Test: che stereotipo da palestra sei?

Se mi seguite sull’Internet (e se non lo fate, fatelo), avrete dedotto dal numero dei selfie che posto che praticamente 4/5 sere a settimane sono là. Ho maturato quindi una certa esperienza crabnell’identificare quella fauna antropomorfa che affolla questi luoghi ameni di sudore e fatica, dove nominalmente tutti andiamo per allenarci e migliorare il nostro aspetto fisico perché così possiamo rimorchiare nelle darkroom possiamo postare foto mezzi nudi su Instagram ma dove in realtà tutti mettiamo in scena i nostri peggiori complessi sociopatologici che fanno venire i brividi al più accanito etologo umano. Non neghiamolo, tutti abbiamo i nostri piccoli comportamenti malati in palestra, da chi fa la doccia con le mutande a chi igienizza le panche prima di fare gli esercizi (ciao Ilalicious!)… l’importante è esserne consapevoli e cercare di limitare i nostri OCD, almeno in pubblico.

gymPer venirvi in aiuto, quale Supremo Manzo Grosso (semicit.) del Team di Signor Ponza & Friends, ho elaborato una breve guida ai 5 macro raggruppamenti dei fenotipi più comuni nelle mura sudate  delle palestre ed un breve e pazzesco quiz altamente scientifico che vi svelerà ciò che i sovra-sistemi sociali in cui siete affogati vi impediscono di vedere. Ma perché continuare a perdere tempo?

Stereotipo #1: L’URLATORE

urlatoreL’URLATORE (da scrivere in Caps Lock, ndr) è quell’individuo che qualsiasi cosa fa in palestra urla e lancia suoni gutturali terrificanti, che ricordano un po’ la risata di Maria De Filippi. Ogni gesto del L’URLATORE è caratterizzato da un “ARGHHH” “AHHHHHH” “OOOOH” ed interiezioni esclamative varie di dubbio gusto che intervallano tutto. L’URLATORE ci tiene a far sapere a tutti che sta faticando, che soffre, che per lui la palestra non è un modo per rilassarsi ma un modo per URLARE. Non immagino quando si siede sulla tazza del cesso che suoni emetta. Ad ogni modo amiche donne, non pensate che L’URLATORE sia solo uomo… anche molte di voi ci danno dentro con i versi inconsulti. Diciamo che GEMETE più che altro, ma il concetto è quello. Studi dell’Università della Topolazia confermano che il vostro gemito femminile è più legato ad una voglia di farselo buttare che di mostrare quanto siate brave con i pesetti da 50 gr.

Stereotipo #2: L’Istruttore

asdVi capita mai di essere morti dentro, con l’anima asciugata, che siete andati in palestra solo perché avete pensato ai soldi che ci state rimettendo in abbonamento e siete lì, a fare gli esercizi così male che a Jill Cooper fischiano le orecchie e vengono i brufoli? Ecco, proprio quando il cazzo che ve ne fotte di applicarvi a fare gli squat con la schiena dritta, di non piegare i gomiti durante l’Arnold Press e di non grattarvi il culo in pubblico, cala vertiginosamente sotto lo 0 assoluto, proprio in quel momento l’istruttore arriva a darvi consigli non richiesti. Ebbene l’istruttore non è il vostro trainer o quello che lavora in palestra. Si tratta di un individuo, probabilmente disoccupato, che per motivi non ben chiari è sempre in palestra. Forse casa sua puzza di cavolo? Non lo sapremo mai. Detto questo, quando state lì a fare gli esercizi una chiavica, eccolo che arriva a spiegarvi come farli correttamente, come impugnare i pesi, come piegare le ginocchia per evitare di scaricare il peso male sulla schiena. E voi? Voi siete costretti dalle regole della convivenza civile ad un “ah. Grazie” ma vorreste tirargli un manubrio in mezzo agli occhi.

Stereotipo #3: Il Fashion

topIo in palestra vado con degli orrendi pantaloncini in neoprene da corsa che mi tengono tutta la roba dei Paesi Bassi ferma e salda, canotta orrenda di H&M/Bershka che evita che sudi come un cavallo (e regala tanti shameless selfie ai miei followers su Instagram) e scarpe di Decathlon da 8€, il modello che praticamente hanno tutti nel proprio armadio. Eppure c’è una cerchia di utenti delle palestre che invece fa dell’importanza di come appare in palestra una ragione di vita, quasi più dell’allenamento stesso. Si tratta chiaramente di psicopatici (ambo sessi) che indossano tute che costano più di quanto io indosserei per andare ad un matrimonio, sneakers realizzate in materiali super high tech che ti fanno la pedicure mentre le indossi e che hanno trucco e parrucco pronto per una cena di gala. Gli uomini di questo fenotipo spesso accompagnano il tutto con il cappello, mentre le donne si distinguono per capelli piastrati, trucco e perizoma.

Stereotipo #4: Il chiacchierone

daadadsIn palestra si socializza, è una delle verità assolute dell’Universo. Se non hai fatto nemmeno un amico/conoscente in palestra allora sei una di quelle persone che alle feste si mette in un angolo a mangiare arachidi senza parlare con nessuno. Io personalmente non ho questa propensione verso il genere umano, ma la fatica in palestra ti costringe a cercare alleati che ti aiutino ad affrontare la rottura di cazzo di essere là dentro invece che a casa a sfondarti di calorie. Ma c’è una specie di evoluzione di questa specie che è data da quegli individui che iniziano a parlarti ogni due minuti chiedendoti di tutto, da che numero di scarpe indossi alla capitale del Kazakistan. Tu all’inizio sei anche simpatico, educato, poi però ti sale l’OMICIDIO per questi parassiti sociali che ti si accollano come le directioners sulle foto di Zayn a petto nudo.

Stereotipo #5: I fotomodelli

Ebbene, in chiusura il gruppo di quelli che tutti guardiamo, odiamo e a cui aspiriamo di somigliare one day. I fotomodelli. Quella percentuale minuscola di popolazione della palestra che ce l’ha fatta, è diventata manza. Sono belli in modo assurdo, sempre impeccabili. Loro sono lì, nel Nirvana della forma fisica. Attenzione a queste creature che si fanno il bidet con l’Ambrosia e sudano Mirra, possono tanto motivarti a fare un push-up in più quanto farti sentire così irrimediabilmente cesso da mollare tutto e andare a mangiare anche i tavoli del McDonald’s. L’importante è capire che noi dobbiamo tendere alla loro pazzeschitudine, ma essere anche sicuri al tempo stesso che non ci arriveremo.

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IL TEST: che stereotipo da palestra sei?

giphyAmici e amiche, dopo questo breve ma intenso viaggio insieme sulle panche di tutto il mondo, siete pronti a cimentarvi nel test che vi spiegherà a quale categoria appartenete? Sia chiaro, è un test altamente scientifico, se anche non vi sentite parte della categoria… beh, in realtà voi siete così ma vi percepite diversamente. Abbandonate le convenzioni sociali e liberate il vostro vero stereotipo da palestra. Siate voi stessi, perché come ha detto Oscar Wilde “God makes no mistakes. I’m on the right track, baby. I was born this way”. 

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solodallamente

Nella prossima vita voglio rinascere in grado di scrivere biografie accattivanti, per il momento mi limito a confermarvi che sono troppo intelligente per essere anche bello e che nella vita quello che conta davvero è la pizza. Il mio animale guida è Taylor Swift, con la quale condivido la dote di essere odiato da tutti (a ragione).
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