Take me out: un po’ Tinder, un po’ Uomini e Donne

Buongiorno, simpatici amici dell’internet! Vorrei rassicurarvi e dirvi che sono ancora viva, nonostante non sia più attiva come un tempo su queste pagine. Non pensate che sia come quelle che si fidanzano e smollano i vecchi amici, eh! Sono sempre orrendamente single. Sempre.

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Ma a proposito di single, parliamo subito di Take me out, il nuovo dating show di Real Time. Innanzitutto vi devo confessare di aver partecipato al casting (fierce). No tranquilli, non mi vedrete in puntata, perché sono stata scartata (forever alone). Sarà stato inizio settembre quando ho visto sulla pagina Facebook del mio canale tv preferito un annuncio tipo “sei una ragazza single e cerchi l’amore? Partecipa al casting di Real Time!”. Ho scritto subito e dopo qualche giorno sono stata richiamata. Ragazzi, giuro che al casting ho cercato di rendermi il più interessante possibile, ma non è bastato. Avrei dovuto essere il contrario di me stessa per essere scelta. E questo l’ho capito solo dopo aver visto Take me out per la prima volta.

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Ma in cosa consiste Take me out? Ora ve lo spiego, tesorini. Le protagoniste sono 30 ragazze, quindi molto girl power. Poi c’è un ragazzo che arriva e si presenta alle single nel corso di tre round. Le nostre amiche sono dotate di un pulsantone che consente loro di spegnere la luce della loro postazione se il ragazzo in questione non le aggrada. Al termine dei tre round, l’uuuomo deve scegliere una delle girls rimaste in gara e portarla fuori per un appuntamento. Il format è davvero carino e divertente: la puntata passa veloce e la risata è facile. Il conduttore è Gabriele del Trio Medusa, che io trovo simpatico e persino bono.

La cosa più divertente di Take me out però sono indubbiamente i protagonisti. Le ragazze rappresentano tutti gli stereotipi possibili: c’è la tatuata, la roscia, la tamarra orrenda, la gatta morta, l’asiatica, la ragazza di colore, l’ingenua, la (finta) intelligente, la dolce. C’è anche una camionista, la mia preferita negli universi. Alcune sono giovanissime, altre un po’ meno. La caratteristica comune è l’abbigliamento piuttosto succinto, la spigliatezza e una buona percentuale di bruttezza. Sì, perché in linea di massima non sono belle, sono molto appariscenti.

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Ed ecco perché non mi hanno presa. Ma mi ci vedete lì? Io che non porto scollature, non metto il rossetto e non indosso i tacchi?

I maschi invece sono dei baluba che più baluba non si può. Sembra di stare su Tinder. In genere entrano e si presentano alle ragazze ballando. Al 90% si tratta di una canzone orrenda, tipo Danza kuduro o qualche altra roba latina. L’abbigliamento è da tronista: jeans a vita bassissima, pettorali, ciuffo e sopracciglia ad ali di gabbiano. Ed è subito voglia di farmi suora. Un paio di volte ho visto dei bei ragazzi, ma sono proprio delle mosche bianche. A volte c’è il caso umano, sfigato orrendo, vestito malissimo e con interessi assurdi. Durante i video di presentazione poi viene sempre fuori che sono degli sciupafemmine. Sì, certo, ci crediamo tutti.

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Un’altra cosa bellissima sono gli rvm degli appuntamenti. Una roba imbarazzante che fa il giro e diventa arte. Anzi artpop. Il livello è sempre esterna di Uomini e Donne, che ci piace molto.

Insomma, un programma leggero fatto appositamente per ridere e parlarne su Twitter. Io amo molto e confesso che avrei partecipato volentieri. Ok, non avrei mai trovato l’ammmore e mi sarei vergognata fino alla morte, ma l’avrei fatto per il lol. Pentitevi di non avermi presa, pentitevi!

Ora vado a fare delle macumbe, quindi vi saluto e vi mando tanti baci stellari.

Alla prossima!

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Ilalicious

Mi ispiro a Beyoncé, ma sono più Michelle Williams, quella delle Destiny's child che nessuno si ricorda.
Mi piacciono gli unicorni e gli arcobaleni, la musica pop e i programmi trash, i dolci e la pizza, i panda e i gatti ciccioni, i glitter e i minipony.
Scrivere mi aiuta a ordinare i pensieri e dare senso a ciò che mi accade. Anzi no, scrivo perché voglio diventare famosa come Chiara Ferragni.
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