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Il blog del Signor Ponza

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Suor Cristina, la prima popstar scoperta da Claudia Koll

Rieccoci con L’ora di religione, anche se ormai non c’è bisogno di aspettare questa rubrica perché si parla di religione ovunque. Anzi, questa settimana, in particolare, si è parlato  di

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The Voice of Ponza – Live Show 3a puntata: The Voice of Anche Meno

The Voice of Ponza (app)

Come dice la nostra amica Annabelle “Il dramma è sempre dietro l’angolo”, e questa sera il Signor Ponza mi cede la parola a causa di problemi di natura logistica. Ci scusiamo per il disagio. Mentre io mi sento tanto la Belen di questo blog, la puntata comincia con una bellissima Carolina acconciata come l’ultimo dei Moicani e Troiano con due occhiaie che fanno provincia di disagio e vergogna. La buona notizia è che ad aprire la gara ci sono i bravissimi Bastille che sono tra i gruppi più interessanti del momento, ma che pare abbiano questa sera la gastrite.

Il primo team in gara è quello di Noemi. Questa sera le parrucchiere della RAI si sono visibilmente fumate qualcosa di non legale perché la nostra amica dai capelli rossi ha una sottospecie di cipollotta tenuta insieme dal suo ormai famigerato cagnotto rasta. Passando alla gara, la nostra lella preferita Silvia Capasso, fasciata in una tunica da setta satanica ci delizia con Tutti i brividi del mondo di Anna Oxa. Momento amore arcobaleno con la fidanzata di Silvia che sale sul palco, io e mia mamma ci commuoviamo un po’. Giuseppe Scianna, nuovo testimonial delle serata bear del Borgo, canta La cura e subito il mio pensiero va a questi capolavori così magristralmente stuprati da dilettanti allo sbaraglio che Corrado trafugati la tomba da solo e indignati. Nel mentre ci stiamo tutti addormentando, io e i miei amici di twitter che commentano questa puntata di Karaoke. La terza cantante amica del clito è Diana Winters, che personalmente apprezzo molto, e che questa sera ci fa vivere grandi emozioni con Eppur mi son scordato di te. Un po’ deludente però, anche secondo mia madre che suggerisce di evitare di far cantare a queste giovani promesse della musica solo pezzi rock. Chiudiamo in bellezza, e invece, con Flavio Capasso che sembra anche vagamente chiavabile, ma che una vocale pronunciata correttamente potrebbe anche regalarcela. Stupro dell’inglese, mi sembra di essere a The Voice of Romania.

La cosa più bella della puntata fino ad ora è la pubblicità dei fanghi d’alga GUAM, e ho detto tutto. Non è vero, un applauso anche al corpo di ballo che merita e di cui proponiamo un tweet direttamente da un componente del cast.

 

L’unica e sola Amy Winehouse viene scomodata per questo momento finale che vede il team di Noemi al completo per compiere questo SACRILEGIO. Povera Amy, capisco perché hai cominciato a drogarti. Dopo questo momento di tensione vengono annunciati i vincitori del televoto: si salvano Giuseppe Scianna e Silvia Capasso, solo un nome però verrà pronunciato dalle suadenti labbra di Noemi e quel nome è: Diana! TEAM LELLE.

The Voice of Ponza – Live Show 2a Puntata: The Voice of Carolina Di Domenico

The Voice of Ponza (app)

Amiche. Amici. Fan di Raffaella Carrà. Sono tornato dopo la mia settimana di assenza e la puntata di The Voice of Ponza magistralmente curata dal mio supplente aka Fabry. So benissimo che, come succede a scuola, vi siete già innamorati di lui, ma il mio ruolo è quello di insegnante stronzo (anche nella vita) e da questa settimana si torna a studiare che oggi interrogo. Chi si offre volontario per spiegarmi le regole di questi live show? Sappiate che non sono accettate risposte diverse da “è un regolamento pazzesco, avvincente, che tiene incollati allo schermo cancellando tutta la noia delle battles“.

La puntata comincia nel peggiore dei modi: con Fabio Troiano e i suoi sorrisi sforzatissimi. Come se non bastasse, il conduttore sottolinea che lo show è in diretta guardando l’orologio e dicendo che ore sono. In un solo colpo siamo tornati negli anni ’90.

Per fortuna arrivano i coach, che sono l’unica cosa che mi sta simpatica in The Voice, Cocciante compreso. Giuro che se Troiano sorride ancora gli spacco i denti. L’ingresso è trionfale, soprattutto quello di Raffaella Carrà che, con il suo medley, trasforma in pochi secondi lo studio in una serata estiva a Torre del Lago.

