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Il blog del Signor Ponza
Shopping negli USA - New York

Perché è un problema fare shopping negli USA

Andare negli Stati Uniti è sempre un’esperienza indimenticabile. Dal momento in cui si mette piede sul suolo a stelle e strisce ci si può sentire come i protagonisti di una delle mille serie tv che guardiamo (io ad esempio ho perso circa 4 mesi, 1 giorno e 14 ore della mia vita per farlo).

A New York è tutto davvero come in un Sex and The City qualsiasi. La casa di Carrie Bradshaw è proprio lì in quella via, i taxi gialli sono pronti a fermarsi non appena alzi la mano al bordo della strada (a Milano si fermerebbero solo gli automobilisti in cerca di divertimento) e dai tombini esce per davvero il fumo a qualsiasi ora del giorno.

Trovandosi in una città come la Grande Mela, è altresì inevitabile dedicarsi a un po’ di sano shopping, perché andarsene senza aver fatto acquisti sarebbe come andare da McDonald’s e mangiare un’insalata accompagnata da acqua naturale.

Ci sono tuttavia dei grossi rischi che si corrono nel fare shopping a New York e negli Stati Uniti in generale. Io, che di professione faccio il ricercatore, ho sentito la necessità di immolarmi in prima persona per la Scienza e capire sulla mia pelle quali sono questi rischi.

Shopping negli USA - Shopping bag

Per prima cosa è molto rischioso avere con sé una carta di credito. Se in Italia ci si può ritenere già fortunati nel trovare un esercente che accetti carte di credito e lo faccia per importi non inferiori a 20.000 euro e soprattutto non ti guardi come se lo stessi rapinando, a New York chiunque accetta carte di credito. Persino gli homeless che chiedono la carità hanno il POS. Questa però è un’arma a doppio taglio, perché non bisogna mai sottovalutare il poter dello strisciamento della carta di credito. Quel gesto che ti fa sentire quasi onnipotente, ricco anche se non hai un centesimo sul conto corrente, nababbo anche se il mese scorso si sono dimenticati di accreditarti lo stipendio. Ed è ancora peggio perché negli Stati Uniti non è neanche detto che rilascino la ricevuta, quindi perdere traccia delle spese che si sono fatte è facile come ubriacarsi ad un evento con open bar.

Shopping negli USA gif

Altro elemento a cui prestare molta attenzione è la mancanza delle tasse sul prezzo esposto. Perché quei 100$ sul cartellino sembra un prezzo tanto appetibile, ma poi alla cassa si trasformerà in una cifra di cui potreste pentirvi. Non ho mai capito il senso di questa scelta che, per fastidio, si colloca ai primi posti della mia personalissima classifica insieme alla sabbia nelle mutande e alla necessità di aggiungere la mancia ai conti del ristorante o al prezzo del taxi.

Noi europei possiamo anche beneficiare di un cambio euro-dollaro ancora abbastanza favorevole. Questo è forse l’aspetto più insidioso di tutti: fa sentire onnipotenti. Un po’ come quando i Russi sbarcano in via Montenapoleone e acquistano tutto quello che trovano nelle boutique delle grandi firme, commessi inclusi. La differenza è che noi non siamo davvero ricchi come loro e, quando siamo negli Stati Uniti, il risparmio che portiamo a casa dovuto al cambio favorevole è  in realtà di pochi euro. Che se tutto va bene spenderemo in commissioni che Mastercard o Visa richiedono per gli acquisti in valuta diversa.

E poi c’è la magia di New York. Fare acquisti sulla 5th Avenue oppure a Soho è un’esperienza mistica che non capita così spesso nella vita e quindi la considerazione ricorrente e auto-assolutoria è “quando mi ricapita di fare shopping qui?”.

Shopping negli USA - Carrie Bradshaw

E allora, per tutti questi motivi, bisogna fare molta attenzione. Potrebbe sempre accadere che inizino a rifiutarvi la carta di credito, come è successo al sottoscritto. Ieri ho anche controllato l’estratto conto sul sito della banca.

Shopping negli USA - Amy Poheler gif

 

PS: Sulla mia esperienza negli States, senza sfracellarvi troppo le palle sul blog, ho anche scritto questo post (“Quattro cose che invidio agli Americani“). L’ho fatto per provare Medium, una nuova piattaforma per creare e scoprire contenuti. Se vi va, dategli un’occhiata anche voi e fatemi sapere che cosa ne pensate.

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Comments (15):

  1. Vale B

    23 aprile 2014 at 15:11

    Io a settembre sarò negli USA x tre settimane (aka viaggio di nozze). Non voglio pensare a quanto potrò diventare povera (e grassa) in quei giorni!!!! 🙁

    Rispondi
    • Signor Ponza

      23 aprile 2014 at 20:59

      Sappi che ti sarò molto vicino spiritualmente, principalmente per invidia! 😀

      Rispondi
  2. Andrea

    24 aprile 2014 at 09:51

    ah quindi abbiamo risolto il mistero della carta 😀 ora voglio una galleria fotografica con tutti i tuoi acquisti!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      24 aprile 2014 at 11:51

      Diciamo che ho leggermente romanzato il tutto 😀 In realtà mi rifiutavano la carta non perché avessi superato il massimale, ma perché per “sicurezza” quando fai tanti acquisti in serie, soprattutto all’estero, e lontane dalle tue abitudini di acquisto, per precauzione te la bloccano. Poi dovrebbe essere l’esercente oppure il possessore della carta stesso a chiamare il servizio clienti del circuito per verificare (seh vabbè).

      Rispondi
      • Fabrizio

        25 aprile 2014 at 16:02

        Signor Ponza sei una cretina, chiamavi me e verificavo io!

        Rispondi
        • Signor Ponza

          27 aprile 2014 at 12:16

          Lo sai che ti voglio bene e non ti vorrei mai svegliare (e/o interrompere in altre faccende) nel cuore della notte, per di più tra sabato e domenica (tutte le fortune)

          Rispondi
          • Fabrizio

            27 aprile 2014 at 14:18

            In tal caso ti avrei mandato a quel paese, col cuore.

  3. Fabrizio

    25 aprile 2014 at 16:02

    Che bello che non avrò mai questi problemi perché il mio fidanzato ha una AMEX Nera. E invece.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      27 aprile 2014 at 12:15

      Io sogno l’AMEX trasparente, ammesso che non sia una leggenda metropolitana

      Rispondi
      • Fabrizio

        27 aprile 2014 at 14:19

        “Regina George fa le pubblicità per le macchine in Giappone e ha una AMEX trasparente.”

        Rispondi
  4. Yoghina

    30 aprile 2014 at 10:33

    Ah ecco perchè avevo speso di più rispetto a quello che avevo in mente. Le tasse. Merda.

    Rispondi

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