636677.8dd5717.d2017444d5964f338385d63985e4c44b
Il blog del Signor Ponza

Studio Aperto ha fatto scuola #2: vogliono vietare la gnocca!11!!1!

Il nuovo viaggio nel mondo del giornalismo di qualità non può che cominciare con la prima pagina del quotidiano Libero in edicola sabato 6 luglio 2013.

Prima pagina Libero 6 luglio 2013

Questa copertina da sola sarebbe sufficiente non solo per chiudere questo post, ma anche per far chiudere l’Ordine dei Giornalisti.  Siccome però sono una persona ligia al dovere, continuerò imperterrito il viaggio nel Giornalismo con la “g” maiuscola, cercando di andare a fondo nell’analizzare il significato di questo titolo a nove colonne. La realtà è molto semplice: Libero teme che se passassero proposte di legge come quella del Partito Democratico, la linea editoriale del quotidiano dovrebbe subire uno stravolgimento che nemmeno la trama di Alias dopo la fine della seconda stagione.

Sappiamo tutti, infatti, che il giornale diretto da Vittorio Feltri tiene molto a enfatizzare il ruolo della donna nella società. Ad esempio, in queste gallerie fotografiche che, da un lato, la valorizzano come sportiva e, dall’altro, la valorizzano come madre.

Fotogallery Libero 30 giugno 2013

Che la gnocca sia uno degli argomenti principe del sito www.liberoquotidiano.it è testimoniato anche dalla mia sezione preferita “Graffi” che, pian piano, sta rimpiazzando nel mio cuore i “Colpi di sole” di Studio Aperto. E vorrei che ora partisse in sottofondo The Edge of Glory di Lady Gaga.

Graffi Libero 30 giugno 2013

Non è nemmeno del tutto corretto attribuire ogni colpa ai giornalisti, perché qualcuno potrebbe obiettare che è proprio questo che i lettori vogliono. EINFATTI, se guardiamo alla classifica degli articoli più letti, scopriamo che gli aficionados del sito sono eternamente combattuti tra la gnocca e le preoccupazioni fiscali. Da un lato sono ansiosi di sapere se verrano loro sgamati quei 100.000 euro mai dichiarati al Fisco e se  l’aumento del bollo li costringerà a rinunciare alla barca parcheggiata a Portofino, dall’altro lato però non rinunciano a informarsi sulle ultime fiamme di Paolo Berlusconi (buon sangue non mente) e sulle mutandine dell’Onorevole Ravetto.

I più letti Libero 30 giugno 2013

Il problema non è solo di Libero, ma anche di testate molto più quotate. Prendiamo il Corriere della Sera e concentriamoci sul sito www.corriere.it. Anche in questo caso possiamo osservare che il morbo dell’assenza di contenuti (mescolato all’irrinunciabile presenza della gnocca) si sta impossessando dell’umanità come un virus che trasforma in zombie qualsiasi.

Un quesito di scottante attualità viene lanciato insieme a una cliccatissima fotogallery: ma quanto deve essere buono il cheeseburger di Rosario Dawson?

Rosario Dawson cheeseburger

Chissà che la bella Rosario, con una giusta dose di allenamento, il prossimo anno non riesca anche lei a partecipare al campionato mondiale di hot dog, un evento in grado di oscurare Mondiali di calcio e Olimpiadi e che, come tale, merita un adeguato spazio.

Campionato hot dog

Se queste due notizie vi possono sembrare non-notizie, vi invito a proseguire nella lettura. Negli ultimi tempi, infatti, la sempre maggiore diffusione dei social network ha trasformato i giornalisti da cronisti a copiatori di contenuti prodotti dai vip su Facebook, Twitter e Instagram. Questo ha permesso loro di coniugare due grandi esigenze: lavorare il meno possibile e creare fotogallery. Un esempio lampante è questa notizia che riguarda la cagna (in senso buono e riferendomi a questo indimenticabile video) Elisabetta Canalis.

Elisabetta Canalis Instagram

Dov’è la notizia? Boh, forse è nascosta tra le lenzuola HOT di Elisabetta.

Dai, ora basta scherzare. Il Corriere si occupa anche dei Valori con la “v” maiuscola che questa società corrotta sembra aver dimenticato. E si interroga sulla natura di un segno sul collo che l’attrice Vanessa Hudgens ha esibito durante le sue ultime apparizioni pubbliche. Trattasi di succhiotto? Oppure di un segno eredità di notti hot in compagnia di qualche bel ragazzo? O semplicemente di una macchia sulla pelle?

Vanessa Hudgens succhiotto

Insomma, domande e interessi morbosi che nemmeno mia madre quando avevo 14 anni e soprattutto nemmeno il mio dermatologo.

Il trend è tracciato: “assenza di contenuti”, “gnocca” e “fotogallery” sono le parole d’ordine che approfondiremo nelle prossime puntate.

Nel frattempo, se avete segnalazioni di notizie prive di contenuti e ad alto tasso di gnocca me le potete inviare all’indirizzo [email protected] E già che ci siete ci potete nominare per i Macchianera Italian Awards 2013 cliccando QUI.

Commenti via Facebook
Signor Ponza
Seguimi

Signor Ponza

Founder & Editor at Signor Ponza Blog
Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
Signor Ponza
Seguimi
Annunci

Comments (6):

  1. Roberto P.

    9 luglio 2013 at 15:06

    Bravo, è ora di finirla di “accusare” solo Studio Aperto!!!!1111!!!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      9 luglio 2013 at 19:26

      Studio Aperto ha sicuramente aperto una strada, ma va dato atto che loro stessi non ci credono più di tanto al fatto di essere una testata giornalistica. Secondo me si reputano, giustamente, un’ottima rubrica di mezz’ora di gossip. Il problema sono i quotidiani quelli seri (ovviamente non sto parlando di Libero).

      Rispondi
  2. Fabrizio

    9 luglio 2013 at 22:14

    Quando mi dedicheranno un articolo su Novella 2000?

    Rispondi
  3. Akio

    10 luglio 2013 at 10:39

    ieri sera a Teche teche Tè una puntatatona sul sesso con tante gnocche Rai anni ’70 quando la DC dominava la scena politica e la politica televisiva. Rivedere quelle immagini paragonate ad quelle di oggi fa impressione! sarà stata la censura ma in ogni immagine c’era una sensualità esplosiva cosa che l’inflazione di corpi odierna ha completamente annullato

    Rispondi
    • Signor Ponza

      10 luglio 2013 at 20:41

      Teche teche tè è un piccolo capolavoro, anche se è una lama a doppio taglio per la Rai: da un lato è un divertente programma fatto quasi a costo zero, dall’altro però ci mostra l’abissale differenza tra la Rai di oggi e quella di allora. E non solo in termini di sensualità, purtroppo 😀

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: