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Il blog del Signor Ponza

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#XF10 Live

#XF10 mostra i muscoli: si parte coi live

Sarà che Fedez ormai su Instagram e Snapchat mostra i muscoli un giorno sì e l’altro pure (e chi siamo noi per dirgli di non continuare a farlo), ma la

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The Voice of Ponza – Live Show 4a puntata: The Voice of Ormone delle Casalinghe

Questa sera commenterò la puntata di The Voice, dopo la magistrale supplenza di settimana scorsa di Fabry, dilaniato da un dilemma interiore: seguire Eurovision Song Contest o Raffaella Carrà? Alla

The Voice of Ponza – Live Show 2a Puntata: The Voice of Carolina Di Domenico

The Voice of Ponza (app)

Amiche. Amici. Fan di Raffaella Carrà. Sono tornato dopo la mia settimana di assenza e la puntata di The Voice of Ponza magistralmente curata dal mio supplente aka Fabry. So benissimo che, come succede a scuola, vi siete già innamorati di lui, ma il mio ruolo è quello di insegnante stronzo (anche nella vita) e da questa settimana si torna a studiare che oggi interrogo. Chi si offre volontario per spiegarmi le regole di questi live show? Sappiate che non sono accettate risposte diverse da “è un regolamento pazzesco, avvincente, che tiene incollati allo schermo cancellando tutta la noia delle battles“.

La puntata comincia nel peggiore dei modi: con Fabio Troiano e i suoi sorrisi sforzatissimi. Come se non bastasse, il conduttore sottolinea che lo show è in diretta guardando l’orologio e dicendo che ore sono. In un solo colpo siamo tornati negli anni ’90.

Per fortuna arrivano i coach, che sono l’unica cosa che mi sta simpatica in The Voice, Cocciante compreso. Giuro che se Troiano sorride ancora gli spacco i denti. L’ingresso è trionfale, soprattutto quello di Raffaella Carrà che, con il suo medley, trasforma in pochi secondi lo studio in una serata estiva a Torre del Lago.

Cocciante esaltato

Il primo team in gara questa sera è il Team che tenerezza mi fa Cocciante. Riccardo decide di rendere omaggio alla più grande artista italiana vivente (dopo Raffaella Carrà) cantando con i suoi ragazzi la cover di Io canto. (Il primo che nei commenti mi spiega che la canzone è in realtà di Cocciante vince Fabio Troiano a casa per una settimana che gli sorride). Elhaida Dani ha il compito di rompere il ghiaccio con All By Myself, una canzone inno mondiale delle donnemerda. All’inizio c’è qualche incertezza, poi migliora anche perché a urlare siamo capaci tutti, ma direi che tutto sommato la porta a casa. Donato Perrone ci fa ballare come le matte cantando Long Train Running. Io spero che lui vinca perché è amico di un mio amico di blog, quindi non si discute. Mattia Lever si cimenta con Angels di Robbie Williams. Premesso che ci sono alcune mie conoscenti che hanno più barba di Mattia, la sua non completa maturità artistica viene fuori tutta da questa esecuzione senza anima e soprattutto senza inglese. Insomma, mi ha fatto scagare.

Ultima del quartetto è Federica Celio con Oh che sarà di Fiorella Mannoia. Una versione raffinata come piace a noi radical chic di sinistra che frequentiamo i salotti e i corridoi del Palazzo. La busta nella persona della busta decide che il primo a passare alla fase successiva è Mattia Lever. Mentre Riccardo Cocciante nella persona di Riccardo Cocciante sceglie Elhaida.

Push the bottom s01e03 – BASITI

Push the bottom

Un altro round di battaglie è terminato e un altro scoglio(namento) è stato sorpassato, in attesa dei Live Show che noi tutti ci aspettiamo frizzanti e pirotecnici, in grado di cancellare in un sol colpo la noia di queste puntate, ma soprattutto di eliminare definitivamente dalle nostre teste l’immagine degli orrendi pantaloni del pigiama di Fabio Troiano. Come ogni sabato, io e i miei amici Annabelle Bronstein, Fabry e Filodrama ci troviamo attorno a un tavolo a sorseggiare Long Island e a sparare cattiverie sulle nostre amicizie in comune. Tra un gossip e l’altro commentiamo anche la puntata di The Voice della sera prima, che potete sempre recuperare qui brillantemente commentata dal sottoscritto. Ma ora lascio la parola ai quattro coach di Push the bottom.

Team Filodrama – Team Cocciante

Riccardo Cocciante

Sarà la mancanza di Jessica Morlacchi, sarà l’assenza dell’umiliazione di Daniele Vit, ma sbaglio o la qualità media delle battles ha subito un tracollo sconvolgente da una puntata all’altra? Com’è come non è, il secondo turno è stato un 50 sfumature di merda che ve lo spiego proprio: il ritmo di un blando che ciao, l’allestimento che proprio ormai non se ne può più, Troiano coso che se lo vedo sul marciapiede lo investo con la macchina, e poi i giudici di una mosceria che piuttosto referirei rivedermi tutta l’ospitata di Bianca Balti a Sanremo.

Per quanto riguarda il #teamcocciante dobbiamo dire addio alla nostra coppia twincest preferita, che ci saluta e ci aspetta in VHS nelle migliori edicole della circonvalla: lo sfidone ha infatti visto trionfare TALE Mattia Lever, il minorenne ex Antonella Clerici che grazie alla sua voce equivoca e ai favori della sua concubina Kekko (che s’è sperticato di complimenti in fase di tutoring) ha conquistato il nostro Riccardino, il quale però c’ha tenuto a dire che ama le anime di tutti. Praticamente hanno vinto tutte e i livelli di tensione omosex hanno raggiunto soglie che non si raggiungono neanche negli studi di Maria. Altro momento di sfida top vs. bottom è stato lo scontro tra Lorenzo e Alessio, che praticamente riducono a brandelli The Show Must Go On: tra i due la spunta l’ottuagenario Lorenzo, che chiaramente non diventerà mai popstar per sopraggiunti limiti di età, ma che tutti noi abbiamo apprezzato in un modo o nell’altro. Alessio ha usato più svirgoli lui in questa canzone che Giorgia in tutta la sua discografia, quindi io in un certo senso amerey anche, sta di fatto che non puoi chiudere il chorus della canzone dei Queen con una nota che dura 25 secondi: NON SEI MICA LA CHRISTINA AGUILERA! Comunque vi prego ditemi che le Battles terminano qui perché io non potrei sopravvivere ad altre registrazioni. A voi studio!

Team Signor Ponza – Team Carrà

Raffaella Carrà

Siccome sono una persona vera con dei sentimenti veri e dove sono miei sigaretti? questa settimana mi tocca muovere qualche critica al giudice più amato da tutta San Francisco. La Raffa Nazionale è stata infatti protagonista di qualche decisione quantomeno discutibile. Un esempio su tutti è la scelta di Manuel e del suo naso, diciamo così, pronunciato ai danni di Noemi Smorra. Che non solo aveva un’ugola niente male, ma soprattutto aveva un cognome che mi avrebbe permesso di scrivere post da qui all’inizio della prossima edizione di X Factor. Al di là di questo, mi è piaciuta poco anche la deriva defilippiana che la Carrà ha intrapreso con la sfida successiva tra Veronica e Daphne, due ragazze che hanno perso la madre. Anche perché se voglio piangere allora tanto vale che giro sulla tv del dolore del sabato o della domenica pomeriggio. E infatti poi questa battaglia la vince Veronica che non solo ha perso la mamma, ma anche il papà. En plein proprio. Fortunatamente poi il mio giudice preferito si riprende e all’ultima sfida della serata decide di portare ai live show Pamela che io sinceramente in questo momento non ricordo nemmeno chi sia, ma sto copiando spudoratamente dal mio post di ieri. Concludo lanciando un appello agli autori: per le prossime puntate vogliamo meno tv del dolore, più ritmo, ma soprattutto sangue tra i giudici. Grazie.

#XF6 Live Puntata 1: Moige dove sei quando servi?

Ok, il giovedì è ufficialmente il giorno di #AskFabry, ma per noi che ci facciamo ancora estorcere ogni mese il pizzo da Sky il giovedì significa anche X Factor. Dopo quattro puntate dedicate alla demolizione psicologica selezione dei candidati, è arrivato il momento della gara vera e propria, quella che condurrà uno degli artisti o dei gruppi vocali (credeghe) alla conquista della sagra della porchetta mercato discografico.

Si inizia con Alessandro Cattelan vestito come un tappeto da biliardo (o hostess Alitalia, fate voi) e un giusto omaggio alla vincitrice della scorsa edizione, Francesca Michielin. I cantanti in gara quest’anno fanno da coristi sullo sfondo, ottenendo così un assaggio di quella che, nella migliore delle ipotesi, sarà la loro carriera futura. L’omaggio a Francesca si trasforma presto in un omaggio al superospite della serata: Robbie Williams. Non so voi, ma l’ultima volta che ne avevo sentito parlare, l’ex Take That si travestiva da gorilla per nascondersi dagli alieni nella campagna inglese. Canta uno dei miei cavalli di battaglia a Sing Star, ossia Let Me Entertain You.

Segue l’ingresso dei giudici. Arisa elegante in nero, Morgan barocco in bianco (in faccia e sotto il naso), Simona con taglio di capelli sbarazzino che cancella il look matrona dello scorso anno e Elio in versione punk con cresta rossa. Cattelan ci ricorda che quest’anno si può praticamente votare in qualsiasi modo: via Facebook, via Twitter, via app per iPhone o Android, via SMS, via decoder Mysky, ma anche inviando un piccione viaggiatore, un segnale di fumo (attenti però al fumo che usate: potreste trovarvi Morgan sulla porta di casa), una scoreggia o un rutto.

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