636677.8dd5717.d2017444d5964f338385d63985e4c44b
Il blog del Signor Ponza

team cocciante

Push The Bottom s01e05 – L’insostenibile assenza di Jessica Morlacchi

Push the bottom

La scorsa settimana ci siamo presi una pausa in segno di protesta nei confronti della regia e degli autori di The Voice. Gli effetti della nostra protesta si sono visti e il live show ci è sembrato tutto sommato più piacevole delle battles, quindi torniamo sulle nostre poltrone e ci prepariamo a sfoderare i nostri giudizi sulla puntata di ieri sera che potete sempre e comunque rivivere nel mio spumeggiante post (con tanto di citazione in diretta di un mio tweet).

Team Annabelle Bronstein – Team Noemi

Noemi

Miei cari amici scrivere di The Voice è sempre più appassionante. Così come scrivere di Fabio Troiano e della sua irriverente verve. A me da solo un’incontenibile voglia di buttarmi dalla prima finestra utile. Violentemente. Come se non ci fosse un domani.

Noemi. Mia cara Noemi. Cosa vogliamo fare? Vogliamo sistemare questo look? Vogliamo darci pace? Vogliamo capire la direzione giusta? Non so magari verso un bel team di lookmaker di livello? Basta questi improbabili look imbarazzanti che mia nonna sei pazzescah. Basta la permanente. Basta questo mood noi siamo i ragazzi giovani e ci divertiamo. Ecco forse questo è già avvenuto, perché la mia coach ha fatto una seconda puntata un po’ sottotono e anche durante la sua esibizione di Vuoto a Perdere non ha per niente esaltato. Condivido, infine, la scelta su Diana Winter. Pezzo unico che convince sempre.

Altro momento iconico la Carrà. Sempre più Carramba alike, e sempre più icona, ma talmente icona che Madonna levati ASAP. Oppure levate Troiano e lasciate Carolina Di Domenico per sempre, che davvero è l’unica capace di gestire una conduzione che abbia una dignità.

Annunci

The Voice of Ponza – Live Show 2a Puntata: The Voice of Carolina Di Domenico

The Voice of Ponza (app)

Amiche. Amici. Fan di Raffaella Carrà. Sono tornato dopo la mia settimana di assenza e la puntata di The Voice of Ponza magistralmente curata dal mio supplente aka Fabry. So benissimo che, come succede a scuola, vi siete già innamorati di lui, ma il mio ruolo è quello di insegnante stronzo (anche nella vita) e da questa settimana si torna a studiare che oggi interrogo. Chi si offre volontario per spiegarmi le regole di questi live show? Sappiate che non sono accettate risposte diverse da “è un regolamento pazzesco, avvincente, che tiene incollati allo schermo cancellando tutta la noia delle battles“.

La puntata comincia nel peggiore dei modi: con Fabio Troiano e i suoi sorrisi sforzatissimi. Come se non bastasse, il conduttore sottolinea che lo show è in diretta guardando l’orologio e dicendo che ore sono. In un solo colpo siamo tornati negli anni ’90.

Per fortuna arrivano i coach, che sono l’unica cosa che mi sta simpatica in The Voice, Cocciante compreso. Giuro che se Troiano sorride ancora gli spacco i denti. L’ingresso è trionfale, soprattutto quello di Raffaella Carrà che, con il suo medley, trasforma in pochi secondi lo studio in una serata estiva a Torre del Lago.

Cocciante esaltato

Il primo team in gara questa sera è il Team che tenerezza mi fa Cocciante. Riccardo decide di rendere omaggio alla più grande artista italiana vivente (dopo Raffaella Carrà) cantando con i suoi ragazzi la cover di Io canto. (Il primo che nei commenti mi spiega che la canzone è in realtà di Cocciante vince Fabio Troiano a casa per una settimana che gli sorride). Elhaida Dani ha il compito di rompere il ghiaccio con All By Myself, una canzone inno mondiale delle donnemerda. All’inizio c’è qualche incertezza, poi migliora anche perché a urlare siamo capaci tutti, ma direi che tutto sommato la porta a casa. Donato Perrone ci fa ballare come le matte cantando Long Train Running. Io spero che lui vinca perché è amico di un mio amico di blog, quindi non si discute. Mattia Lever si cimenta con Angels di Robbie Williams. Premesso che ci sono alcune mie conoscenti che hanno più barba di Mattia, la sua non completa maturità artistica viene fuori tutta da questa esecuzione senza anima e soprattutto senza inglese. Insomma, mi ha fatto scagare.

Ultima del quartetto è Federica Celio con Oh che sarà di Fiorella Mannoia. Una versione raffinata come piace a noi radical chic di sinistra che frequentiamo i salotti e i corridoi del Palazzo. La busta nella persona della busta decide che il primo a passare alla fase successiva è Mattia Lever. Mentre Riccardo Cocciante nella persona di Riccardo Cocciante sceglie Elhaida.

The Voice of Ponza – Live Show 1a Puntata: The Voice of Fabry

The Voice of Ponza

Per questa puntata c’è qualcosa di speciale nell’aria, il nostro buon Signor Ponza si trova all’estero impegnato in un’operazione diplomatica (AKA è in Liguria al mare come tutte le milanesi orrende) e quindi io, che sono convalescente lo sostituisco molto volentieri non avendo niente di meglio da fare.

La puntata si apre con una performance live dei quattro giudici featuring Patti Smith. Non so se sia più agghiacciante Raffaella Carrà che canta dal vivo o i pantaloni di pelle di Piero Pelù che lasciano poco all’immaginazione. A presentare il tutto non bastava Troiano, quell’essere inutile, ma la produzione nella figura della produzione ha ben pensato di aggiungere quella fica lessa di Carolina di Domenico. Detto questo, vi lascio con la mia cronaca della puntata accompagnato dai miei amici di twitter che riescono sempre a declinare gli insulti quasi meglio di me.

Push the bottom s01e04 – Grazie a Dio sono finite

Push the bottom

Mentre in Parlamento è in atto uno psicodramma che MANDIAMOLI TUTTI A CASA!!!11!!1!1!, qui su Così è (se vi pare) ci occupiamo delle cose veramente importanti, ossia The Voice. Che fortunatamente conclude questa soporifera fase della battles e ci consegna da giovedì prossimo ai live shows. Sul regolamento delle prossime puntate, confesso tutta la mia ignoranza, ma c’è tempo per studiare. Nel frattempo, prima di lanciare la linea ai coach di Così è (se vi pare), vi ricordo che potete leggere il riassunto (con i migliori tweet) della puntata qui.

Team Signor Ponza – Team CarràRaffaella Carrà

Adesso facciamo un gioco. Io vi elenco i nomi dei componenti del Team Carrà che accedono alla fase dei live shows: Stefania Tasca, Paola Licata, Matteo Lotti, Manuel Foresta, Veronica De Simone, Pamela Lacerenza, Emanuele Lucas e Michelle Perera. Ora voi mi dite se ve ne ricordate almeno uno di questi, perché io no. Insomma, questo per dire che nel format c’è qualcosa che non va e non sto parlando solo dell’inesistente Fabio Troiano (che giovedì è riuscito anche a stoppare l’unico momento divertente della serata).

Io per altro ogni giorno mi pento di essermi imbarcato in questa cosa e rimpiango i tempi di X Factor. Vorrei scusarmi con i miei colleghi di blog (Annabelle, Fabry e Filodrama) e rassegnare le dimissioni.

Spero solo che il prossimo nome per la Presidenza della Repubblica sia Raffaella Carrà.

Team Annabelle Bronstein – Team Noemi

Noemi Scusate. Sto per aprirmi ad una critica seria ed un po’ dura. Ecco, il punto è che probabilmente se The Voice non fosse la versione italiana di quella americana io credo non lo avrei mai visto. Non concepisco più otto ore di giustificazioni e commenti per motivare l’eliminazione dei concorrenti. Non accetto il montaggio orrendo. Non accetto minimamente che per dodici puntate questi debbano portare sempre gli stessi vestiti. Soprattutto Noemi, miei cari. Non sopporto più Fabio Troiano, che si sta dimostrando forse anche peggio di Dj Francesco. Il che è tutto dire. Non concepisco il senso di sceglierne 2857 per poi eliminarli. Povero Cocciante, con tutta la fatica che ha fatto. Non intendo più dilungarmi su quante idiozie abbia detto la Carrà con un accento palesemente inglese. Insomma. Basta. Vogliamo un po’ di brio. Un litigio. Una parolaccia. Uno sbrocco. Un “sei falsa Simona, Cazzo!” random buttato laddove capita. Insomma un po’ di inaspettata spontaneità. Ecco, chiusa parentesi.

