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Il blog del Signor Ponza

Teatrino politico

Cosmopolis s01e06 – Vi presento gli impresentabili

E insomma questo governo Letta parte subito con il piede schiacciato sull’acceleratore come Vin Diesel e Paul Walker in uno qualsiasi dei Fast and Furious. Si era detto “il governo di servizio”, “il governo del cambiamento”, “facce nuove”, “sobrietà”. E ci ritroviamo oggi con Michaela Biancofiore che a nemmeno 48 ore dalla nomina a Sottosegretario con delega alle Pari Opportunità era già nella bufera. Motivo per il quella Enrico Letta ha deciso di cambiarle la delega, assegnandole quella alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione. Ma Biancofiore è solo la punta dell’iceberg di una serie di scelte quantomeno discutibili nella folta schiera di Sottosegretari e Viceministri di questo governo. Conosciamo alcuni di questi personaggi, con i quali non condividerei nemmeno lo stesso vagone della metropolitana, a cominciare proprio da Biancofiore.

Michaela Biancofiore (ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, ora alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione): già una che si chiama Michaela con l’h messa in mezzo a caso nel nome come i Sonohra ha qualcosa che non va. La bionda amazzone fedelissima di Berlusconi si era precedentemente distinta per aver affiancato il Silvio nazionale in un esilarante siparietto durante un comizio.

Davvero un’ottima idea quella di assegnare a lei le deleghe alle pari opportunità, visto che bastava consultare Wikipedia per ricordarsi che aveva rilasciato dichiarazioni di questo tipo:

Chi va con i trans ha seri problemi e purtroppo qualcuno nasce con una natura diversa, tra l’altro una natura che non ti fa avere una vita facile

Gianfranco Miccichè (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione): se cerchi “Gianfranco Miccichè” su Google il primo suggerimento che viene fuori è “Gianfranco Miccichè cocaina”. Niente di più vero, visto che Google sa tutto di noi. Il buon Gianfranco, infatti, durante una deposizione in tribunale nel lontano 1988 ha respinto l’accusa di essere uno spacciatore, dicendo:

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Cosmopolis s01e05 – NERI.

Quella di ieri avrebbe dovuto essere una giornata di festa, almeno così ci hanno raccontato tutti i giornalisti. Poi qualcuno ha voluto sparare qualche colpo di pistola e il clima è decisamente cambiato. Potrei dire che nei quartieri popolari che si trovano a qualche centinaio di metri da casa mia, quando è una giornata di festa, fanno esattamente la stessa cosa, tirando fuori dall’armadio le pistole da cerimonia e sparando a caso. Ma siccome sono cose serie, è meglio non scherzare.

Nella puntata di questa settimana di Cosmopolis nessuno, tuttavia, mi impedisce di scherzare sulla Lega Nord. Ho già dedicato fiumi di parole per il simpatico partito devoto al Dio Po (ad esempio, qui e qui), ma sento che non saranno mai abbastanza.

Sostenitore Lega Nord

La mia tesi è molto semplice: in oltre 20 anni di vita la Lega Nord non ha mai ottenuto un bel nulla, pur essendo stata al governo diverse volte. Da questo punto di vista, se il Movimento 5 Stelle per molti versi ricorda la Lega dei primi anni, di certo ha ottenuto già molto più risultati: basti vedere il lifting che è stato dato ai Ministri e al programma di governo presentati ieri da Enrico Letta. Ma torniamo al partito di “Roma Ladrona”. Dopo aver abbandonato il mantra “Padania libera” ora ci riprovano con la “macro-regione del Nord”. Che, se tanto mi da tanto, farà la stessa fine dei sogni di secessione di Borghezio e compagnia.

Cosmopolis s01e04 – S&M

Commentare i funerali del Partito Democratico l’elezione del Presidente della Repubblica è un’impresa ardua, soprattutto perché se ne potrebbe parlare per pagine e pagine. Ma siccome è lunedì, la farò breve.

Ho deciso quindi di concentrarmi sul partito più amato dai franchi tiratori e sull’uomo chiamato Carisma che lo guida: rispettivamente il PD e Pierluigi Bersani. Per descrivere il ruolo che hanno avuto in questi giorni durante gli avvenimenti che hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano, farò ricorso a una raffinata metafora.

Praticamente alcuni miei amici mi hanno riferito che esiste un genere di film, piuttosto facilmente reperibili su internet, che si chiama “porno”. Inoltre, mi hanno spiegato che esiste una sottocategoria di questa tipologia di film che si chiama Slave & Master, anche conosciuta come S&M (ed è subito Rihanna feat. Britney). Praticamente significa che durante il rapporto ci sono dei ruoli stabiliti, per cui c’è chi è dominante e assume il ruolo di Master, mentre chi è sottomesso assume il ruolo di Slave. Ed è quindi il Master che ha il controllo completo su quello che si fa, mentre lo “schiavo” subisce in silenzio.

