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Il blog del Signor Ponza

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Push the bottom s01e04 – Grazie a Dio sono finite

Push the bottom

Mentre in Parlamento è in atto uno psicodramma che MANDIAMOLI TUTTI A CASA!!!11!!1!1!, qui su Così è (se vi pare) ci occupiamo delle cose veramente importanti, ossia The Voice. Che fortunatamente conclude questa soporifera fase della battles e ci consegna da giovedì prossimo ai live shows. Sul regolamento delle prossime puntate, confesso tutta la mia ignoranza, ma c’è tempo per studiare. Nel frattempo, prima di lanciare la linea ai coach di Così è (se vi pare), vi ricordo che potete leggere il riassunto (con i migliori tweet) della puntata qui.

Team Signor Ponza – Team CarràRaffaella Carrà

Adesso facciamo un gioco. Io vi elenco i nomi dei componenti del Team Carrà che accedono alla fase dei live shows: Stefania Tasca, Paola Licata, Matteo Lotti, Manuel Foresta, Veronica De Simone, Pamela Lacerenza, Emanuele Lucas e Michelle Perera. Ora voi mi dite se ve ne ricordate almeno uno di questi, perché io no. Insomma, questo per dire che nel format c’è qualcosa che non va e non sto parlando solo dell’inesistente Fabio Troiano (che giovedì è riuscito anche a stoppare l’unico momento divertente della serata).

Io per altro ogni giorno mi pento di essermi imbarcato in questa cosa e rimpiango i tempi di X Factor. Vorrei scusarmi con i miei colleghi di blog (Annabelle, Fabry e Filodrama) e rassegnare le dimissioni.

Spero solo che il prossimo nome per la Presidenza della Repubblica sia Raffaella Carrà.

Team Annabelle Bronstein – Team Noemi

Noemi Scusate. Sto per aprirmi ad una critica seria ed un po’ dura. Ecco, il punto è che probabilmente se The Voice non fosse la versione italiana di quella americana io credo non lo avrei mai visto. Non concepisco più otto ore di giustificazioni e commenti per motivare l’eliminazione dei concorrenti. Non accetto il montaggio orrendo. Non accetto minimamente che per dodici puntate questi debbano portare sempre gli stessi vestiti. Soprattutto Noemi, miei cari. Non sopporto più Fabio Troiano, che si sta dimostrando forse anche peggio di Dj Francesco. Il che è tutto dire. Non concepisco il senso di sceglierne 2857 per poi eliminarli. Povero Cocciante, con tutta la fatica che ha fatto. Non intendo più dilungarmi su quante idiozie abbia detto la Carrà con un accento palesemente inglese. Insomma. Basta. Vogliamo un po’ di brio. Un litigio. Una parolaccia. Uno sbrocco. Un “sei falsa Simona, Cazzo!” random buttato laddove capita. Insomma un po’ di inaspettata spontaneità. Ecco, chiusa parentesi.

Tornando a noi, finalmente abbiamo una squadra. Nonostante Noemi insista a propinarci quel mostriciattolo del suo dreadlock, finalmente possiamo dirsi conclusi l’angustiante fase della formazione del team. Devo ammettere che le lelle hanno dominato in tutta questa prima fase, tanto che alle eliminate la produzione ha regalato buoni in carburante. Detto ciò però le mie preferite nel Team Noemi sono inevitabilmente Diana Winter, Silvia Caracristi, Giuliana Danzè e Chiara Furfari. Ovviamente non capisco perché includere tutti gli altri. Insomma a me sono parsi tutti drammaticamente stonati e fuori luogo. Per non parlare dei look. Insomma, alla Corrida si vestono meglioDetto ciò, in questa puntata tutte le performance mi hanno fatto cagare duro. Scusate la franchezza, ma l’unica che salvo è quella di Elhaida Daini, che è l’unica cantante di un altro team che un po’ rimpiango. (Team Cocciante). Rimango soddisfatto per la presenza di Michelle (Gabriella) Perera, soprattutto per il suo cognome, ed Emanuele Lucas. Innegabile oramai che il Team Pelù sia definitivamente il Team Ormonella. In voga in questi giorni, soprattutto per quanto mi riguarda, ma per esponenti come Timothy per esempio. Ed il pacco dello stesso Pelù. Ad ogni modo la curiosità mi mangia la psiche, in attesa della partenza del Live. Insomma, riusciranno ad essere più pesanti di come lo sono stati fino ad ora?