Tornando a noi, finalmente abbiamo una squadra. Nonostante Noemi insista a propinarci quel mostriciattolo del suo dreadlock, finalmente possiamo dirsi conclusi l’angustiante fase della formazione del team. Devo ammettere che le lelle hanno dominato in tutta questa prima fase, tanto che alle eliminate la produzione ha regalato buoni in carburante. Detto ciò però le mie preferite nel Team Noemi sono inevitabilmente Diana Winter, Silvia Caracristi, Giuliana Danzè e Chiara Furfari. Ovviamente non capisco perché includere tutti gli altri. Insomma a me sono parsi tutti drammaticamente stonati e fuori luogo. Per non parlare dei look. Insomma, alla Corrida si vestono meglioDetto ciò, in questa puntata tutte le performance mi hanno fatto cagare duro. Scusate la franchezza, ma l’unica che salvo è quella di Elhaida Daini, che è l’unica cantante di un altro team che un po’ rimpiango. (Team Cocciante). Rimango soddisfatto per la presenza di Michelle (Gabriella) Perera, soprattutto per il suo cognome, ed Emanuele Lucas. Innegabile oramai che il Team Pelù sia definitivamente il Team Ormonella. In voga in questi giorni, soprattutto per quanto mi riguarda, ma per esponenti come Timothy per esempio. Ed il pacco dello stesso Pelù. Ad ogni modo la curiosità mi mangia la psiche, in attesa della partenza del Live. Insomma, riusciranno ad essere più pesanti di come lo sono stati fino ad ora?

Ho un brutto presentimento.

The voice of Ponza – Battles 3a Puntata: The Voice of Ultimo sforzo

The Voice of Ponza (app)

Grazie a Dio (quindi grazie a Raffaella Carrà), questa settimana si conclude la parte registrata di The Voice che, sostanzialmente, significa ritmi lenti che neanche nel Sanremo di Giorgio Panariello e soprattutto giudici sempre vestiti allo stesso modo. Settimana prossima ci saranno i live show e noi tutti ci illudiamo che saranno frizzanti e che Fabio Troiano sparisca inghiottito da un buco nero.

Gabriella vs Francesco. Il primo team in gara è il team di Filodrama, ossia il team ogni riccio è un capriccio di Riccardino Cocciante. Che assegna ai due concorrenti in gara Sorry Seems To Be The Hardest Word dei Blue di Elthon John. Io scusate ma i filmati in cui interviene Kekko dei Modà con espressione contrita mi fanno reagire con equilibrio. Tipo così. E niente chiamate la polizia, i carabinieri, l’esercito, il telefono rosa, perché su Raidue stanno violentando una povera canzone. Ritroveremo ai live show Francesco che spero incontri sulla sua via Enzo Miccio, Carla Gozzi, Clio Makeup e anche Amanda Lear ne Il Brutto Anatroccolo.

Gabriella vs Silvia. “Lei è molto grintosa” dice Gabriella parlando di Silvia. Che più che una concorrente sembra una camionista che passava di là per scaricare le confezioni di Golia Active Plus per i product placement. D’altronde ricordiamo che Noemi ha il Team Lesbo (o Team Annabelle Bronstein), ossia quel team che non vorrei mai incontrare da solo in una strada buia di sera. #NoOmofobia. Le loro due voci mi piacciono molto, ma per pure timore che non si sa mai, vorrei che passasse Silvia. La canzone scelta è Gold and Glitter di Rebecca Ferguson. O meglio GOLD E GLIDER. Anche Noemi ha paura e porta ai live Silvia.

