The Voice of Ponza – Live Show – La Semifinale: The Voice of Inediti

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C’è molto hype per questa puntata di The Voice che sarà a tutti gli effetti la penultima di questa edizione. Tutta questa eccitazione che nemmeno per un cambio di look di Lady Gaga (EINVECE) è dovuta al fatto che questa sera sentiremo per la prima volta gli inediti di coloro che accederanno alla finale di settimana prossima. Per l’occasione, i perfidi autori di The Voice, coadiuvati dai sadici autori di Amici, hanno messo mano al pongoregolamento introducendo delle regole che nemmeno io che ho studiato alla Bocconi di Cologno Monzese ho capito. Il tutto è finalizzato a farvi spendere il prossimo stipendio su iTunes nella speranza di far vincere il vostro beniamino. Come se non lo sapessimo tutti che chi vince lo decide comunque chi compra più centralini in Sardegna.

La puntata parte subito forte e con un alto tasso alcolemico che nemmeno nelle mie serate più pazzerelle: sul palco c’è Zucchero che canta Guantanamera e, non so voi, ma io sento la fiatella alcolica a base di rhum attraverso il televisore. Detto questo, Zucchero lo amo quindi guai a chi lo commenta negativamente.

Tornando alla gara, sono rimasti in 8. Di questi 8, almeno 6 li manderei a lavorare al McDonald’s dell’Auchan di Cesano Boscone. I miei due preferiti, qui lo dico e qui sono pronto a negarlo dopo aver ascoltato gli inediti, sono Elhaida Dani e Veronica De Simone. Forse forse anche Silvia Capasso (giusto per garantire le quote azzurre). Quindi prendete nota di questi due nomi che, visto l’andazzo delle ultime puntate, saranno tra gli eliminati di questa sera. Mattia Leather (copyright Endymion85) deve tornare a cantare Tutti a tavola con la Clerici.

Questa settimana si esibiscono tutti quanti insieme, cioè uno dopo l’altro, cioè comunque a due a due per squadra. Chiaro, no? Iniziano i due concorrenti del Team Pelù: Timothy Braccia Cavicchini e Francesco Guasti. Se ho capito bene (finalmente) il pubblico deve scegliere chi tenere tra i due. Si inizia con la performance di squadra sulle note di Il mio nome è mai più. I brividi nel sentire rovinato un così bel pezzo che è stato uno dei primi singoli da me acquistati.

Cominciano a cantare le braccia di Timothy impegnate nell’interpretare How You Remind Me dei Nickelback, un brano che puzza di scuole superiori e di gente che si lava poco. Per la cronaca, i Nickelback non sono morti ma si esibiranno presto al Forum di Assago. So a che cosa state pensando, ma se Biagio Antonacci ha quasi riempito San Siro, non vedo perché loro non dovrebbero quasi riempire un palazzetto. Scusate se mi sono disinteressato della performance, ma sappiamo tutti il motivo per cui Timothy andrà avanti.

Francesco non si allontana molto dal periodo delle superiori e canta Drops of Jupiter dei Train. O comunque una canzone che ha la stessa melodia, ma poi parole a caso provenienti dalla lingua Na’vi. Sinceramente sia lui che Timothy non mi hanno mai colpito, perché hanno sicuramente dei timbri di voce interessanti, ma cantano praticamente tutte le canzoni allo stesso modo. E poi Francesco probabilmente pensa di essere Axl Rose.

Torna Zucchero. Pur ribadendo tutta la mia stima nei suoi confronti e nei confronti dei ritmi cubani, non vedo l’ora che torni a parlarci della vita rurale nostrana con versi immortali del calibro di:

E c’ho il gallo e c’ho il cane
E c’ho l’anitra che fa qua qua
E c’ho il pane e c’ho il salame
E la Fra’ che mi fa gola!
Ma la foca ma la foca no,
Porca l’oca porca l’oca no
Son così contento che
Mi viene da piangere

Con un ritmo incalzante come non mai in questa stagione, ci fanno sentire un assaggio degli inediti. Quello di Timothy mi pare il classico brano che cantano le band del liceo, che le ragazze vanno a sentire solo perché il frontman è bono. Quello di Francesco è così bello che ho iniziato a rivalutare l’inedito Mi togli il respiro di Tony Maiello a X Factor 1. Che ricordiamo in questo memorabile scambio di battute con Mara Maionchi.