Ho un brutto presentimento.

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The voice of Ponza – Battles 3a Puntata: The Voice of Ultimo sforzo

The Voice of Ponza (app)

Grazie a Dio (quindi grazie a Raffaella Carrà), questa settimana si conclude la parte registrata di The Voice che, sostanzialmente, significa ritmi lenti che neanche nel Sanremo di Giorgio Panariello e soprattutto giudici sempre vestiti allo stesso modo. Settimana prossima ci saranno i live show e noi tutti ci illudiamo che saranno frizzanti e che Fabio Troiano sparisca inghiottito da un buco nero.

Gabriella vs Francesco. Il primo team in gara è il team di Filodrama, ossia il team ogni riccio è un capriccio di Riccardino Cocciante. Che assegna ai due concorrenti in gara Sorry Seems To Be The Hardest Word dei Blue di Elthon John. Io scusate ma i filmati in cui interviene Kekko dei Modà con espressione contrita mi fanno reagire con equilibrio. Tipo così. E niente chiamate la polizia, i carabinieri, l’esercito, il telefono rosa, perché su Raidue stanno violentando una povera canzone. Ritroveremo ai live show Francesco che spero incontri sulla sua via Enzo Miccio, Carla Gozzi, Clio Makeup e anche Amanda Lear ne Il Brutto Anatroccolo.

Gabriella vs Silvia. “Lei è molto grintosa” dice Gabriella parlando di Silvia. Che più che una concorrente sembra una camionista che passava di là per scaricare le confezioni di Golia Active Plus per i product placement. D’altronde ricordiamo che Noemi ha il Team Lesbo (o Team Annabelle Bronstein), ossia quel team che non vorrei mai incontrare da solo in una strada buia di sera. #NoOmofobia. Le loro due voci mi piacciono molto, ma per pure timore che non si sa mai, vorrei che passasse Silvia. La canzone scelta è Gold and Glitter di Rebecca Ferguson. O meglio GOLD E GLIDER. Anche Noemi ha paura e porta ai live Silvia.

Push the bottom s01e03 – BASITI

Push the bottom

Un altro round di battaglie è terminato e un altro scoglio(namento) è stato sorpassato, in attesa dei Live Show che noi tutti ci aspettiamo frizzanti e pirotecnici, in grado di cancellare in un sol colpo la noia di queste puntate, ma soprattutto di eliminare definitivamente dalle nostre teste l’immagine degli orrendi pantaloni del pigiama di Fabio Troiano. Come ogni sabato, io e i miei amici Annabelle Bronstein, Fabry e Filodrama ci troviamo attorno a un tavolo a sorseggiare Long Island e a sparare cattiverie sulle nostre amicizie in comune. Tra un gossip e l’altro commentiamo anche la puntata di The Voice della sera prima, che potete sempre recuperare qui brillantemente commentata dal sottoscritto. Ma ora lascio la parola ai quattro coach di Push the bottom.

Team Filodrama – Team Cocciante

Riccardo Cocciante

Sarà la mancanza di Jessica Morlacchi, sarà l’assenza dell’umiliazione di Daniele Vit, ma sbaglio o la qualità media delle battles ha subito un tracollo sconvolgente da una puntata all’altra? Com’è come non è, il secondo turno è stato un 50 sfumature di merda che ve lo spiego proprio: il ritmo di un blando che ciao, l’allestimento che proprio ormai non se ne può più, Troiano coso che se lo vedo sul marciapiede lo investo con la macchina, e poi i giudici di una mosceria che piuttosto referirei rivedermi tutta l’ospitata di Bianca Balti a Sanremo.

Per quanto riguarda il #teamcocciante dobbiamo dire addio alla nostra coppia twincest preferita, che ci saluta e ci aspetta in VHS nelle migliori edicole della circonvalla: lo sfidone ha infatti visto trionfare TALE Mattia Lever, il minorenne ex Antonella Clerici che grazie alla sua voce equivoca e ai favori della sua concubina Kekko (che s’è sperticato di complimenti in fase di tutoring) ha conquistato il nostro Riccardino, il quale però c’ha tenuto a dire che ama le anime di tutti. Praticamente hanno vinto tutte e i livelli di tensione omosex hanno raggiunto soglie che non si raggiungono neanche negli studi di Maria. Altro momento di sfida top vs. bottom è stato lo scontro tra Lorenzo e Alessio, che praticamente riducono a brandelli The Show Must Go On: tra i due la spunta l’ottuagenario Lorenzo, che chiaramente non diventerà mai popstar per sopraggiunti limiti di età, ma che tutti noi abbiamo apprezzato in un modo o nell’altro. Alessio ha usato più svirgoli lui in questa canzone che Giorgia in tutta la sua discografia, quindi io in un certo senso amerey anche, sta di fatto che non puoi chiudere il chorus della canzone dei Queen con una nota che dura 25 secondi: NON SEI MICA LA CHRISTINA AGUILERA! Comunque vi prego ditemi che le Battles terminano qui perché io non potrei sopravvivere ad altre registrazioni. A voi studio!

Team Signor Ponza – Team Carrà

Raffaella Carrà

Siccome sono una persona vera con dei sentimenti veri e dove sono miei sigaretti? questa settimana mi tocca muovere qualche critica al giudice più amato da tutta San Francisco. La Raffa Nazionale è stata infatti protagonista di qualche decisione quantomeno discutibile. Un esempio su tutti è la scelta di Manuel e del suo naso, diciamo così, pronunciato ai danni di Noemi Smorra. Che non solo aveva un’ugola niente male, ma soprattutto aveva un cognome che mi avrebbe permesso di scrivere post da qui all’inizio della prossima edizione di X Factor. Al di là di questo, mi è piaciuta poco anche la deriva defilippiana che la Carrà ha intrapreso con la sfida successiva tra Veronica e Daphne, due ragazze che hanno perso la madre. Anche perché se voglio piangere allora tanto vale che giro sulla tv del dolore del sabato o della domenica pomeriggio. E infatti poi questa battaglia la vince Veronica che non solo ha perso la mamma, ma anche il papà. En plein proprio. Fortunatamente poi il mio giudice preferito si riprende e all’ultima sfida della serata decide di portare ai live show Pamela che io sinceramente in questo momento non ricordo nemmeno chi sia, ma sto copiando spudoratamente dal mio post di ieri. Concludo lanciando un appello agli autori: per le prossime puntate vogliamo meno tv del dolore, più ritmo, ma soprattutto sangue tra i giudici. Grazie.

The Voice of Ponza – Battles 2a Puntata: The Voice of Non vorrei essere nei tuoi panni

The Voice of Ponza (app)Bentornati cari amici del giovedì sera (che però leggete questo post il venerdì mattina, o comunque da venerdì in poi) a un nuovo scoppiettante appuntamento con The Voice of Ponza. Io ve lo dico, se il ritmo è come settimana scorsa, travolgente quanto un romanzo di Zafon (perché diciamocelo una volta per tutte, i suoi libri sono davvero sopravvalutati), io abbandono The Voice. E lo stesso farò se i giudici pronunceranno per più di cinque volte la frase “Non vorrei essere nei tuoi panni…”. Queste le mie regole. Per le regole delle battles e i nomi dei giudici ospiti vi rimando al post di settimana scorsa, perché tanto è tutto registrato e non è cambiato niente. Nemmeno i vestiti dei giudici.

In Rai c’è così tanta crisi che non solo non fingono nemmeno di far cambiare i quattro coach, ma ripropongono lo stesso identico filmato di ingresso dei giudici di settimana scorsa. Ideatore di The Voice, se stai guardando ti prego non ti suicidare. Ma partiamo con la gara.

Raffa applaude

Marsela vs Nausicaa. I duelli questa settimana cominciano dal Team Sforbiciata Noemi. La canzone scelta è No One di Alicia Keys e io mi sono già distratto cercando su internet gif da inserire nel post.  Quindi ricordiamo che Marsela viene dalla favela di Durazzo, mentre Nausicaa si è vestita come se avesse appena finito di lavare i pavimenti del bagno di casa. Come vedete, qui si commenta sempre e solo la qualità delle esibizioni. Per Noemi sono state perfette tutte e due, ma a casa torna Marsela. Passa Nausicaa.