Cocciante esaltato

Il primo team in gara questa sera è il Team che tenerezza mi fa Cocciante. Riccardo decide di rendere omaggio alla più grande artista italiana vivente (dopo Raffaella Carrà) cantando con i suoi ragazzi la cover di Io canto. (Il primo che nei commenti mi spiega che la canzone è in realtà di Cocciante vince Fabio Troiano a casa per una settimana che gli sorride). Elhaida Dani ha il compito di rompere il ghiaccio con All By Myself, una canzone inno mondiale delle donnemerda. All’inizio c’è qualche incertezza, poi migliora anche perché a urlare siamo capaci tutti, ma direi che tutto sommato la porta a casa. Donato Perrone ci fa ballare come le matte cantando Long Train Running. Io spero che lui vinca perché è amico di un mio amico di blog, quindi non si discute. Mattia Lever si cimenta con Angels di Robbie Williams. Premesso che ci sono alcune mie conoscenti che hanno più barba di Mattia, la sua non completa maturità artistica viene fuori tutta da questa esecuzione senza anima e soprattutto senza inglese. Insomma, mi ha fatto scagare.

Ultima del quartetto è Federica Celio con Oh che sarà di Fiorella Mannoia. Una versione raffinata come piace a noi radical chic di sinistra che frequentiamo i salotti e i corridoi del Palazzo. La busta nella persona della busta decide che il primo a passare alla fase successiva è Mattia Lever. Mentre Riccardo Cocciante nella persona di Riccardo Cocciante sceglie Elhaida.

Push the bottom s01e03 – BASITI

Push the bottom

Un altro round di battaglie è terminato e un altro scoglio(namento) è stato sorpassato, in attesa dei Live Show che noi tutti ci aspettiamo frizzanti e pirotecnici, in grado di cancellare in un sol colpo la noia di queste puntate, ma soprattutto di eliminare definitivamente dalle nostre teste l’immagine degli orrendi pantaloni del pigiama di Fabio Troiano. Come ogni sabato, io e i miei amici Annabelle Bronstein, Fabry e Filodrama ci troviamo attorno a un tavolo a sorseggiare Long Island e a sparare cattiverie sulle nostre amicizie in comune. Tra un gossip e l’altro commentiamo anche la puntata di The Voice della sera prima, che potete sempre recuperare qui brillantemente commentata dal sottoscritto. Ma ora lascio la parola ai quattro coach di Push the bottom.

Team Filodrama – Team Cocciante

Riccardo Cocciante

Sarà la mancanza di Jessica Morlacchi, sarà l’assenza dell’umiliazione di Daniele Vit, ma sbaglio o la qualità media delle battles ha subito un tracollo sconvolgente da una puntata all’altra? Com’è come non è, il secondo turno è stato un 50 sfumature di merda che ve lo spiego proprio: il ritmo di un blando che ciao, l’allestimento che proprio ormai non se ne può più, Troiano coso che se lo vedo sul marciapiede lo investo con la macchina, e poi i giudici di una mosceria che piuttosto referirei rivedermi tutta l’ospitata di Bianca Balti a Sanremo.

Per quanto riguarda il #teamcocciante dobbiamo dire addio alla nostra coppia twincest preferita, che ci saluta e ci aspetta in VHS nelle migliori edicole della circonvalla: lo sfidone ha infatti visto trionfare TALE Mattia Lever, il minorenne ex Antonella Clerici che grazie alla sua voce equivoca e ai favori della sua concubina Kekko (che s’è sperticato di complimenti in fase di tutoring) ha conquistato il nostro Riccardino, il quale però c’ha tenuto a dire che ama le anime di tutti. Praticamente hanno vinto tutte e i livelli di tensione omosex hanno raggiunto soglie che non si raggiungono neanche negli studi di Maria. Altro momento di sfida top vs. bottom è stato lo scontro tra Lorenzo e Alessio, che praticamente riducono a brandelli The Show Must Go On: tra i due la spunta l’ottuagenario Lorenzo, che chiaramente non diventerà mai popstar per sopraggiunti limiti di età, ma che tutti noi abbiamo apprezzato in un modo o nell’altro. Alessio ha usato più svirgoli lui in questa canzone che Giorgia in tutta la sua discografia, quindi io in un certo senso amerey anche, sta di fatto che non puoi chiudere il chorus della canzone dei Queen con una nota che dura 25 secondi: NON SEI MICA LA CHRISTINA AGUILERA! Comunque vi prego ditemi che le Battles terminano qui perché io non potrei sopravvivere ad altre registrazioni. A voi studio!

