The Lady S02E04/05: l’incontinenza delle emozioni (e del fare le pause).

Cari fataloni amanti di The Lady, bentrovati alla consueta recensione in gif del capolavoro di Lory Del Santo che rallegra e dà un senso ai nostri Mercolady da un anno a questa parte. In questo appuntamento abbiamo deciso di alzare l’asticella di difficoltà di comprensione degli episodi delsantiani un po’ più in su, dal momento che parleremo sia dell’episodio 4 che dell’episodio 5, e non perché non avessi idea di cosa scrivere nello scorso episodio, no no no, ma..

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Capirete, quindi, che il post che avete deciso di aprire consumerà tutti i giga previsti dal vostro piano tariffario in un tempo inferiore alla permanenza di Britney Jean nelle classifiche mondiali, vista la mole di gif che abbiamo preparato per voi, col cuore.

 

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L’episodio numero 4 direi che è riassumibile con la parola “arrivederci”, ripetuta per quindici volte (sì, le ho contate) in meno di 6 minuti dall’affascinante sosia poraccio di Riccardo Scamarcio, che per praticità chiameremo d’ora in poi “l’uomo arrivederci” durante – indovinate un po’ – dei provini per un ruolo che probabilmente non capiremo mai, visto che già nello scorso episodio Doris aveva annunciato di aver trovato il nuovo bodyguard per Lona. Misteri della fede. Ma andiamo con ordine, illustrando ed analizzando tutti i dialoghi in cui l’uomo arrivederci si è dovuto imbattere: il primo, l’incontro trascendentale-nonsense, vede un uomo sulla quarantina, che apparentemente potrebbe sembrare Giuseppe Povia, ma poi capiamo che riesce a concludere una frase in italiano corretto costringendoci a scartare l’ipotesi di somiglianza, spunta dal nulla sul balcone degli uffici di Lona, supera il nostro Poraccio Scamarcio, guarda nel vuoto e pensa al suicidio.

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Il nostro Scamarcello non pensa minimamente di poter aiutare il pazzoide che è andato a disturbare la contemplazione, ma, anzi, si dimostra comprensivo e scientifico, dal momento che la butta sulla percentuale di nulla presente nel nostro cosmo. O, per lo meno, questo deve essere il Del Santo-pensiero: io vedo la terra e ok, posso toccarla, guardo gli oggetti e ok, ma poi c’è il vuoto, che non è mica composto da molecole visibili, per questo va classificato come “nulla”. Cosa aggiungere di fronte a cotanta filosofia se non un seems legit? Chi siamo noi per contraddire questa tesi, abbiamo prove? I don’t think so.

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L’entusiasmante confronto si conclude in 3 secondi netti: il pazzoide cambia idea, probabilmente perché non è pronto a morire con un total look melanzana col rischio che poi si confonda col resto delle cianfrusaglie delle pompe funebri

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ed ecco benservito il primo arrivederci della giornata.

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Il secondo incontro del nostro uomo arrivederci è sempre con un pazzoide, probabilmente il risultato di un esperimento mal riuscito della macchina del tempo di Alessandro Cecchi Paone, che alza notevolmente il livello di età media del cast di The Lady, oltre a poter vantare di essere stato uno dei pochi ad aver partecipato al colossal di Lory Del Santo vestito dalla testa ai piedi.

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Terzo incontro ravvicinato nell’attesa di essere accolto dalla Lady è quello con il playboy gay, e qui dobbiamo riconoscere il grande, enorme talento di Lory nell’affidare i personaggi del suo film totalmente alla cieca. Ma con tanti maschioni cafoni con l’addominale scolpito in bella vista, ti pare che questo qui possa essere lontanamente scambiato per playboy? In quale universo parallelo, Lory? Fa’ un po’ di beneficienza ogni tanto, non tutte le tartarughe amano brucare nel boschetto. Anyway, la scena incipit del dialogo la consideriamo già nominata nella categoria “best frase rompighiaccio” ai prossimi The Lady Awards.

