Supersimo ai provini di X Factor 5 a Roma. E non è la Supersimo con le tette rifatte.

In questo momento mi sento un po’ come Daveblog (a cui bacio sempre e comunque le mani), e anch’io ho l’onore di poter pubblicare la testimonianza di un inviato speciale nientepoppedimeno che ai provini di X Factor. Perché mentre Super Simo è ancora in vacanza a far la MILF/balena spiaggiata su qualche lido esotico, c’è un altro Supersimo (in questo caso Supersimo Slimons) che ci racconta tutti i segreti dei casting per la prossima stagione del talent show targato da quest’anno SKY.

Io ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi… cantanti chiatte che tentano acuti improbabili e ci riescono, casi umani che vengono intervistati manco fossero i nuovi Justin Biebah, realitame con al seguito tanto di 4 fan che si credono persino fighi. E tutti questi momenti non andranno perduti nel tempo, perché purtroppo saranno su Sky Uno dal prossimo ottobre.

Ebbene sì, Supersimo è stato un insider agli ultimi provini di Xfactor che si sono svolti a Roma dal 21 al 24 luglio. Cominciamo col dire che l’email che mi prometteva di fare presto se avessi portato i moduli precompilati era un’allegra presa per il culo. Io e il mio amico, che per mantenere la praivasi chiameremo D, arriviamo a piazzale Parri, dietro al colosseo quadrato, per le 10.30. L’EUR è intasato da aspiranti Mengoni e Noemi, dovevamo aspettarcelo. Ma abbiamo tipo 3000 persone davanti: siamo infatti 30570 e dall’altoparlante la persona meno simpatica dell’universo chiama dal 27010 al 27060. Sarà una lunga giornata.

Le ore passano e il caldo di Roma inizia a farsi sentire. Per fortuna ne approfittiamo per fare nuove conoscenze.

Tre ragazzi seduti in panchina:

– Beh insomma, tu cosa hai portato?

– (con forte accento terrone) io ho portat Listerin, di Beyoncé.

– (trattiene a stento le lacrime) E tu, invece?

– Volevo portare Lady Caca, pero’ non volevo passare per ricchion.

– Ah certo, sai, ce ne sono cosi’ pochi oggi.

Nel frattempo fuori dagli stanzini le videocamere hanno iniziato a riprendere due tipologie: quelli “bravi, ma bravi!” che a meno di essere cessi allucinanti passeranno alla fase #2, e il cosidetto quoziente CU da riempire. No, non cule. Casi Umani. E nell’ordine si esibiscono: Mercedes de Torbella Monaca, un tizio che vuole fare rap e si becca la stima del bel Cattelan (siriouzly?), una tipa che si stava truccando con una ragazza vicino, e alla domanda di Ale: ” ma siete sorelle?” lei risponde con aria schifata: “Peccaritàdedddio, ci siamo conosciute qui e abbiamo fatto comunella.” Cattelan approva e inizia a limonare con madre, figlia e infiltrata. A un certo punto compare perfino Nevruz, che oramai è talmente sfigato da passare da star pseudo-ribelle a servo della gleba. Non a caso una canzone degli Elii.

Dopo giusto quelle sette ore di attesa arriva anche il nostro turno. Il tizio che ha rischiato il linciaggio più e più volte (Nota ai produttori: non mettete uno dalle battute tristi a gente che è sotto il sole da svariate ore) chiama dal 30500 al 30600 e noi, tutti contenti. E’ fatta. Invece no. In camera di chiamata ci dividono in due tronconi da 50 e aspettiamo un’altra mezz’oretta, sotto il sole cocente. Ma almeno passarci la crema solare e i lettini?

Finalmente entriamo, e dopo aver patito l’inferno (Monte caprino assomigliava in tutto e per tutto a un girone dantesco. Cosi’, a occhio direi SODOMITI.) il caldo, la fame e il sonno, cosa ci fate fare? Aspettare. Neanche i sopravvissuti del Titanic hanno aspettato tanto. Oramai scazzatissimo, mi separo da D e mi mettono in fila davanti allo stanzino A.

” Entrerete a coppie, quindi fate amicizia col vostro vicino”. Poteva capitarmi un bono di proporzioni bibliche? Uno carino e possibilmente sfidanzato? No, mi capita la 19enne di Perugia che canta Bad Day. It’s sfigah!

Poi cambio, voi due all’H. “Ma ci state premiando o promuovendo?” Col senno di poi, la seconda che hai detto.

La tizia fuori ci mette subito di buon umore. ” Ma no, che non e’ uno stronzo. E se anche lo fosse, non te lo direi. Ti pare?” Mi pare. Gay, a primo acchitto. E forse “Papa don’t preach” non è stata un’ottima scelta. Ma considerando la perugina, l’emo/avril lavigna che canta Bring me to life, e la burinozza che canta Mariah, poteva andare peggio.

Usciamo e ci tocca aspettare. Mentre l’esaminando se ne va per i beneamati cazzi suoi. Mi sento molto Vaporidis in Notte prima degli esami, pur non avendolo mai visto. “Grazie, non ci servite piu’, potete sfanculare.”

Gira voce che se non ti richiamino dentro per un’altra intervista, sei già out. Fuori. Caput.

Diamine, lo sapevo che sarei dovuto entrare balbettando.

Tutto sommato, è stata un’esperienza. “Pensi di rifarlo, l’anno prossimo?” Col cazzo che… “Sì, certo. Anch’io voglio avere l’X Factor dentro di me. Si chiama Cattelan”.

Supersimo Slimons.

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