Sextastic s02e26 – La minestra riscaldata

Buongiorno miei cari lettori dell’oltre pop pavese e non! Ben ritrovati in questo nuovo appuntamento con Sextastic, che ancora per poco, va di nuovo a scavare nel torbido delle relazioni. Gaie e non. Questa settimana però mi tocca esagerare e parlare davvero di un argomento scottante. Sì. La minestra riscaldata. Ovvero quando l’ex si rifà vivo. Nella vita di tutti voi, inesorabilmente, arriva il momento in cui l’ex ritorna dal passato. Lo può fare in maniera più o meno virtuale. Ma accade. A tutti prima o poi. Ovviamente tranne a me, che vengo mollato con un sms. Figuriamoci se può tornare. Ma qui non si parla di me, nient’affatto, einvece.

Il dato è tratto, e quando una storia finisce le strade dei due inesorabilmente si dividono. Ma chi di voi è pronto a giurare che possa essere per sempre? Nessuno. Lo so. E nessuno può in qualche modo prendersi la briga di farlo. Nella fattispecie le storie d’Amore con la A maiuscola non muoiono mai. Perché prima o poi l’ex si rifà vivo. E noi, si sa, non sappiamo mai davvero come gestire la cosa. Ma come ben sapete il dramma è sempre dietro l’angolo e il ritorno di un’ex, probabilmente, è qualcosa di molto più di un dramma, io vi do prima di tutto un mio piccolo consiglio, ovvero LASCIATE PERDERE SUBITO.

minestra

Eh sì. Mai e poi mai bisogna tornare sui propri passi. Quando una storia finisce, si mette un punto. Si va a capo e si comincia da zero. E in qualche modo si cambia. Si cresce. Si migliora e si diventa più belli e più simpatici. Mentre l’ex no. Il mio, per esempio, una volta ha tentato di mettermi sotto con la sua Mini Cooper. Adesso, prima di tutto, dove vai con la Mini che non sei mica Madonna nel 2003, e soprattutto, se esistono le strisce pedonali, tocca pure fermarsi. Specialmente mentre sto attraversando io. Certo, quel giorno avevo le mani indaffarate perché ero capitato ad una svendita da Micros e mi ero comprato lo stendino per i panni.

E me lo stavo riportando a casa con la metro. Insomma ne era valsa la pena. Ero fiero e felice come una Pasqua, quando il Perfido Richard (nome di fantasia, in realtà si chiama Marco), non mi vede e quasi mi uccide. Insomma come posso credere che tu non mi abbia visto? Ho un cazzo di stendino marrone tra le mani e tu fai per tirare dritto. Ma insomma? E poi pensi che io possa essere ucciso sulle strisce pedonali da una Mini? Eh? Il bello è che io sono caduto a terra e lo stendino è caduto su di me. E in quel frangente non mi ero reso conto che il mio ex voleva uccidermi.

Mi sono alzato e preso dalla focosità del mio rodimento di culo e delle mie umili origini mi sono lasciato andare ad una scena degna dei migliori attori del melodramma partenopeo. Quando poi mi sono reso conto a chi la stavo facendo, il panico ha iniziato a farsi tagliente, e io sono rimasto letteralmente soggiogato da quegli occhi che una volta mi guardavano in maniera diversa. Una pausa per raccogliere la sua attenzione e un silenzio lungo rotto da una sua domanda, di un certo spessore intellettuale: “Ma sei tu?”.

No. Sono tua sorella. Io ho sorriso e ho fatto la gnorri, ho ripreso le mie cose e indignato me ne stavo andando. Lui ha fatto un mezzo sorriso e mi ha chiesto se era tutto ok. Figuriamoci. Avevo un ginocchio dolorante e mi faceva male il fianco destro, ma neanche a pensarci di dargli una soddisfazione. Levati. Un esordio brusco, il suo, che appena è risalito in macchina mi ha riguardato per un po’ prima di ripartire. Io ok, ho fatto di tutto per tirarmela il più possibile. Ma quello che sarebbe successo di lì a poco avrebbe avuto dell’incredibile. Un sms, ancora un altro, questa volta per propormi un caffè.

L’indignazione mia, e della mia vicina di casa che avrà sentito i miei urli di sgomento, e la voglia di chiedergli MA COME? Prima mi tradisci con il mio migliore amico, poi mi lasci facendomi passare  per pazza, e poi dopo quasi due anni di assenza non solo cerchi di uccidermi ma poi vuoi anche offrirmi il caffè? E poi perché dovrei prendermi un caffè con te? Ecco emozioni contrastanti e piene di pathos che ho gestito con un chiaro e secco e sonoro NO. Ma intendiamoci, il punto cruciale quando finisce una relazione è che si chiude con un momento storico di ognuno. E si volta pagina.

Perché tornare indietro? Perché riaprire un capitolo letto, riletto, dimenticato e chiuso? Perché cercare di fare spazio a qualcuno che ci ha fatto male. Certo, diciamoci la verità, io non resisterei neanche un secondo a quegli occhi. E nonostante avesse tentato di uccidermi con la macchina lo avrei sicuramente perdonato. E fatto finta di niente. E gli avrei messo la lingua in bocca. Ma nella realtà, esiste un piccolo e minuscolo momento in cui il tuo corpo dice vai e il tuo cuore dice no. E io, inesorabile, ascolto sempre il cuore. E sfanculo tutto e tutti. E dopo questa meravigliosa citazione dannatamente pop, sono curioso di sentire le vostre minestre riscaldate, e se avete mai ceduto. Invitandovi a commentare come se non esistesse una primavera. E infatti!

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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