Stanno arrivando le sorelle Kermesse: Così è (se vi pare) si prepara per il Festival di Sanremo

Io spero vivamente che il prossimo Parlamento si occupi della proposta di legge di cui sono da anni un fiero sostenitore: rendere l’insegnamento della storia del Festival di Sanremo obbligatorio a partire dalle scuole elementari.

Detto questo, la settimana che sta per cominciare ci regalerà la sessantatreesima edizione della kermesse canora più amata del nostro Paese.  Roba che da martedì a sabato i nostri problemi, la crisi, la campagna elettorale saranno dimenticati e si parlerà solo di quello che succederà sul palco dell’Ariston. E sul blog del Signor Ponza, perché Così è (se vi pare) non poteva lasciarsi sfuggire questa occasione per parlare di musica, tv e trash e allo stesso tempo.

Sanremo 2013

Il sottoscritto ha già dedicato un post pieno di amore per Sanremo lo scorso anno. Quest’anno ho avvertito il dovere morale di fare di più. Abbiamo quindi pensato a un palinsesto pieno di sorprese e di ospiti per dare una degna copertura all’evento.

  • Lunedì: Presentazione delle sorelle Kermesse aka la giuria demoscopica di Così è (se vi pare)
  • Martedì: Sextastic Sanremo Edition (vi anticipo che sarà una puntata molto piccante)
  • Mercoledì: Primo verdetto delle sorelle Kermesse sui primi 7 big in gara e classifica parziale
  • Giovedì: #AskFabry e, nel pomeriggio, secondo verdetto delle sorelle Kermesse sugli altri 7 big in gara, con classifica finale
  • Venerdì: Speciale outfit di Sanremo, a cura di Fabry feat. StyleTrek
  • Domenica: Sipario Sanremo Edition

Ho tanto parlato delle sorelle Kermesse, ora però è giunto il momento di farle scendere dalla scalinata, svelare la loro identità e il loro ruolo. Mercoledì mattino e giovedì pomeriggio, infatti, la giuria demoscopica formata dalle sorelle Kermesse formulerà un giudizio cattivissimo sulle esibizioni dei big della sera prima, al quale si sommerrano i voti espressi da voi pubblico sovrano tramite sondaggio. Giovedì pomeriggio avremo quindi la classifica ufficiale delle sorelle Kermesse e del pubblico sovrano di Così è (se vi pare) che, come sappiamo, è l’unico che conta. Se l’esperimento funzionerà, lo ripeteremo per le elezioni politiche e sceglieremo noi chi mandare in parlamento, ché ormai la Costituzione, senza nemmeno un televoto né una sfida con passo a due di Garrison, è decisamente agée.

Ora però bando alle ciance, dopo il salto vi svelo chi sono le sorelle Kermesse. A ciascuna sorella, per presentarsi, ho chiesto di scegliere una canzone della storia di Sanremo che la rappresentasse.

Ed eccoli a voi, in rigoroso ordine alfabetico.

Annabelle Bronstein: la nostra esperta di relazioni e problemi di coppia ha approfondito queste tematiche fin sul palco dell’Ariston (a tal proposito, non perdete la puntata di Sextastic di domani) e ha scelto Batte forte delle Lollipop.

Il mio brano preferito di Sanremo non può che essere “Batte forte” delle Lollipop. Chiaro esperimento pop italiano di una pop band costruita letteralmente in vitro e che ha avuto un buon successo nei primi anni del 2000, hanno riempito il vuoto lasciato dalle più note Spice. Seppur le esibizioni non siano state al top (ma si parla anche di diversi problemi tecnici!) le Lollipop sono arrivate ultime tra i Big, ma hanno vinto nelle vendite. Addirittura hanno vinto il premio come brano più downloadato. Ma a parte tutte queste chiacchiere io penso che abbiano lanciato una serie di movenze dannatamente pop dal palco più seguito d’Italia. E a me basta questo!

Ariel: il nostro esperto di cucina è pronto a mettere sulla graticola tutti i cantanti in gara sul palco dell’Ariston e ha scelto una cantante sostanziosa come una carbonara, ossia Elisa con Luce (tramonti a Nord Est).

La mia canzone preferita di tutti i festivàl di Sanremo finora è “Luce (tramonti a Nord Est)” di Elisa Toffoli. All’epoca (da giovine) già conoscevo la donzella in questione, che però ancora cantava solo in lingua inglese. Grazie a quella canzone in italiano ho potuto apprezzare un nuovo lato di questa splendida artista (corredato anche di videoclip a basso costo, probabilmente pagato da sua madre) che ha fatto crescere la mia voglia di amore nei suoi bellissimi confronti. E basta insomma sì cioè.

Ciuccia Mentine: è un fine conoscitore della storia di Sanremo che ha trascorso gli ultimi dodici mesi a Parigi per andare ad insegnare parte delle sue conoscenze sul Festivàl ai Francesi. Ha scelto Strano il mio destino di Giorgia.

