Le Tartarughe Ninja e il ritorno all’infanzia

La settimana scorsa, tra l’inizio della serie tv “Batman-related” Gotham e il ritorno delle Tartarughe Ninja al cinema, per me è stato come tornare ad avere 12 anni. Poi mi sono guardato allo specchio e ho visto che i capelli bianchi sono ancora lì e ho fatto immediatamente un bagno di realtà. Siccome di Gotham parleremo (tra le tante altre cose) più tardi con Halliwellicious nella prima puntata della nuova stagione di Seriesly?, io cercherò di farvi ingannare l’attesa con la recensione di Tartarughe Ninja (Teenage Mutant Ninja Turtles).

Innanzitutto partiamo col dire che è il remake di Tartarughe Ninja alla riscossa del 1990, ça va sans dire uno dei miei film preferiti in assoluto della vita nei secoli dei secoli amen. I protagonisti sono Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello, quattro tartarughine diventate mutanti energumeni a seguito di alcuni esperimenti scientifici (DOV’ERA LA LAV???). Guidate dal loro maestro, un topo dal nome Splinter, le Tartarughe Ninja cercano di combattere il crimine a New York senza farsi notare. Fino a che una giornalista ficcanaso, April O’Neill (Megan Fox), non le sgama con le mani nella marmellata. Anzi, nella pizza.

Ovviamente il target della pellicola sono i ragazzini, sia considerando l’età anagrafica, sia considerando l’età mentale (in questa categoria rientra il sottoscritto). È quindi un film d’azione che cerca di intrattenere con tanti effetti speciali, la regia schizofrenica da far venire il mal di mare (che odio) tipica della saga de I Transformers e con un ricorrente tentativo di provocare la risata.

Gli ingredienti alla fine risultano ben amalgamati, anche grazie ad un gruppo di attori azzeccato (Megan Fox molto calzante nella parte di April O’Neill, ma anche un sorprendente Will Arnett e un’inaspettata Whoopi Goldberg) e una serie di riferimenti alla cultura pop ben piazzati.

Alla critica Tartarughe Ninja è piaciuto poco, ma questo perché probabilmente i critici in questione a Carnevale non si vestivano da tartaruga e non hanno trascorso l’infanzia a riempire album di figurine a tema.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: basso. Come un qualsiasi film d’azione senza colonna sonora di grido.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: alto. Tutto per Megan Fox, anche se ha la mia età e soffre della sindrome di Anna Tatangelo.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 101/ 101 minuti. Direi nulla fuori posto.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Inaspettatamente no.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 3 Anna Praderio su cinque.

3 Anne Praderio

Ponzoscopio

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