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Ma l’uomo arrivederci osa impostare il dialogo sulla filosofia di vita (“secondo lei playboy si nasce o si diventa?”) e non sulla discografia di Madonna o sull’ultimo cagnolino di Paris Hilton, come si dovrebbe fare in situazioni del genere con elementi del genere, e purtroppo il dialogo si spegne con un’uscita alla Francesca Cipriani:

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e, ovviamente, un’immancabile

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Il quarto dialogo, elevatissimo – vorrei agguantarlo – vede il cameo di un volto noto ai veri cultori del trash made in Mediaset: il compagno della senatrice Pezzopane, Simone Coccia, che fa irruzione nello schermo regalando alla cameraman, regista, sceneggiatrice, costumista eccetera eccetera un bel piercing al capezzolo in primo piano, da far rabbrividire ogni comare timorata di Dio. Inutile dirvi che il tono del dialogo finisce in un taralucci e vino: io sono io, io sono meglio di te, fai cacare, insomma, come avviene nella vita reale quando ci troviamo di fronte il classico palestrato pompato pieno di sé e noi non abbiamo nessuno dalla nostra parte, se non la remota speranza di poter regalare una testimonianza a Barbarella nazionale che ci ascolterà con sguardo contrito.

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Andando più avanti con l’episodio, potreste cadere nella trappola di riconoscere proprio la futura sposa del bellissimo inteliggentissimo cosissimo Simone, Stefania Pezzopane, in una figura di donna mista a Sconsolata, e di pensare di ritrovarvi a guardare una puntata random di Domenica Live.

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Sesto ed ultimo incontro è quello col pazzoide nella variante canterina: questo tizio pelato – e stranamente anch’esso bruttino – sbuca dal nulla intonando (o per essere più precisi dovremmo dire stonando) Il Mio Corpo Che Cambia dei Litfiba, sfidando l’arrivederci facile del nostro Scamarcello. Ma il siparietto legato al resto dell’episodio come Lady Gaga è legata alla simpatia è chiaro a tutti: Lory Del Santo è la giusta erede per il posto vacante lasciato da SuperSimo nella giuria di X Factor.

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Un altro elemento che ha caratterizzato questo episodio, rivoluzionando la storia dei telefilm italiani, è stata la collaborazione con Rai Uno con l’inserimento di un blocco de La Vita In Diretta ed un’intervista ad una donna che ha riportato alla luce il dubbio amletico su Amanda Lear ed il mistero dell’anagrafe.

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Dall’appassionante programma veniamo a conoscenza di un sacco di particolari con cui arricchire il nostro vastissimo bagaglio culturale: Veronica, la regina della notte, ama travestirsi a Carnevale e nelle occasioni importanti, il trucco è la sua maschera di vellessa, è sempre elegante – insomma lo vedete, ha un abbigliamento da tipica cena di classe ad Arcore – ma soprattutto per lei l’amore non è frammenti di tante emozioni, ricopre solo una percentuale importante nella sua vita.

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Veronica ha in serbo per noi un’ultima sorpresa. No, non stiamo parlando di ciò a cui voi porcellini stavate pensando, bensì una storiella/metafora da raccontare ai vostri nipotini prima di metterli a nanna: davanti alla titubanza del giornalista nell’ andare a vederla a teatro, la nostra stallona purosangue lo paragona a quell’uomo che ogni giorno andava alla sua donna chiedendole

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finché la donna un giorno rispose

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Tutta questa meraviglia per dire che nella vita non bisogna essere attendisti, ma talvolta bisogna prendere decisioni. Adesso, la vera domanda è: MA CHE COSA CI FA UN TRAVONE COME VERONICA A TEATRO?

 

L’episodio ci regala anche importanti sviluppi nei contorti meandri della trama di base del film; in una confessione al suo nipotino, Zora rivela che il motivo per cui coltiva tanto odio verso Lona è passionale: Lona le ha rubato il marito, l’uomo che poi l’ha portata a diventare la Lady delle Lady, e pertanto quel titolo spetterebbe alla Filippa Lagerback che vive sotto ai ponti. Come diceva una vecchia filosofa italiana citata qualche riga più su: “crederci sempre, arrendersi mai!”. Bella mia, dovrai passare prima sui nostri cadaveri ed imparare la matematica come si deve.

