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Il blog del Signor Ponza

Veneto ti voglio bene

#AskFabry s02e17 – Il coniglietto pasquale vibrante

Siamo in primavera, e lo sappiamo tutti che in questa stagione gli ormoni si svegliano come Silvio quando vede una minorenne. E nonostante il clima di questi giorni sia perfetto per una gita a Madone, le mie lettrici se la sentono un po’ calda. Proprio l’altro giorno è arrivata in redazione, sempre a [email protected], una missiva piccante. Possiamo agevolare la domanda?

Caro Fabry,

so che forse non è la sede per certe domande, ma me ne frego: masturbarsi fa bene? Anche se sono fidanzata lo dovrei fare se ne ho voglia? Come posso coinvolgere il mio lui?

Ragazze, io non sono il sessuologo Marco Rossi e questa non è Loveline, e come ho detto più volte io non sono stempiato come Camila Raznovich. Ma va bene, io sono qua grazie a voi e risponderò anche a questa domanda, ma devo avvalermi dell’aiuto di un’esperta, l’unica e sola Annabelle Bronstein, la The Goddess of Sex.

Annabelle, se ci sei fatti dare due colpi!

Benvenuti in questo nuovo episodio di Sextastic. Ma cosa scrivo? No, questa è una favolosa puntata di #AskFabry! Purtroppo ho scritto tanti di quei Sextastic che comincio ad avere problemi di orientamento spazio-temporale. Anyway, vengo consultato da Fabry per questa spinosa questione e, come mia consuetudine, mi piace partire dal principio, (ovvero Wikipedia):

“La prima testimonianza della masturbazione sembra risalire a 28.000 anni fa: nel 2005 fu rinvenuto in Germania, nella caverna di Hohle Fels, un fallo di pietra levigata risalente a tale epoca, che è stato interpretato come un antichissimo dildo ante litteram. (…) Per gli antichi Egizi il dio Atum, masturbandosi, diede vita ai primi esseri viventi col proprio sperma. Tra gli antichi greci la masturbazione era considerata un atto naturale. (…) Una visione fortemente negativa della masturbazione fu diffusa dalla scienza medica fra l’inizio del Settecento e la fine dell’Ottocento. (…)”

Nota di Fabry: Annabelle perdonami ma ho tagliato fortemente la parte storica, i nostri lettori guardano i video di Anna Tatangelo, non credo che gli interessi tutto questo. Ti cedo nuovamente la parola.

Bene, adoro i cenni storici citati. Sono esplicativi di ciò che culturalmente si tende a pensare della masturbazione. Insomma se addirittura 28.000 anni fa si organizzavano a fare dei dildo in pietra, oggi giorno la labile psiche di un giovane ragazzo omosessuale viene inevitabilmente compromessa dalla voglia di farsi un raspone? Ebbene sì. Certo, bisogna riflettere che se fossi il mio ragazzo io la prenderei malissimo, mi struggerei come se non ci fosse un domani e ti farei chiedere i danni morali dal mio avvocato. Il famigerato avvocato Geremiah. Certo è che se ti viene voglia, un motivo ci sarà, e la Scienza ha già risposto in merito. Nella fattispecie una eccessiva produzione ormonale, associata alla continua produzione di spermatozoi fa nascere nell’essere umano la necessità di masturbarsi. O come diciamo noi a Roma nord, svuotarsi i coglioni. Nulla di peccaminoso quindi. Ovviamente per chi è accoppiato è utile condividere anche questo momento e trasformarlo in un lungo e piacevole preliminare. Infatti la masturbazione associata al petting accende in maniera inevitabile la libido e di lì a poco potreste davvero ritrovarvi a farne di bendonde. Non so se mi spiego. Ma puoi coinvolgere il tuo lui anche in momenti più routinari: come per esempio mentre aspetti che esca il caffè, o mentre ti lavi i denti. Insomma tutto fa brodo.
Devi solo ricordare di non esagerare, perché tra le complicanze più frequenti c’è la cecità.

Detto ciò, mi levo.

Professoressa Annabelle, la ringraziamo per la sua puntualità nella risposta e per i riferimenti storici all’auoerotismo che fanno molto History Channel. Il mio pensiero è un attimo più volgare, e soprattutto è dedicato alle amiche con la vagina che ci seguono.

