Sono mio padre 2.0

Ultimamente sto diventando una persona molto metodica. Che poi, obietterebbero molti di voi, sarebbe più corretto dire “paranoica” e “da internamento coatto”.

Infatti, da ormai qualche mese, annoto con dovizia di particolari tutte le entrate e tutte le spese sostenute, grazie a una superfantastica app per iPhone e per Mac che mi permette di fare mensilmente una spending review che Mario Monti e Enrico Bondi levatevi in coppia. Per non parlare del controllo periodico degli scontrini per vedere se vi sia corrispondenza con l’estratto conto della carta di credito e del conto corrente. Robe da maniaci.

E poi i to-do. I promemoria. Le checklist. Ormai vivo solo grazie a quelli. Ogni e-mail rilevante di lavoro che ricevo mantiene la bandierina rossa accanto fino a che non viene creato un relativo to-do o un evento in calendario. Come dite? State già chiamando l’ospedale psichiatrico? Fate bene.

Furio

Anche perché ho preso l’abitudine di annotare tutti i rimborsi in sospeso in un file excel e poi qualche settimana fa ho iniziato a sistemare la mia libreria iTunes, completando le informazioni mancanti per ogni brano e associando la copertina corrispondente. Ma non ero più di tanto preoccupato, fino a qualche giorno fa.

L’altro giorno infatti sono capito nello studio di mio padre, in sua assenza. C’era il pc acceso con un file excel sul quale stava catalogando i dvd. Sulla scrivania c’erano scontrini e fatture e una lista di spese personali. Accanto c’era una lista di cose da fare.

Mi sto trasformando in mio padre.

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Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
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