parlando. Cose scomode. Parleremo di coloro che mi sono fatto e di cui mi vergognerò per tutto il resto della mia vita. Così non posso non ricordare di quella volta che mi sono fatto un ragazzo balbuziente con i tic. Che nei momenti di estasi suina devastante partiva con una serie di rumori inaspettati e ben poco travolgenti. Ma ovviamente io me ne sono accorto solo nel momento in cui l’ho conosciuto. E ciò nonostante non mi sono fermato. No, sono andato fino in fondo. Chiamatela anche beneficenza, se volete.

O di quella volta che mi sono fatto uno che aveva il trip del contagio da malattie infettive. Non una in generale e specifica. Tutte. Era davvero bono e aveva un fisico mozzafiato. Ma poco prima di saltarci addosso, oltre al preservativo (che per l’amor del cielo, va assolutamente usato), mi ha elencato una serie di regole da utilizzare durante il rapporto (non leccarmi, non baciarmi, evita che la tua saliva raggiunga la mia bocca in nessun modo) e io vabbè iniziavo anche a chiedermi di cosa stessimo parlando.

Ma il baratro lo abbiamo raggiunto quando ha tirato fuori un paio di guanti (quelli da fruttivendolo,  per intenderci) e guardandomi seriamente, mi dice “Ti dispiace se li tengo? Insomma non si sa mai”. Ed io: “No, no, no tienili pure. Anzi, ti ci puoi divertire anche da solo, perché io me ne sto andando. E anche di corsa”. Insomma, la prudenza non è mai abbastanza, ma così mi sembra anche un po’ troppo. Io sono fuggito a gambe levate. Ma non sempre sono fuggito. Anzi. Non sono fuggito quella volta che lui aveva dei piedi lunghissimi.

E per lunghissimi intendo talmente lunghi che mi sono vergognato. E aveva il sommo desiderio che io glieli leccassi. Davvero. Oppure quella volta che mi sono fatto un tizio che ha insistito per pagarmi. Pagarmi ben 200 euro per la mia prestazione. Me lo aveva accennato in qualche messaggio precedente, ma sinceramente non volevo neanche crederci troppo. Non pensavo in realtà che sarebbe andato fino in fondo. E invece. Dopo averne fatte di ogni, lui fa per andarsene. Poi si ferma, torna indietro, apre il portafogli e mi lascia i soldi sul comodino con un gesto deciso. Netto. Be’, mi ha fatto sentire davvero una zoccola.

kiwi

Però li ho spesi per me. Almeno quello. Ultima, degna di una conclusione, il ragazzo che amava lo yogurt. Adesso, tutti bene o male ne mangiamo. Ma a lui piaceva accompagnato. Insomma mentre ci dava giù di blow jobs condiva il tutto con dell’ottimo yogurt al kiwi. Non chiedetemi neanche per sbaglio per quale motivo. Io lo ignoro. Ma vi giuro che è accaduto davvero. E lo yogurt addosso è una sensazione che mi ha totalmente devastato. Detto ciò, voglio dire ad ognuno di questi miei partner che vi ho mentito. Tutti mi hanno chiesto che tutto l’accaduto sarebbe rimasto un nostro piccolo segreto.

E invece.

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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