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#AskFabry s02e11 – The blonde risotto al radicchio

Ragazze ce l’abbiamo fatta: abbiamo archiviato un altro anno e ci siamo lasciati alle spalle tutto, ma proprio tutto. Sopratutto le orrende canzoni di Glee e gli orrendi versi gutturali della vostra amica Rachel Berry. Vostra amica perché a decretare che Glee debba essere colpito da un meteorite siete stati voi nel the very last poll of the year, do you remember? E archiviato un nuovo anno siamo prontissimi a cominciarne uno nuovo e ad aprire le porte a nuove gravidanze indesiderate, nuovi genitori che divorziano, nuovi fidanzati cornuti. Ricordatevi sempre che potete contare sul mio aiuto per risolvere le vostre menate cosmiche, non dovete far altro che scrivermi alla fantasiosa mail [email protected] e come per magia verrete aiutati sulle pagine patinate et umide di questo blog. Per quelli boni stiamo anche pensando ad un ricevimento in carne e ossa, I keep u posted.

Ma anche basta, che ho finito le stupidaggini da dire per mettere in mezzo la mia mail, entriamo nel vivo della puntata odierna, Signor Ponza calami la domanda:

Caro Fabry,

sei il numero uno e ti seguo sempre. Ho visto che qualche puntata fa hai dato consigli di moda alle ragazze, ma noi maschietti ci lasci a bocca asciutta?

Un tuo ammiratore

Fabry non lascia mai nessuno a bocca asciutta, ricordatelo. E se tu fossi veramente un mio ammiratore mi avresti chiesto il codice IBAN per farmi un presente. Detto questo, per rispondere alla tua domanda ho ancora una volta bisogno del mio amico Etan, che come sempre non si è tirato indietro e ha preparato per noi tre outfits che Chiara Biasi la prossima capsule collection che vai a fare è quella degli assorbenti Lines seta ultra. Chiaro? E allora partiamo con la prima di queste tre bellissime proposte:

chipsterhipster

Il primo outfit si chiama “Piazza delle Erbe, Padova” in onore della capitale italiana degli Hipster, nonché prima produttrice mondiale di biciclette a scatto fisso. Possiamo subito notare al numero 1 come l’hipsteria sia ben coniugata all’arte del ribrezzo in questo maglione a tinte demmerda che scommetto la dentiera di mia nonna Elsa, lo metti una volta e sa di cane putrefatto. Immancabile alla 2 la maglietta indie che coniuga l’amore per le cose belle con la sicurezza del dire le cose e con me che non so cosa dire ma levatevi. La 3 ciao, i pantaloni di jeans di mio zio Gino slavatissimi, per quel tocco che fa un po’ ragazza dello Zoo di Marano Vicentino. Il numero 4 ci introduce le scarpe, bhe, chiamarle scarpe mi sembra un po’ azzardato ma tant’è. Dalla suola impermeabile alla pochezza della stringa, perché il giovane hipster non crede nelle grandi dimensioni, anche se ne conosco uno che almeno almeno è un 22. Scusate la parentesi, dicevamo che al 5 c’è un copricapo che urlo, fatto della stessa sostanza dei sogni dei bambini polacchi quando la mattina dopo hanno il compito in classe di Liturgia Russa. Vladimir Putin mi leggi? Anche io non voglio pagare le tasse italiane, e poi ho sempre avuto un debole per le bionde. Niente, oggi continuo a farmi distrarre! Al numero 6 gli occhiali tondi, che non possono mancare nell’armamentario basic dei nostri amici indie / hipster, roba che Harry Potter suca. Il numero 7 un po’ mi fa stringere il groppo in gola, ed è col magone che annuncio il ritorno in voga del Nokia 3310. Sì, anche gli hipster si sono rotti il cazzo dei gatti che pubblichiamo su Instagram e hanno deciso di dire no alla schiavitù imposta da Apple, ma non preoccupatevi che avranno sempre a portata di mano una Nikon da duemila euro comprata con il finanziamento Agos Ducato. Alla numero 8 la Moleskine su cui non diremo niente perché la compro anche io quindi è stupenda.

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