Ho scelto “Strano il mio destino” di Giorgia, terza a Sanremo 1996, come canzone che più mi rappresenta perché è una canzone sottovalutata. È la tipica canzone sanremese con un ritornello in crescendo fantastico, ma più di tutto perché la canto sempre sotto la doccia, è nel mio iPod dal 2006 e non l’ho mai tolta e nei momenti di pura tristezza mi ritrovo a cantarla guardando fuori dalla finestra. Desidero da sempre dire: “Maria canto il mio cavallo di battaglia, Strano il mio destino”.

Filodrama: il nostro sacerdote del gossip, pronto a setacciare i camerini di Sanremo in cerca di gossip per la puntata di domenica di Sipario, ha scelto Dirsi che è normale di Nicolas Bonazzi.

“Dirsi che è normale” di Nicolas Bonazzi è forse la mia canzone top of the pops degli ultimi anni di Sanremo (subito al secondo posto il mega featuring Anna Tatangelo – Loredana Errore che vabbè). Tornando al buon Bonazzi, la sua canzone è esattamente tutto quello che voglio da Sanremo: melodia, testo semplice ma non banale, capacità di parlare di sentimenti senza il binomio cuore-amore. In due parole, la mia canzone italian-pop perfetta.

Fabry: già in allerta insieme a StyleTrek per giudicare gli outfit delle popstars, si dimostra in perfetta affinità con Annabelle e propone anche lui Batte forte delle Lollipop. Per non farci sanguinare troppo le orecchie, ora ascoltiamo la versione studio.

La canzone di Sanremo che meglio mi rappresenta è sicuramente “Batte forte” delle Lollipop. Non è che sia una canzone d’autore o particolarmente densa di significato, ma rappresenta il poracciume infinito che riesce ad arrivare ai massimi livelli, un po’ quello che vorrei essere io.

Giogiup: il nostro inviato in terra d’Irlanda, tradizionalmente ricordata per essere la patria del buon gusto e della bella musica, ci porta la sua esperienza internazionale e sceglie l’indimenticata Fiumi di parole dei Jalisse.

Ringrazio il mio blogger di riferimento per avermi dato l’opportunità di realizzare il sogno della mia vita: diventare giurato demoscopico. Già che ci sono voglio anche salutare calorosamente il vasto pubblico di signorponza.com residente in Italia e all’estero (come il sottoscritto del resto) e anche mia madre che sicuramente sta leggendo in questo momento. Per presentarmi ho scelto di proporvi “Fiumi di parole” dei Jalisse (chiiii?). E’ sicuramente uno dei pezzi che mi rappresentano maggiormente perchè io mi sento come un fiume di parole praticamente ogni giorno.

L_altro: direttamente dalla Francia per portarci un tocco di poesia in endecasillabi sdruccioli, sceglie un altro dei brani che ha segnato la storia del nostro Paese, ossia Amici come prima delle belle e brave Paola & Chiara.

Ho scelto “Amici come Prima” di Paola e Chiara (1997) come la migliore espressione di Sanremo. Nel mio immaginario le cantanti incarnano lo spirito del tempo di questa decade. Le giovani e timide ragazze affrontano emozionate un pubblico assuefatto dai capolavori di un anno incredibile per la categoria Big. Forse questa canzone, teneramente adolescenziale, grazie alla sua delicatezza ha vinto le nuove proposte. Ci propongono fresche voci cristalline, a tratti incerte, trasudano quell’emozione che ci ricorda noi stessi davanti ad un evento importante. Com’ero, come sono, come voglio continuare ad essere!

Matteowolk: esperto di panatura e di hamburger, ha accetto il mio invito a dare il suo giudizio laddove la carne al fuoco è sempre tanta. Recensirà le canzoni senza pietà come se fosse l’ultimo panino di McDonald’s e, per l’appunto, sceglie Senza pietà di Anna Oxa.

Grazie della linea, per prima cosa un saluto al pubblico sovrano e al Signor Ponza che ha esaudito il sogno di una vita: fare parte della giuria demoscopica del Festival di Sanremo! Ho scelto “Senza Pietà” di Anna Oxa per tre semplici motivi: innanzitutto perché si presentò al Festival del 1999 unta come una cotoletta, e si sa, io ai fritti non so resistere; dopodiché per il testo che parla di una donna pronta a sfidare la qualsiasi pur di conquistare il suo uomo, in poche parole una donnamerda come tutte noi, infine per le coriste del teatro Ariston; Anna Oxa prendi pure il primo gommone per l’Albania che sono loro le vere protagoniste, minuto 1:54 del video per credere!

Signor Ponza: il sottoscritto ha scelto Un angelo legato a un palo di Veruska, perché ogni volta che commentate il blog o semplicemente leggete queste pagine mi viene voglia di allargare le mie braccia a tutti (cit.).

L’appuntamento con le sorelle Kermesse è quindi per mercoledì e giovedì. Nel frattempo seguiteci su Twitter che, siccome non abbiamo una vita, saremo lì a commentare ogni trashata della settimana.

Perché Sanremo è Sanremo e quest’anno Sanremo è su Così è (se vi pare).

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