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Il blog del Signor Ponza

giovani

Cosa possiamo imparare dai giovanissimi de Il Collegio

Rai2 conclude anche la seconda stagione de Il Collegio, il reality in cui giovanissimi tra i 13 e i 17 anni, dalla condotta scolastica (e non solo) non proprio esemplare,

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#PZSQ goes Sanremo 2017: stasera la prima finale in diretta su Radio Stonata

Che cosa c’è di meglio di Sanremo 2017? La risposta è semplice: poter seguire Sanremo 2017 con un commento in diretta di tutta la redazione di Signorponza.com. E che cosa ci

Giovinastri Selfie

Il mondo va a rotoli, e la colpa è dei giovinastri

Il mondo va a rotoli, e la colpa è dei giovinastri. La rubrica di (f)Relex si apre con una considerazione che fa molto ottuagenario, ma in realtà chi vi parla

Con TIM Young il protagonista sei tu!

Devo dire che ultimamente la TIM ha acquistato molti punti simpatia grazie alla sua tariffa TIM Young. Simpatia perché ha deciso che si è considerati giovani fino ai 30 anni, e

Sextastic s02e21 – I 23enni

Arieccoci! Tutti pronti per questo nuoverrimo appuntamento con Sextastic? Io sì. Anzi. Questa settimana mi sono addirittura superato. Perché se nella mia vita disegno ancora cuori rossi sui diari (e non per qualche periodica ricorrenza fisiologica) è solo perché sono una sfigata orrenda innamorata dell’innominabile. Ma vabbè. Visto che qui devo comunque scrivere qualcosa, finalmente mi sono sbattuto per tutti voi. Andando ad indagare per la prima volta in maniera scientifica. Eh sì. Questa settimana si parla dei 23enni, ed io, per voi, solo per l’amore sconfinato che provo per voi, ne ho incontrati tre diversi, definendone, inevitabilmente, i connotati. Paura eh? Me lo direte dopo.

23enne #1: Il ragazzo profondo
Il primo 23enne sarà denominato Attila. Semplicemente per le sue fattezze. 190 cm per 80 kg. Giocatore di rugby (#levatevi) e musicista compositore (?). Abbiamo cominciato malissimo, perché dopo una banalissima conversazione su Romeo siamo passati a Whatsapp dove abbiamo addirittura litigato. Semplicemente perché io avevo inteso che lui cercasse sesso, mentre in realtà era alla ricerca di qualcosa di diverso. Quando gli ho chiesto che cosa, mi ha semplicemente detto che ne avremmo parlato dal vivo. Vabbè. Finita la baruffa l’ho congedato lì. Sinceramente la spocchia a prescindere non mi piace, né tanto meno mi eccita.

Passano tre giorni, mi chiama e mi dice che di lì a un’ora sarebbe venuto a casa mia. Random. Io che ero lì che smacchiavo t-shirt e cucinavo robe per cena. In pigiama. Mi rendo presentabile in poco meno di venti minuti e lui mi richiama. Lo vado a raccogliere alla metro. E dal vivo mi ha annaffiato di ormonella. Arriviamo a casa e ci accomodiamo sul divano a chiacchierare. O meglio. Lui ha iniziato un discorso contorto, pieno di figure retoriche che ignoro, con parole che non ho mai sentito e congiuntivi di cui ignoravo l’esistenza. In soldoni il suo punto di vista è quello di uno che si è già rotto del sesso usa e getta. E che vorrebbe anche un po’ di sostanza. Oltre al sesso. Tutto ciò dura almeno 50 minuti fitti fitti.

50 minuti nei quali a me è sceso l’abbiocco e durante i quali ho solo annuito. Al termine del suo accurato discorso doveva andare via perché doveva vedersi con un amico. E qui, poco prima di uscire, è accaduto il dramma. Che è sempre dietro l’angolo. Apro la porta di casa (vi ricordo che io abito a piano terra in prossimità dell’ascensore) lui si avvicina per darmi un bacio, io faccio per darglielo in bocca, e mentre lo faccio tento di socchiudere la porta (per salvaguardare la nostra privacy), lui si accorge della mia traiettoria, fa per scansarsi e BRAAAAM! Testata contro la porta. Io morto. Senza parole. Lui, ma che succede? Ed io vaghissimo ho sorriso. Lui se n’è andato. Così.

23enne #2 Facciamo due chiacchiere.
Sono mesi che questo 23enne mi chiede di vederci. Ho sempre declinato l’invito. Ma visto che mi sono impegnato in questa favolosa ricerca per questo nuovo episodio di Sextastic, alla fine ho ceduto. Tocca però fare un preambolo: IO LA MATTINA MI SVEGLIO ALLE 7. Lavoro dalle sei alle otto ore al giorno e la sera arrivo a casa sfinito. Come mio nonno, e come mia madre, dopo cena dove mi poggio mi addormento. Il 23enne #2, il mitraglietta, voleva conoscermi. E voleva parlare. Parlare. Solo e soltanto parlare. Ha iniziato a parlare alle 21,30 ed è andato avanti fino all’una.  Senza una pausa. Senza un’incertezza. Lui sapeva sempre cosa dire. SEMPRE. E mentre io facevo fatica per stare sveglio, lui andava avanti. Come se non ci fosse un domani.

