Step Up All In Ryan Guzman

Oggi inauguro una serie di recensioni di film scelti esclusivamente per la loro qualità e per il senso profondo del messaggio che vogliono trasmettere agli spettatori. Iniziamo con Step Up All In.

In quel poco di trama che c’è, ritroviamo il bello e bravo Sean Aza (Ryan Guzman) impegnato nel voler mettere in piedi una nuova crew per partecipare a un contest a Las Vegas, chiamato Vortex, nel quale è in palio un contratto per uno show di tre anni.

Step Up All In - Locandina

Nella realtà, per tutta la durata del film, ci si dimentica della storia e ci si interroga su tre questioni fondamentali:

  • Quale nuova scusa si inventeranno gli sceneggiatori per mostrare Sean senza maglietta?
  • Quale pretesto utilizzeranno nella prossima scena per far scatenare una sfida di ballo nel luogo più improbabile su questa Terra?
  • Quanto ancora bisognerà sopportare il doppiaggio di Guè Pequeno?

Parlare di sceneggiatura ovviamente è un’esagerazione. Anzi, proprio il tentativo di inserire un minimo di trama è il peggior difetto di questo capitolo della saga di Step Up: se si fossero limitati a danzare o mostrare le braccia di Ryan Guzman saremmo stati tutti più felici. I dialoghi sono semplicemente imbarazzanti, mentre i tentativi di far ridere ridefiniscono il concetto di “raschiare il fondo del barile”.

Step Up All In - Ryan Guzman

Le coreografie sono senza dubbio la parte più divertente e che giustifica l’esistenza di questo film (insieme al bello e bravo Ryan).

Ancora devo capire la scelta di affidare il doppiaggio dell’antagonista di Sean, Jasper, a Guè Pequeno. Una performance talmente di basso livello che in confronto il doppiaggio di Micaela Ramazzotti in Her è pura perfezione.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: alto. Anche se bisogna essere tamarri come Guè Pequeno per apprezzare fino in fondo.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: altissimo. Basta che contiate quante volte ho scritto “Ryan Guzman” nel post.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 112 / 90 minuti. Questo tipo di film, per legge, non dovrebbero durare di più.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. E i bloopers che accompagnano i titoli di coda non fanno ridere, come tutto il resto del film.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 1 Anna Praderio su cinque.

1 Anne Praderio

Commenti via Facebook
Signor Ponza
Seguimi

Signor Ponza

Founder & Editor at Signor Ponza Blog
Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
Signor Ponza
Seguimi
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: