Il Sinodo e l’apertura (parziale) ai gay

Suona anche questa settimana la campanella de L’ora di religione, l’unico posto dove Sister Cristina sarà sempre accettata senza essere maltrattata dalle belve madonnare. Oggi lasciamo da parte le vite dei santi, che tanto ci stanno insegnando, e parliamo di attualità, perché sono state delle settimane molto importanti per la Chiesa cattolica, che si prepara al #Sinodo2015, come Carlo Conti a #Sanremo2015 (Carlo, se ci leggi, lascia a casa la Giarrusso e prendi me che ho più talento).

Come dicevo, si è concluso sabato a Roma un Sinodo straordinario, in vista di quello ordinario che si terrà ad ottobre 2015. L’argomento sinodale è di grande attualità: la famiglia, nella nuova concezione della società contemporanea. Ma prima di andare a narrare l’avvincente situazione venutasi a creare all’ombra del Cupolone è meglio spiegare brevemente cosa sia un Sinodo.

Ce lo spiega chi queste cose le ha studiate, come Valeria Marini

Direi che le credenziali sono perfette allora!

Dal greco synodòs, significa letteralmente ‘cammino insieme’ e che i fan de L’ora di latino tradurrebbero con concilium, il Sinodo è una riunione di vescovi in rappresentanza da tutto il mondo che aiutano il Papa nell’affrontare scelte riguardanti la posizione della Chiesa su questioni di interesse comune. Non ha funzione deliberativa quindi, ma è uno strumento utile per il confronto delle varie posizioni e idee all’interno della comunità episcopale. Non lo si può definire uno strumento totalmente democratico ma ci si avvicina molto, perché il Papa conserva lo status politico di un monarca assoluto, a cui i neoclassici attribuirebbero l’attributo illuminato.

Dicevamo che l’argomento di discussione è la famiglia, ma senza menare il can per l’aia centriamo subito il tema che ci interessa: l’accettazione dell’omosessualità. Papa Francesco ci tiene particolarmente a questa questione e non ha esitato a porla al centro della discussione sinodale, cosa che ha creato lunghi dibattiti tra le teste purpuree. L’articolo in questione, seppur sottolinei la non giustificabile (sempre secondo la Dottrina cattolica) equiparazione tra il matrimonio e le unioni omosessuali, invita la Chiesa all’accettazione dei gay senza alcun tipo di discriminazione ma con “rispetto e delicatezza” (cito il testo). La maggioranza assoluta dei partecipanti ha votato per il sì ma non i 2/3 necessari. La cosa non ha però spaventato Papa Francesco che ha deciso di riportare lo stesso questo articolo all’interno della relazione sinodale, con la speranza che questo anno che ci divide dal #Sinodo2015 possa aiutare i vescovi contrari a riflettere più attentamente sulla questione.

“Dio non ha paura delle novità”: così la tenacia del Papa si scontra con quella parte di vescovi ancora restii all’accoglienza, che, nel discorso di chiusura, Francesco ammonisce di “trasformare il pane in pietra da lanciare in faccia ai peccatori”. L’atteggiamento dei vescovi è paragonabile a quello di Mariotto, che a Ballando con le stelle accusa Enzo Miccio di essere poco virile per ballare in coppia con una donna, sottoponendolo a frecciatine umilianti a cui lo stesso polveroso pubblico di Ballando (me in primis) si ribella, fischiando la sudamericana e applaudendo Miccio, che non ci sta a farsi dare del cornuto dal bue. Perché, spesso, i nemici dei gay si nascondono proprio tra i gay stessi.

L’applauso scrosciante del pubblico di Milly Carlucci, che l’Eurisko non metterebbe di certo tra i progressisti, contro le insinuazioni omofobe di Mariotto ci fa capire che l’atteggiamento della società italiana è cambiato. Non a caso il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio relativo ai punti di discussione più caldi introdotti al Sinodo per capire come si pone la società italiana riguardo ai temi su cui la Chiesa si stava confrontando in quei giorni.

Sondaggio_Corriere_201014

Se non leggi niente, clicca pure che ti si allarga

L’Italia di democristiani nota una certa arretratezza del Paese governato da Renzi su determinate questioni e si spinge, sempre nel suo essere cauto, a un progressismo che chiede a gran voce le unioni civili tra persone dello stesso sesso e non c’è Alfano che regga sulla questione.

Per quanto riguarda la Chiesa sarebbe ingiusto se si facesse influenzare dalle richieste della società perché non è un partito politico e deve agire secondo la riflessione e l’illuminazione divina, per carità. Ma il chiaro messaggio di apertura e accoglienza testimoniato dal Papa e da numerosissimi vescovi che hanno rilasciato interviste nelle settimane sinodali, fanno davvero ben sperare nell’atteggiamento amorevole che troppo spesso manca ad alcuni esponenti del cattolicesimo.

Purtroppo anche questa settimana la campanella ci dice che la nostra ora insieme è finita, alla prossima.

L'ora di religione

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Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
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