Cristina vs Yasmin. Il team tutto rock e tutto peli sotto l’ascella di Piero Pelù ci propone la sfida tra due pezzi da novanta, anche se novanta potrebbe essere un numero troppo basso. Il pezzo scelto è Ti sento dei Matia Bazar e le due sfidanti je danno dentro di voce che Christina Aguilera è a casa a vergognarsi. Dalla regia (Twitter) suggeriscono che Cristina, per il suo outfit, ha preso liberamente spunto dalle decorazioni natalizie e da Marisa Laurito. Ed è proprio l’albero di Natale che viene scelto per approdare ai live show.

Noemi vs Manuel. Fa il suo debutto per questa sera anche il Team Frosh Carrà. L’esecuzione è piuttosto imbarazzante e non so chi sia peggio dei due, oppure se sia solo peggio il naso di Manuel. Un brivido mi ha percorso tutta la schiena quando l’ingresso di Noemi SMORRA è stato annunciato nel casino generale ed è sembrato tutt’altro. Antonellina mi leggi? Raffaella Carrà sceglie Manuel e io basito.

Britney shock

Alessio vs Lorenzo. Questi due componenti del Team Cocciante sembrano più che altro braccia rubate alla carpenteria della Brianza. Viene loro assegnata The Show Must Go On dei Queen che è quoziente di difficoltà 19 su una scala che va da 1 a 5. Sentire Kekko dei Modà che parla dei Queen equivale poi a una tripla bestemmia carpiata. Speriamo che questo calvario passi in fretta. Durante l’esibizione si insinua in me il dubbio di aver sbagliato canale visto che l’esecuzione assomiglia più a una performance de La Corrida. #RipMaestroPregadio. Cocciante sceglie Lorenzo, che almeno sa parlare l’italiano, guardiamo il lato positivo.

Push the bottom s01e02 – Battles: tutto il resto è noia

Push the bottom

Ben ritrovati cari amici del sabato. Mentre voi siete ai fornelli a preparare il bollito oppure state riempiendo i vostri cestini di vimini per andare a fare il picnic al parco, o molto più semplicemente mentre siete in attesa spasmodica della prima puntata di Amici, io e i miei colleghi Annabelle Bronstein, Fabry e Filodrama ci ritroviamo attorno a un tavolo per discutere della puntata di giovedì di The Voice. Puntata frizzante, brillante e dal ritmo incalzante che ho già provveduto a raccontare e recensire nel post di ieri. Quindi leggetevelo e fate mi piace come se fossero le foto dei brasiliani su Instagram.

Ora che avete ripassato la lezione, lascio la parola ai nostri quattro giudici e alle loro opinioni.

Team Fabry – Team Pelù

Piero Pelù

Mentre il mio giudice vince a mani basse il sondaggio della scorsa puntata, siamo qui riuniti oggi per celebrare il cattivo gusto della televisione italiana incarnato in The Voice. E appunto per questo non posso che amare. In questa puntata i cantanti della nostra gara si sfidano sullo stesso pezzo. I primi due sfidanti del mio Piero sono Denny Losito e Savio Vurchio, rispettivamente 47 e 44 anni. Quando si dice la giovinezza. Condisce il tutto Cristiano Godano, porno cantante dei Marlene Kuntz. Ma torniamo alla sfida, e a Crazy dei Gnarls Barkley, che viene stuprata con sapienza magistrale dai due concorrenti: io prenderei appuntamento da Manpower domani, poi vedete voi. Alla fine, dopo varie figure di merda, ad abbandonare Music Farm è Denny The Voice è Savio e quel derelitto di Losito ce lo abbiamo ancora in mezzo ai coglioni. Scusate la finezza.

Roberta Orrù e Francesco Guasti sono gli altri cantanti che io e Piero abbiamo deciso di mandare al macello con una canzone di Ivan Graziani, Pigro. LE-VA-TE-VI. Il mio amato giudice comunque cerca di rendere porno qualsiasi performance cercando di rendere troia ogni cantante, anche i maschi. Finalmente due cantanti bravi che interpretano una canzone stupenda a modo loro. Bravi e belli. Bello soprattutto Francesco che vince la sfida asfaltando con la sua voce particolare (leggi da cocainomane) e sensualeinvece.

La terza sfida vede la mia idola Valentina Tramacere (Who?) e Marica Lermari. Dico solo che per me le Marica senza K non esistono. E anche su questa performance caliamo la scure della promiscuità di Piero e Godano. Anche basta, no? Una palla di canzone per una palla di coppia. Non è vero, mi sono piaciute. Anche quella grassa senza K. Ma ne rimarrà solo una, e ad abbandonare la casa è Valentina che lascia spazio a Marica, che di spazio ne ha bisogno.