Push the bottom s01e03 – BASITI

Push the bottom

Un altro round di battaglie è terminato e un altro scoglio(namento) è stato sorpassato, in attesa dei Live Show che noi tutti ci aspettiamo frizzanti e pirotecnici, in grado di cancellare in un sol colpo la noia di queste puntate, ma soprattutto di eliminare definitivamente dalle nostre teste l’immagine degli orrendi pantaloni del pigiama di Fabio Troiano. Come ogni sabato, io e i miei amici Annabelle Bronstein, Fabry e Filodrama ci troviamo attorno a un tavolo a sorseggiare Long Island e a sparare cattiverie sulle nostre amicizie in comune. Tra un gossip e l’altro commentiamo anche la puntata di The Voice della sera prima, che potete sempre recuperare qui brillantemente commentata dal sottoscritto. Ma ora lascio la parola ai quattro coach di Push the bottom.

Team Filodrama – Team Cocciante

Riccardo Cocciante

Sarà la mancanza di Jessica Morlacchi, sarà l’assenza dell’umiliazione di Daniele Vit, ma sbaglio o la qualità media delle battles ha subito un tracollo sconvolgente da una puntata all’altra? Com’è come non è, il secondo turno è stato un 50 sfumature di merda che ve lo spiego proprio: il ritmo di un blando che ciao, l’allestimento che proprio ormai non se ne può più, Troiano coso che se lo vedo sul marciapiede lo investo con la macchina, e poi i giudici di una mosceria che piuttosto referirei rivedermi tutta l’ospitata di Bianca Balti a Sanremo.

Per quanto riguarda il #teamcocciante dobbiamo dire addio alla nostra coppia twincest preferita, che ci saluta e ci aspetta in VHS nelle migliori edicole della circonvalla: lo sfidone ha infatti visto trionfare TALE Mattia Lever, il minorenne ex Antonella Clerici che grazie alla sua voce equivoca e ai favori della sua concubina Kekko (che s’è sperticato di complimenti in fase di tutoring) ha conquistato il nostro Riccardino, il quale però c’ha tenuto a dire che ama le anime di tutti. Praticamente hanno vinto tutte e i livelli di tensione omosex hanno raggiunto soglie che non si raggiungono neanche negli studi di Maria. Altro momento di sfida top vs. bottom è stato lo scontro tra Lorenzo e Alessio, che praticamente riducono a brandelli The Show Must Go On: tra i due la spunta l’ottuagenario Lorenzo, che chiaramente non diventerà mai popstar per sopraggiunti limiti di età, ma che tutti noi abbiamo apprezzato in un modo o nell’altro. Alessio ha usato più svirgoli lui in questa canzone che Giorgia in tutta la sua discografia, quindi io in un certo senso amerey anche, sta di fatto che non puoi chiudere il chorus della canzone dei Queen con una nota che dura 25 secondi: NON SEI MICA LA CHRISTINA AGUILERA! Comunque vi prego ditemi che le Battles terminano qui perché io non potrei sopravvivere ad altre registrazioni. A voi studio!

Team Signor Ponza – Team Carrà

Raffaella Carrà

Siccome sono una persona vera con dei sentimenti veri e dove sono miei sigaretti? questa settimana mi tocca muovere qualche critica al giudice più amato da tutta San Francisco. La Raffa Nazionale è stata infatti protagonista di qualche decisione quantomeno discutibile. Un esempio su tutti è la scelta di Manuel e del suo naso, diciamo così, pronunciato ai danni di Noemi Smorra. Che non solo aveva un’ugola niente male, ma soprattutto aveva un cognome che mi avrebbe permesso di scrivere post da qui all’inizio della prossima edizione di X Factor. Al di là di questo, mi è piaciuta poco anche la deriva defilippiana che la Carrà ha intrapreso con la sfida successiva tra Veronica e Daphne, due ragazze che hanno perso la madre. Anche perché se voglio piangere allora tanto vale che giro sulla tv del dolore del sabato o della domenica pomeriggio. E infatti poi questa battaglia la vince Veronica che non solo ha perso la mamma, ma anche il papà. En plein proprio. Fortunatamente poi il mio giudice preferito si riprende e all’ultima sfida della serata decide di portare ai live show Pamela che io sinceramente in questo momento non ricordo nemmeno chi sia, ma sto copiando spudoratamente dal mio post di ieri. Concludo lanciando un appello agli autori: per le prossime puntate vogliamo meno tv del dolore, più ritmo, ma soprattutto sangue tra i giudici. Grazie.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: