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Il blog del Signor Ponza

riccardo cocciante

The Voice of Ponza – Live Show 1a Puntata: The Voice of Fabry

The Voice of Ponza

Per questa puntata c’è qualcosa di speciale nell’aria, il nostro buon Signor Ponza si trova all’estero impegnato in un’operazione diplomatica (AKA è in Liguria al mare come tutte le milanesi orrende) e quindi io, che sono convalescente lo sostituisco molto volentieri non avendo niente di meglio da fare.

La puntata si apre con una performance live dei quattro giudici featuring Patti Smith. Non so se sia più agghiacciante Raffaella Carrà che canta dal vivo o i pantaloni di pelle di Piero Pelù che lasciano poco all’immaginazione. A presentare il tutto non bastava Troiano, quell’essere inutile, ma la produzione nella figura della produzione ha ben pensato di aggiungere quella fica lessa di Carolina di Domenico. Detto questo, vi lascio con la mia cronaca della puntata accompagnato dai miei amici di twitter che riescono sempre a declinare gli insulti quasi meglio di me.

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The Voice of Ponza – Battles 2a Puntata: The Voice of Non vorrei essere nei tuoi panni

The Voice of Ponza (app)Bentornati cari amici del giovedì sera (che però leggete questo post il venerdì mattina, o comunque da venerdì in poi) a un nuovo scoppiettante appuntamento con The Voice of Ponza. Io ve lo dico, se il ritmo è come settimana scorsa, travolgente quanto un romanzo di Zafon (perché diciamocelo una volta per tutte, i suoi libri sono davvero sopravvalutati), io abbandono The Voice. E lo stesso farò se i giudici pronunceranno per più di cinque volte la frase “Non vorrei essere nei tuoi panni…”. Queste le mie regole. Per le regole delle battles e i nomi dei giudici ospiti vi rimando al post di settimana scorsa, perché tanto è tutto registrato e non è cambiato niente. Nemmeno i vestiti dei giudici.

In Rai c’è così tanta crisi che non solo non fingono nemmeno di far cambiare i quattro coach, ma ripropongono lo stesso identico filmato di ingresso dei giudici di settimana scorsa. Ideatore di The Voice, se stai guardando ti prego non ti suicidare. Ma partiamo con la gara.

Raffa applaude

Marsela vs Nausicaa. I duelli questa settimana cominciano dal Team Sforbiciata Noemi. La canzone scelta è No One di Alicia Keys e io mi sono già distratto cercando su internet gif da inserire nel post.  Quindi ricordiamo che Marsela viene dalla favela di Durazzo, mentre Nausicaa si è vestita come se avesse appena finito di lavare i pavimenti del bagno di casa. Come vedete, qui si commenta sempre e solo la qualità delle esibizioni. Per Noemi sono state perfette tutte e due, ma a casa torna Marsela. Passa Nausicaa.

Cristina vs Yasmin. Il team tutto rock e tutto peli sotto l’ascella di Piero Pelù ci propone la sfida tra due pezzi da novanta, anche se novanta potrebbe essere un numero troppo basso. Il pezzo scelto è Ti sento dei Matia Bazar e le due sfidanti je danno dentro di voce che Christina Aguilera è a casa a vergognarsi. Dalla regia (Twitter) suggeriscono che Cristina, per il suo outfit, ha preso liberamente spunto dalle decorazioni natalizie e da Marisa Laurito. Ed è proprio l’albero di Natale che viene scelto per approdare ai live show.

Noemi vs Manuel. Fa il suo debutto per questa sera anche il Team Frosh Carrà. L’esecuzione è piuttosto imbarazzante e non so chi sia peggio dei due, oppure se sia solo peggio il naso di Manuel. Un brivido mi ha percorso tutta la schiena quando l’ingresso di Noemi SMORRA è stato annunciato nel casino generale ed è sembrato tutt’altro. Antonellina mi leggi? Raffaella Carrà sceglie Manuel e io basito.

Britney shock

Alessio vs Lorenzo. Questi due componenti del Team Cocciante sembrano più che altro braccia rubate alla carpenteria della Brianza. Viene loro assegnata The Show Must Go On dei Queen che è quoziente di difficoltà 19 su una scala che va da 1 a 5. Sentire Kekko dei Modà che parla dei Queen equivale poi a una tripla bestemmia carpiata. Speriamo che questo calvario passi in fretta. Durante l’esibizione si insinua in me il dubbio di aver sbagliato canale visto che l’esecuzione assomiglia più a una performance de La Corrida. #RipMaestroPregadio. Cocciante sceglie Lorenzo, che almeno sa parlare l’italiano, guardiamo il lato positivo.

The Voice of Ponza – Battles 1a Puntata: The Voice of Quanto mancaaaaaaaa

The Voice of Ponza

Sembra incredibile, ma siamo finalmente giunti a una nuova fase di The Voice. Abbandonate le blind auditions e soprattutto gli abiti ormai rancidi dei quattro giudici per le prime quattro puntate, si apre questa sera la fase delle battaglie. Vorrei subito raffreddare gli entusiasmi di chi si attende duelli in stile Celebrity Death Match, con sangue e teste mozzate: questa sera i concorrenti di ciascuna squadra si sfideranno tra di loro a colpi di ugole e svisate e sarà proprio il loro coach a decidere chi passerà alla fase successiva e chi tornerà nell’anonimato “non ti preoccupare è un no per The Voice, ma un sì nella vita”.