Le cose che ho preferito di questa puntata: i capelli ricci di Cocciante che nascondono una pelata avanzata. Cocciante, molla la lacca. Raffaella Carrà vestita dal medesimo stilista dell’Ape Maya. Jessica dei Gazosa che manda il curriculum da Zara dopo questa sera. Le forbici vanno un casino quest’anno e le lelle conquisteranno il mondo. Il cagnotto di capelli di Noemi continua a farci compagnia e l’Ufficio di Igiene non fa niente a riguardo.

Che coglioni però che non litiga nessuno, e per cortesia licenziamo il conduttore che mi ha avuto. Se poi Piero Pelù ha fatto più di tre sfide non lo so che io sono andato a letto che sono pendolare e mi sveglio presto.

Team Filodrama – Team Cocciante

Riccardo Cocciante

Amiche e amici del giovedì sera, chi vi parla è #teamcocciante e per ogni riccio ha un capriccio: la prima puntata delle Battle di The Voice si è conclusa in maniera così spumeggiante che praticamente mi sono dimenticato immediatamente di aver visto il programma e non ho mandato al Signor Ponza il mio reportage da DonnaAvventura.

The Voice of Ponza – Battles 1a Puntata: The Voice of Quanto mancaaaaaaaa

The Voice of Ponza

Sembra incredibile, ma siamo finalmente giunti a una nuova fase di The Voice. Abbandonate le blind auditions e soprattutto gli abiti ormai rancidi dei quattro giudici per le prime quattro puntate, si apre questa sera la fase delle battaglie. Vorrei subito raffreddare gli entusiasmi di chi si attende duelli in stile Celebrity Death Match, con sangue e teste mozzate: questa sera i concorrenti di ciascuna squadra si sfideranno tra di loro a colpi di ugole e svisate e sarà proprio il loro coach a decidere chi passerà alla fase successiva e chi tornerà nell’anonimato “non ti preoccupare è un no per The Voice, ma un sì nella vita”.

Udite udite i quattro giudici questa sera non solo cambieranno i vestiti, ma saranno anche affiancati da quattro ospiti d’eccezione. Riccardo Cocciante ha scelto i Modà, giocandosi quei punti simpatia che si era faticosamente conquistato nelle puntate precedenti; Noemi sarà affiancata da Mario Biondi, che dopo aver cantato la sigla del Commissario Rex credo sia stato radiato dall’albo degli artisti; Raffaella Carrà ha chiamato l’amico Gianni Morandi al grido di “ROTTAMAZIONE e COPROFAGIA!”, mentre Piero Pelù ha voluto accanto a sé Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. Voi dite quello che volete ma se io sento “Godano” penso solo al Gadano di Passaparola. E ricordo che siamo tutti Letterine.

Raffaella si riprende subito sfoggiando un look pazzesco con tanto di zinne in bella mostra che altro che GILF.

Raffaella Carrà Dance

Stefania vs Marianna. La Raffa, che ormai da secoli sa come si fanno soldi sulle spalle dei gheis, sceglie come canzone The Edge of Glory di Lady Gaga. Siamo sicuri che il regolamento non consenta di eliminarle entrambe? Einvece passa Stefania.Lady Gaga

Savio vs Denny. 2098 anni in due, ma ovviamente qui si tifa per l’autore dell’indimenticata Single. Duellanno sulle note di Crazy dei Gnarles Barkley, come deciso dal loro coach Piero Pelù, sempre più coatto. Roba che se lo incontrassi per strada dopo la mezzanotte probabilmente metterei mano allo spray al peperoncino. La battaglia finisce a colpi di sviso in faccia e inaspettatamente vince Denny, visto che Savio aveva la stessa presenza scenica di un attaccapanni.

Jessica vs Maria Teresa. Il Team Cocciante comincia con un pezzo da novanta. E no, non sto parlando della canzone (Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler), ma parlo di Jessica Morlacchi dei Gazosa. Sorvolerò sugli istinti violenti che la visione di Kekko dei Modà mi provoca. Cocciante recupera punti simpatia e sceglie Jessica, mentre Maria Teresa e i suoi genitori, per il ciclo “Sappiamo accettare una sconfitta” sono pronti a buttarla sulla sceneggiata e il melodramma.

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