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Il blog del Signor Ponza

the halcyon days tour

Questione di leaking s01e06 – Ellie Goulding “The Halcyon Days Tour” @ Magazzini Generali, Milano

Matteowolk goes wild, o meglio, live. Evviva, dopo mesi passati a scrivere post in uno scantinato, insieme a quattrocento cinesi che cuciono magliette Dolce&Gabbiana e ai photoshoppatori di Simona Ventura, ho finalmente ottenuto il mio primo incarico sul campo. La ghiotta occasione è il concerto di Ellie Goulding il 24 Aprile ai Magazzini Generali di Milano, uno degli spettacoli più attesi della stagione: neanche ve lo dico quanto son gasato al pensiero di essere il vostro inviato, roba che Alessandra Sardoni deve solamente andare a nascondersi!

EllieMilano

Appena arrivato ai Magazzini Generali la prima cosa a colpirmi è l’eterogeneità del pubblico: tantissimi gay ragazzi giovanissimi, tantissimi gay hipster, tantissime frociarole donne di tutte le età e anche qualche gay e frociarola famiglia al completo. Prima di Ellie Goulding, al suo primo vero e proprio concerto nel nostro paese, sono previsti due gruppi di spalla: Matthew Koma (chi?) e la tamarrissima Charli XCX, che non ve lo sto neanche a dire, aspetto nello stesso modo in cui Adele aspetta il giorno sgarro durante la dieta. Matthew Koma inizia alle 20: se le prime due canzoni di quello che scopro essere il fidanzato di Carly Rey Jepsen non sono niente male (tra queste la collaborazione col dj Zedd Spectrum), le ultime sembrano delle cover di Call Me Maybe e vabbé, Matthew Koma torna pure da dove sei venuto. A questo è il turno di Charli XCX: palesemente in hangover, con l’ombelico di fuori e due zeppe che neanche Geri Halliwell dei tempi d’oro, fa ballare i Magazzini Generali con ben quattro brani tra cui I love it, scritta da lei per le Icona Pop. E ragazzi, nonostante l’acustica tremenda del suo set, non riesco a non amarla.

Alle 21:15 finalmente fa il suo ingresso Ellie Goulding: bella, anzi bellissima, con due occhi dolcissimi che mi fanno venire una voglia immensa di salire sul palco ad abbracciarla. L’apertura è affidata a Don’t Say a Word, si prosegue poi con Halcyon e Figure 8: fin dalle prime note è sorprendente il calore del pubblico che canta a squarciagola ogni singola parola delle sue canzoni fino a quasi coprire la sua voce, tanto che in Guns and Horses fa cantare a noi l’intero ritornello.

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