Pierluigi Bersani e il Partito Democratico sono riusciti ad entrare a Monte Citorio (cit. di un deputato del Movimento 5 Stelle) con tutte (o quasi) le carte in mano per essere Master e ne sono usciti da Slave che più sottomessi non ce n’è. In particolare la gigantesca figura di merda il calvario del PD si è articolato in diverse fasi.

FASE 1 – FRUSTINO

Hanno proposto Franco Marini, di intesa con il centrodestra, provocando lo scontento dei militanti della base e soprattutto la spaccatura interna al partito che non ha votato il nome proposto dal Segretario. Ci si è fatti del male, ma è solo l’inizio.

Frustino

Cosmopolis s01e03 – Papa Francesco è Lady Gaga

Ne succedono talmente tante ogni settimana nel pazzo mondo della politica che in confronto la vita di Lindsay Lohan sembra noiosa. Ma siccome voglio rimescolare le carte in tavola, comincerei il post odierno di approfondimento politico parlando di Lady Gaga.

Avete notato che Lady Gaga da qualche tempo è completamente sparita dalle scene? È vero, ha dovuto subire un importante intervento chirurgico. Però il fatto che praticamente da un giorno all’altro sia completamente scomparsa da tutti i media del mondo mi ha insospettito. Fino a pochi mesi fa qualunque cosa facesse, qualsiasi dichiarazione, qualunque gesto compiesse diventava notizia. Ora nulla più. I miei sospetti si sono intensificati da quando sulla scena mediatica internazionale si è affermato un nuovo personaggio, proprio in concomitanza con l’assenza di Lady Gaga: Papa Francesco. Riflettiamoci. Praticamente ogni dichiarazione, ogni gesto, ogni movimento del nuovo Pontefice ha sui mezzi di informazione lo stesso eco che aveva Lady Gaga. E niente, praticamente Papa Francesco is the new Lady Gaga. O addirittura Papa Francesco è Lady Gaga.

Lady Gaga in sedia a rotelle

Questa introduzione mi serviva da un lato per inimicarmi tutta la Sacra Romana Chiesa, dall’altro per ricollegarmi alla puntata precedente di Cosmopolis. Nel raccontarvi il meccanismo perverso del nuovo talent show Amici di Giorgio Napolitano (sabato ho visto invece Amici di Maria De Filippi e il pongoregolamento di quest’anno è davvero molto ma molto ma molto più complesso), avevo fatto cenno alla presenza di un comitato di saggi. Questi saggi sono stati subito criticati perché inutili e bla bla bla, tanto che Napolitano si era anche un po’ risentito. Ora però Papa Francesco ha deciso di fare praticamente la stessa cosa e tutti ad applaudire come se fossimo Danielona del pubblico di Uomini & Donne.

Cosmopolis s01e02 – Amici di Giorgio Napolitano

Bentornati in questo poco regolare (ma soprattutto poco serio) spazio di approfondimento sul panorama politico italiano. Ci eravamo lasciati due settimane fa con l’incantevole Crimi addormentato, ma con il ritmo che sta prendendo questa fase della vita politica nostrana, quelli che rischiano di addormentarsi siamo noi, il popolo sovrano.

Praticamente sono trascorsi quasi due mesi dalle elezioni: nulla si muove, le certezze sono sempre di meno e ogni giorno la trama si infittisce come nella seconda stagione di Lost. Il nostro Paese ha preso una piega che nemmeno le ultime edizioni di Amici. Quelle, per intenderci, in cui non si capisce più niente tra commissioni, squadre, coach, sfide, esami, sbarramenti e guanti di sfida.

Giusto per rimanere in tema, sabato sera Matteo Renzi ha fatto la sua apparizione ad Amici di Maria De Filippi, giubbotto nero di pelle in stile Fonzie e tanti simpatici aneddoti raccontati con quella sexy zeppola che Jovanotti devi solo levarti. Scelta da molti discussa, ma secondo me una volta tanto molto intelligente da parte di un uomo di “sinistra”, visto che il pubblico di Amici alle prossime elezioni voterà tanto quanto quello che sta nei salotti. Matteo Renzi infatti non è del tutto scemo, soprattutto visto che anche lui si appresta a partecipare a questo nuovo grande reality show partito da qualche settimana che si chiama Amici di Giorgio Napolitano.

Matteo Renzi ad Amici

[Fonte]

Come sapete, il nostro Presidente della Repubblica, giunto alla veneranda e rispettabilissima età di 87 anni, non vede l’ora di godersi la pensione in tranquillità, trascorrendo le giornate a fare parole crociate e a vedere le nuove puntate di Beautiful. Per uscire da questa situazione di impasse per cui nessuno vuole prendersi la responsabilità di fare un governo, si è inventato un meccanismo che nemmeno Maria De Filippi con il pongoregolamento dei tempi d’oro che furono.

Expectations vs Reality

Al sottoscritto, forse si sarà intuito, piace molto criticare. I miei post sono una critica continua. I miei articoli sui programmi tv, vedi X Factor o Sanremo, sono critiche acide

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