Team Signor Ponza – Team Carrà

Raffaella Carrà

Siccome sono una persona vera con dei sentimenti veri e dove sono miei sigaretti? questa settimana mi tocca muovere qualche critica al giudice più amato da tutta San Francisco. La Raffa Nazionale è stata infatti protagonista di qualche decisione quantomeno discutibile. Un esempio su tutti è la scelta di Manuel e del suo naso, diciamo così, pronunciato ai danni di Noemi Smorra. Che non solo aveva un’ugola niente male, ma soprattutto aveva un cognome che mi avrebbe permesso di scrivere post da qui all’inizio della prossima edizione di X Factor. Al di là di questo, mi è piaciuta poco anche la deriva defilippiana che la Carrà ha intrapreso con la sfida successiva tra Veronica e Daphne, due ragazze che hanno perso la madre. Anche perché se voglio piangere allora tanto vale che giro sulla tv del dolore del sabato o della domenica pomeriggio. E infatti poi questa battaglia la vince Veronica che non solo ha perso la mamma, ma anche il papà. En plein proprio. Fortunatamente poi il mio giudice preferito si riprende e all’ultima sfida della serata decide di portare ai live show Pamela che io sinceramente in questo momento non ricordo nemmeno chi sia, ma sto copiando spudoratamente dal mio post di ieri. Concludo lanciando un appello agli autori: per le prossime puntate vogliamo meno tv del dolore, più ritmo, ma soprattutto sangue tra i giudici. Grazie.

The Voice of Italy – Blind Auditions 1a Puntata: The Voice of the L Word

Non ero così eccitato per l’inizio di un programma tv dalla prima puntata di Survivor condotto da Benedetta Corbi e Pietro Suber. Ricordiamo tutti (o forse no) che fine ha fatto il programma, quindi. The Voice, in realtà, è stato un successo praticamente in tutto il mondo e noi Italiani, per non essere da meno, siamo pronti a fare floppare di questo programma un grande successo. Benvenuti quindi alla prima (ed ultima?) puntata di The Voice of Signor Ponza.

The Voice of Italy

Devo ammettere di essere poco preparato sul format, quindi scoprirò tutto con voi commentando in diretta. Non sentite la suspense? Io non sto più nelle mutande.

L’unica cosa che so di sicuro è l’identità dei quattro giudici, quattro personalità conosciute e invidiate in tutto il mondo: Raffaella Carrà, il suo caschetto biondo, il suo ombelico e il suo carisma. Accanto a loro poi ci sono anche Piero Pelù, Noemi e Riccardo Cocciante. Facciamo dunque un breve ripassino sul loro CV recente.

  • Raffaella Carrà: la storia della televisione e della musica italiana. Una scelta che Raidue ha voluto fare per catturare indubbiamente il pubblico di giovani eterosessuali.
  • Riccardo Cocciante: colui che per contratto non può aprire la bocca per più di un centimetro e deve tenere le vocali rigorosamente chiusissime. Dopo gli ultimi anni dedicati alle ópére pópólari (guai a chiamarli musical!), torna in televisione.
  • Piero Pelù: ex frontman dei Litfiba, ex solista, nuovamente frontman dei Litfiba anche perché DJ Cavallo, colui che l’ha sostituito temporaneamente nei Litfiba, come sapete è oggi implicato in vicende legate a tortellini e polpette IKEA. Lo ricordiamo tutti per successi del calibro di Bomba Boomerang o Toro Loco.
  • Noemi: dopo aver partecipato ad X Factor come concorrente, passa dall’altro lato del tavolo e veste i panni del giudice. Ancora nessuno ha avuto il coraggio di dirle che il colore dei suoi capelli fa cagare e si trova solamente nei manga.

Raffaella Carrà

Apprendo che stasera ci sono le cosiddette blind auditions, ossia provini durante i quali i giudici sono girati di spalle rispetto al palco e non vedono chi si sta esibendo.  In base alla sola voce devono decidere se pigiare il bottone, segnalando di volerlo nella propria squadra, oppure stare fermi indicando la volontà di rispedire il candidato a servire Big Mac Menù Medi al McDonald’s di Rozzano. Nel caso in cui più di un giudice decidesse di girarsi, sarà quindi il cantante a decidere di quale squadra vuole far parte. Ho stato spiegato?

La regia del programma si distingue subito per l’elevata qualità, roba che in confronto i filmini dei matrimoni di Castellamare di Stabia sono candidabili a dodici premi Oscar.

Nel solco della tradizione televisiva italiana, si inizia subito con un po’ di casistica umana. Stefania  vive a Londra e ha avuto un’infanzia difficile (=lesbica). Viene selezionata e sceglie di far parte della squadra della Carrà (=lesbica). Tania invece viene scartata e giù lacrime, con tutti i quattro giudici che le si stringono attorno per tirarle su il morale. Non sono passati nemmeno dieci minuti dall’inizio e sembra già una puntata di C’è posta per te quando l’ospite decide di non aprire la busta.

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