Udite udite i quattro giudici questa sera non solo cambieranno i vestiti, ma saranno anche affiancati da quattro ospiti d’eccezione. Riccardo Cocciante ha scelto i Modà, giocandosi quei punti simpatia che si era faticosamente conquistato nelle puntate precedenti; Noemi sarà affiancata da Mario Biondi, che dopo aver cantato la sigla del Commissario Rex credo sia stato radiato dall’albo degli artisti; Raffaella Carrà ha chiamato l’amico Gianni Morandi al grido di “ROTTAMAZIONE e COPROFAGIA!”, mentre Piero Pelù ha voluto accanto a sé Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. Voi dite quello che volete ma se io sento “Godano” penso solo al Gadano di Passaparola. E ricordo che siamo tutti Letterine.

Raffaella si riprende subito sfoggiando un look pazzesco con tanto di zinne in bella mostra che altro che GILF.

Raffaella Carrà Dance

Stefania vs Marianna. La Raffa, che ormai da secoli sa come si fanno soldi sulle spalle dei gheis, sceglie come canzone The Edge of Glory di Lady Gaga. Siamo sicuri che il regolamento non consenta di eliminarle entrambe? Einvece passa Stefania.Lady Gaga

Savio vs Denny. 2098 anni in due, ma ovviamente qui si tifa per l’autore dell’indimenticata Single. Duellanno sulle note di Crazy dei Gnarles Barkley, come deciso dal loro coach Piero Pelù, sempre più coatto. Roba che se lo incontrassi per strada dopo la mezzanotte probabilmente metterei mano allo spray al peperoncino. La battaglia finisce a colpi di sviso in faccia e inaspettatamente vince Denny, visto che Savio aveva la stessa presenza scenica di un attaccapanni.

Jessica vs Maria Teresa. Il Team Cocciante comincia con un pezzo da novanta. E no, non sto parlando della canzone (Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler), ma parlo di Jessica Morlacchi dei Gazosa. Sorvolerò sugli istinti violenti che la visione di Kekko dei Modà mi provoca. Cocciante recupera punti simpatia e sceglie Jessica, mentre Maria Teresa e i suoi genitori, per il ciclo “Sappiamo accettare una sconfitta” sono pronti a buttarla sulla sceneggiata e il melodramma.

Push the bottom s01e01 – Blind Auditions

Push the bottom

Benvenuti alla prima puntata di Push the bottom, il talk show di approfondimento su The Voice che andrà in onda tutti i sabati. In studio con me ci sono, rigorosamente in ordine alfabetico, Annabelle Bronstein, Fabry e Filodrama. Insieme a loro commenteremo in modo professionale, con l’occhiale calato a metà sul naso, le performance e l’operato dei quattro giudici. Il funzionamento è molto semplice: ciascuno di noi ha scelto (dopo esserci tirati i capelli a vicenda) un giudice che seguirà ogni settimana anche nei camerini per poi esprimere un giudizio sulla sua squadra di voci o sul suo operato o sul suo look o su quel cavolo che ci pare.

Se vi siete persi la puntata di giovedì sera non temete: la potete recuperare qui.

Ma ora spazio alla giuria.

Annabelle Bronstein – Team Noemi

Noemi

Dunque dunque io ho scelto di seguire la Noemi. Adesso nella fattispecie Noemi è sicuramente quanto di più si avvicina ai miei gusti musicali tra i giudici presenti. Sicuramente ha avuto una carriera breve, ma oramai sapete meglio di me quanto sia poco importante l’esperienza. Soprattutto in reality del genere. Certo è che il meccanismo vince in maniera schiacciante rispetto a molti altri reality musicali e questo il pubblico sovrano lo ha ben capito visto il successo anche negli ascolti.

Ecco quello, che meno mi convince di Noemi è sicuramente la coda di triceratopo morto che si porta appresso. Insomma mia cara credo sia giunto il momento di apportare un serio e definitivo taglio al dreadlock che ingiustamente continui a sfoggiare come se fosse una cosa di cui andarne fieri. Anyway, Amy Winehouse Buonanima io ho deciso che se al primo live non te lo sei ancora tagliato via ti aspetto fuori dagli studi della Rai e ti lancio un litro di Amuchina.

