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Il blog del Signor Ponza

figure di merda

The Voice of Italy – Blind Auditions 1a Puntata: The Voice of the L Word

Non ero così eccitato per l’inizio di un programma tv dalla prima puntata di Survivor condotto da Benedetta Corbi e Pietro Suber. Ricordiamo tutti (o forse no) che fine ha fatto il programma, quindi. The Voice, in realtà, è stato un successo praticamente in tutto il mondo e noi Italiani, per non essere da meno, siamo pronti a fare floppare di questo programma un grande successo. Benvenuti quindi alla prima (ed ultima?) puntata di The Voice of Signor Ponza.

The Voice of Italy

Devo ammettere di essere poco preparato sul format, quindi scoprirò tutto con voi commentando in diretta. Non sentite la suspense? Io non sto più nelle mutande.

L’unica cosa che so di sicuro è l’identità dei quattro giudici, quattro personalità conosciute e invidiate in tutto il mondo: Raffaella Carrà, il suo caschetto biondo, il suo ombelico e il suo carisma. Accanto a loro poi ci sono anche Piero Pelù, Noemi e Riccardo Cocciante. Facciamo dunque un breve ripassino sul loro CV recente.

  • Raffaella Carrà: la storia della televisione e della musica italiana. Una scelta che Raidue ha voluto fare per catturare indubbiamente il pubblico di giovani eterosessuali.
  • Riccardo Cocciante: colui che per contratto non può aprire la bocca per più di un centimetro e deve tenere le vocali rigorosamente chiusissime. Dopo gli ultimi anni dedicati alle ópére pópólari (guai a chiamarli musical!), torna in televisione.
  • Piero Pelù: ex frontman dei Litfiba, ex solista, nuovamente frontman dei Litfiba anche perché DJ Cavallo, colui che l’ha sostituito temporaneamente nei Litfiba, come sapete è oggi implicato in vicende legate a tortellini e polpette IKEA. Lo ricordiamo tutti per successi del calibro di Bomba Boomerang o Toro Loco.
  • Noemi: dopo aver partecipato ad X Factor come concorrente, passa dall’altro lato del tavolo e veste i panni del giudice. Ancora nessuno ha avuto il coraggio di dirle che il colore dei suoi capelli fa cagare e si trova solamente nei manga.

Raffaella Carrà

Apprendo che stasera ci sono le cosiddette blind auditions, ossia provini durante i quali i giudici sono girati di spalle rispetto al palco e non vedono chi si sta esibendo.  In base alla sola voce devono decidere se pigiare il bottone, segnalando di volerlo nella propria squadra, oppure stare fermi indicando la volontà di rispedire il candidato a servire Big Mac Menù Medi al McDonald’s di Rozzano. Nel caso in cui più di un giudice decidesse di girarsi, sarà quindi il cantante a decidere di quale squadra vuole far parte. Ho stato spiegato?

La regia del programma si distingue subito per l’elevata qualità, roba che in confronto i filmini dei matrimoni di Castellamare di Stabia sono candidabili a dodici premi Oscar.

Nel solco della tradizione televisiva italiana, si inizia subito con un po’ di casistica umana. Stefania  vive a Londra e ha avuto un’infanzia difficile (=lesbica). Viene selezionata e sceglie di far parte della squadra della Carrà (=lesbica). Tania invece viene scartata e giù lacrime, con tutti i quattro giudici che le si stringono attorno per tirarle su il morale. Non sono passati nemmeno dieci minuti dall’inizio e sembra già una puntata di C’è posta per te quando l’ospite decide di non aprire la busta.

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