Sanremo 2013 – 4a serata: Duets

Ieri sera a Sanremo si sono celebrati i defunti. Ed è con questa premessa e con questa atmosfera gioiosa sullo sfondo che nemmeno durante il ponte del 1 novembre (almeno quella è una festa e si sta a casa dal lavoro) che io e Fabry ci siamo convinti che la quarta puntata di Sanremo 2013 fosse dedicata ai duetti. Abbiamo quindi pensato di fare una cronaca-duetto, anche se poi i cantanti hanno fatto un po’ come gli pareva. Ad esempio Raphael Gualazzi ha deciso di duettare con il suo ingombrante disagio psichico. Nella cronaca che segue troverete dunque i commenti di Fabry e quelli miei (i miei saranno in grassetto, se no Fabry si offende soprattutto ora che tutti gli avete detto che è dimagrito e che sta bene con il nuovo taglio di capelli).

Sigla.

Sanremo, quarta serata.

Anche oggi vi proponiamo un piccolo speciale sul Festival di Sanremo, un po’ perché ci piace, un po’ perché ho costretto il Signor Ponza a farmi giocare alla blogger compulsiva. Detto questo, vi propongo la mia visione di questa serata dedicata alla storia della Kermesse che io adoro tantissimo, se non si fosse capito. Io fate conto che mi ero già fatto il mio programmino di guardare Milan – Parma e subito dopo andare a letto fino a quando ho ricevuto l’sms di Fabry che mi proponeva di fare la cronaca e quindi ho iniziato a bestemmiare come un turco e alla fine, per sfinimento (e pensando al numero di visite che si impenna), ho detto sì lo faccio molto volentieri, anzi ne sono onorato.

Credo che l’anteprima del Festival sia una cosa abominevole, utile come i preliminari con una prostituta. Ma penso che serva a permettere alle truccatrici di togliere venticinque anni di rughe alla Littizzetto. Vedere Mike Bongiorno nelle reclams comunque è un colpo al cuore, io in lacrime come quando è morta Diana. Se vedo un’altra volta lo spot della Fiction su Domenico Modugno spacco la televisione.

La scenetta retrò con l’effetto bianco e nero dimostra quanto Fabio Fazio dovrebbe lavorare in una miniera di carbone bulgara. Luciana Littizzetto questa sera ci delizia con una sfilata dei vestiti migliori indossati nelle scorse edizioni. Vestiti storici la serata che ricorda la storia del Festival? Avanguardia pura! Ci lanciamo poi nell’analisi di qualche testo del passato. Il tutto non fa ridere, andiamo sul balcone a fumare una sigaretta? Un giorno infatti qualcuno mi spiegherà perché Fabio Fazio sia considerato un genio della televisione, nonostante quell’imbarazzante faccia che reclama schiaffi, e la Littizzetto simpatica. Anche mio cugino di due anni è capace di dire una parolaccia nel mezzo di una cena e far ridere tutti i presenti.

Malika Ayane si presenta con una canzone di Del Turco, Cosa hai messo nel caffè. Spero che non sia la stessa cosa che hai messo nella tinta perché altrimenti siamo fottuti. Nel complesso non mi dispiace, l’esibizione è carina e ci sono anche due ballerini boni. Dolce. Malika andrebbe presa, portata dal parrucchiere prima e subito dopo dal chirurgo ad amputare le mani, ché se non smette di muoverle come una conduttrice del TG3 L.I.S. gliele stacco io. Basta di muovere le mani, Malika, Basta, BASTA, BASTA!

Daniele Silvestri canta una stupenda canzone di Lucio Dalla, Piazza Grande. Un look che la domenica pomeriggio potete ritrovare sotto i portici a Bologna dove spacciano la droga. Lucio Dalla comunque perdonalo. Daniele Silvestri è secondo me la dimostrazione che se uno a 40 anni suonati smette di fare lo studente fuori corso che va in manifestazione il sabato mattina e si cura un po’ nell’aspetto diventa il DILF che tutti noi vorremmo essere.

Entrano in scena Nicola Piovani, Eleonora Abbagnato, Serena Dandini, Claudio Coccoluto, Rita Marcotulli, Paolo Giordano, Neri Marcorè e Nicoletta Mantovani che sono la giuria di qualità di questa edizione chiamata questa sera ad esprimere il proprio voto per i Giovani. (Un paio di nomi me li sono persi perché la Giancarla si lamentava del volume della televisione.) Nemmeno questa sera comunque mi hanno chiamato. Insomma, è salito sul palco tutto il palinsesto di Rai Tre e del Concertone del Primo Maggio (Anna Oxa, ti dobbiamo delle scuse).

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