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Lona, nel frattempo, è sempre impegnAHAHAHAHAtissima col lavoro: arriva in studio da Doris in ritardo dopo una notte insonne iniziando poi ad interrogarsi con la segretaria su un incubo avuto qualche ora prima, in un siparietto che risolve lo scetticismo filosofico di Schopenhauer con una facilità disarmante.

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Subito dopo, fa il suo ingresso in ufficio un silicone vivente pronto ad elargire perle di saggezza sul genere maschile. È importante notare come Lona passi tutta la sua esistenza accerchiata da bodyguards, ma nel suo ufficio ci entra paradossalmente lammerda.

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The Lady S02E05

Ok, a inizio post vi avevo parlato di un riassunto combinato dei due episodi, ma Lory è riuscita come suo solito a sconvolgere i nostri progetti e le nostre aspettative: il quinto episodio è lungo, troppo lungo e, diciamocela tutta, noioso. Fatta eccezione per QUEEN MARINELLA e il più grande comeback di una battuta nella storia del cinema internazionale. Eravamo confusi ed annebbiati dalla moltitudine di personaggi che continuano ad alternarsi senza logica mercolady dopo mercolady, non sapevamo per quanto avremmo potuto sopportare questa situazione, il sangue bolliva nelle nostre vene come Body fa per Zora, TL2X05-3

ma la paladina dei nostri break ci ha ricondotti verso la luce, dando un senso alla visione di questa fantasmagorica seconda stagione.

TL2X05-2-2con tanto di capezzolo in bella vista (che noi abbiamo prontamente censurato per “le creature che ci seguono in fascia protetta”) come i tempi d’oro in cui Britney va in giro senza reggiseno per accalappiare nuove prede.

Dalle poche ma incisive frasi che prontamente andremo a farci incidere sulla nostra tomba pronunciate da Queen Marinella, abbiamo finalmente appreso il suo lavoro: lei dirige i casting. Ma non lo faceva Doris?

L’innata versatilità nel far bene qualunque cosa – elemento che caratterizza tutto il cast di The Lady – le consente anche di improvvisarsi fashion blogger

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customer assistant

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ma soprattutto nostra confidente di fiducia. Come ci capisci tu, Marinella, nessuno mai.

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Per quanto riguarda la trama, oltre ai classici provini che probabilmente continueranno fino alla fine dei nostri giorni, veniamo finalmente a conoscenza del nuovo bodyguard di Lona mentre la accompagna a far shopping nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano; la nostra Lady, sotto la pioggia, si improvvisa persino Karen Smith prevedendo il termine della precipitazione in 30 minuti e 25 secondi netti. Zora se ne sta beatamente nel suo bel rifugio sotto ai ponti dividendosi tra il rapporto incestuoso con il nipotino e l’amore passionale con Body. Proprio al bel nomignolato l’antagonista del film espone il suo malefico piano: grazie agli infiltrati nella rete di conoscenze di Lona, faranno fallire alcune azioni di cui la lady non ricorda nemmeno l’esistenza, per poi riacquistarle a basso prezzo e conquistare così tutto il patrimonio.

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Quello che però non ha capito è che nella vita non sono importanti gli immobili, le proprietà e i soldi, ma un Chang che ti presterà servizio per sempre. E quello non potrai averlo mai, Zoretta.

Con la speranza che la prossima puntata sia tutta incentrata su Marinella, Doris, Chang, ma soprattutto Giselle e Guenda, tolgo l’ancora, al prossimo mercolady!

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PS: nel caso in cui vi siano rimasti dei gigabyte da consumare guardando le iconiche gif di The Lady mentre fate le pause o siete da Zara, fate un salto sul mio tumblr o su quello di signorponza: entrerete in una stasi ipnoticah!

 

 

 

 

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capatesuspigolo

capatesuspigolo

Mi esprimo meglio con le immagini che con le parole e per questo tutti i piani tariffari mi stanno stretti. Ho il terrore di diventare un poraccio inconsapevole come Federica Panicucci e spero che Barbara d'Urso mi guidi nella retta via dei 100% cretini e contenti.
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