Detto ciò, sono del parere che il grande apparato Rai poteva prevedere almeno un cambio d’abito per la mia coach che in quattro puntate ha sfoggiato lo stesso look, come se non esistessero docce o outfit. In ogni modo è tutta colpa di un serrato montaggio, ma a me piace attribuire tutta la colpa a Noemi. Per quanto riguarda la sua squadra la trovo altamente equilibrata. Noemi ha giustamente e accuratamente fatto delle scelte prettamente gigione. Ha un parterre di voci equilibrato e adatto sia al pop che al rock. Non ha disdegnato i musicisti e si è scelta artisti relativamente giovani, rispettando a pieno il target del programma. Sono certo fin da ora che la voce vincitrice potrebbe nascondersi tra i suoi concorrenti. Anche se è arcinoto che il televoto è un ribaltone continuo. I miei preferiti? Sicuramente Jacopo Sanna e Diana Winter. Salvo per un pelo anche Francesca Monte. Non mi sarei girato sicuramente per Giuseppe Scianna, Flavio Capasso e Silvia Capasso. Anche se un po’ mi farebbe strano. Insomma, di norma, io, mi giro sempre.

Fabry – Team Pelù

Piero Pelù

Mi trovo scaraventato nel mondo dello show business dal mio amato Signor Ponza per commentare l’operato del giudice che mi è stato assegnato: Piero Pelù. Devo prima fare delle premesse che giustificheranno almeno parzialmente il mio scritto odierno. Diciamo che ho seguito il programma in maniera un filo discontinua, diciamo anche che delle quattro puntate andate in onda ne ho vista praticamente solo una. E mi ha fatto cagare. Scusate ma io le cose le devo dire come mi vengono in mente, io sono una persona genuina che prova emozioni vere e mi dovete immaginare al mercato del pesce di Acerra mentre urlo che voglio il capitone. Ovviamente ho recuperato per voi le puntate messe a disposizione dalla rete, e vi propongo di seguito il mio insindacabile giudizio.

The Voice of Italy – Blind Auditions 1a Puntata: The Voice of the L Word

Non ero così eccitato per l’inizio di un programma tv dalla prima puntata di Survivor condotto da Benedetta Corbi e Pietro Suber. Ricordiamo tutti (o forse no) che fine ha fatto il programma, quindi. The Voice, in realtà, è stato un successo praticamente in tutto il mondo e noi Italiani, per non essere da meno, siamo pronti a fare floppare di questo programma un grande successo. Benvenuti quindi alla prima (ed ultima?) puntata di The Voice of Signor Ponza.

The Voice of Italy

Devo ammettere di essere poco preparato sul format, quindi scoprirò tutto con voi commentando in diretta. Non sentite la suspense? Io non sto più nelle mutande.

L’unica cosa che so di sicuro è l’identità dei quattro giudici, quattro personalità conosciute e invidiate in tutto il mondo: Raffaella Carrà, il suo caschetto biondo, il suo ombelico e il suo carisma. Accanto a loro poi ci sono anche Piero Pelù, Noemi e Riccardo Cocciante. Facciamo dunque un breve ripassino sul loro CV recente.

  • Raffaella Carrà: la storia della televisione e della musica italiana. Una scelta che Raidue ha voluto fare per catturare indubbiamente il pubblico di giovani eterosessuali.
  • Riccardo Cocciante: colui che per contratto non può aprire la bocca per più di un centimetro e deve tenere le vocali rigorosamente chiusissime. Dopo gli ultimi anni dedicati alle ópére pópólari (guai a chiamarli musical!), torna in televisione.
  • Piero Pelù: ex frontman dei Litfiba, ex solista, nuovamente frontman dei Litfiba anche perché DJ Cavallo, colui che l’ha sostituito temporaneamente nei Litfiba, come sapete è oggi implicato in vicende legate a tortellini e polpette IKEA. Lo ricordiamo tutti per successi del calibro di Bomba Boomerang o Toro Loco.
  • Noemi: dopo aver partecipato ad X Factor come concorrente, passa dall’altro lato del tavolo e veste i panni del giudice. Ancora nessuno ha avuto il coraggio di dirle che il colore dei suoi capelli fa cagare e si trova solamente nei manga.

Raffaella Carrà

Apprendo che stasera ci sono le cosiddette blind auditions, ossia provini durante i quali i giudici sono girati di spalle rispetto al palco e non vedono chi si sta esibendo.  In base alla sola voce devono decidere se pigiare il bottone, segnalando di volerlo nella propria squadra, oppure stare fermi indicando la volontà di rispedire il candidato a servire Big Mac Menù Medi al McDonald’s di Rozzano. Nel caso in cui più di un giudice decidesse di girarsi, sarà quindi il cantante a decidere di quale squadra vuole far parte. Ho stato spiegato?

La regia del programma si distingue subito per l’elevata qualità, roba che in confronto i filmini dei matrimoni di Castellamare di Stabia sono candidabili a dodici premi Oscar.

Nel solco della tradizione televisiva italiana, si inizia subito con un po’ di casistica umana. Stefania  vive a Londra e ha avuto un’infanzia difficile (=lesbica). Viene selezionata e sceglie di far parte della squadra della Carrà (=lesbica). Tania invece viene scartata e giù lacrime, con tutti i quattro giudici che le si stringono attorno per tirarle su il morale. Non sono passati nemmeno dieci minuti dall’inizio e sembra già una puntata di C’è posta per te quando l’ospite decide di non aprire la busta.

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