Ovviamente non avevo capito una ceppa del regolamento. L’aggiornamento della mia comprensione delle regole è che il coach dà un voto che vale per il 60%, mentre il pubblico decide il restante 40%. I 60 punti di Pelù vanno alle braccia di Timothy, quindi 30 per il braccio destro e 30 per quello sinistro. Sommati ai voti del pubblico, diventa una vittoria schiacciante per il biondo e palestrato futuro modello di Abercrombie&Fitch.

Spazziamo subito questa ventata di eterosessualità dando il benvenuto al Team Carrà. Giuro che se passa Manuel Foresta e non Veronica De Simone farò un gesto eclatante. Tipo annunciare che mi cancello da Twitter per poi tornare dopo un paio d’ore. Prima della gara però c’è il momento monumentale della serata, con Bob Sinclar che sale sul palco, Raffaella Carrà che balla come una matta e i suoi due pupilli che cantano al suo fianco. Quindi ecco la data del Pride di Milano che tutti attendevano: 23 maggio 2013.

Scesi dal carro e salutate le travestite, la prima ad esibirsi è Veronica. Canta Chiamami ancora amore, il brano con cui Vecchioni ha vinto Sanremo. Le sue interpretazioni sono sempre in bilico tra l’essere toccanti e essere incerte. O forse semplicemente sono le due cose assieme che la rendono speciale. Non posso dire lo stesso di Manuel che invece pare sempre che stia cantando a un matrimonio. E stasera l’hanno anche vestito a tema. La canzone scelta dalla Raffa per lui è Forget You di Cee Lo Green. Anche lui decide di reinterpretare il testo a piacimento.

In attesa del verdetto, torna Bob Sinclar con il suo capello unto a presentare il suo singolo per l’estate. Evidentemente il tema che è stato usato per scegliere gli ospiti musicali è: gente che non si lava i capelli.

I pochi secondi di inediti che sentiamo di Manuel e Veronica sembrano meglio dei due precedenti e quello del primo il pezzo più fresco e orecchiabile. Ma mi fermo qui coi commenti musicali prima di scatenare qualche guerra carampunica nei commenti. È il momento delle scelte: Raffaella premia Veronica attribuendole i suoi 60 punti. Il pubblico premia invece Manuel, ma la somma dei voti fa passare alla finale di un solo punto Veronica. Paze paze paze emozioni a The Voice of Italy.

Gli ultimi quattro concorrenti in gara hanno l’onore di potersi esibire al fianco di Will.i.am. Probabilmente sotto l’effetto di psicofarmaci o sotto tortura nel momento in cui ha accettato di partecipare a questa puntata e soprattutto di duettare con Mattia Leather.

 

Come avrete intuito dai commenti di Twitter, la performance è stata l’anagramma di “IMBARAZZO“. A peggiorare il tutto, Troiano che al termine dell’esibizione chiede l’autografo a Will.i.am in un inglese maccheronico. Voltiamo pagina, sperando che i due minuti appena trascorsi non infestino i nostri sogni tramutandoli in incubi.

È arrivato il turno del Team Cocciante. Quello, per intenderci, nel quale bisogna eliminare Mattia Leather e tenere l’Anna Oxa de’noantri Elhaida Dani. Tutto il team ci regala un momento 100% Cocciantezza, pianoforte e voce. Io NERO che ancora non hanno cantato Ti amo ancora di più del Maestro. E niente, poi annunciano che Mattia canterà Le tasche piene di sassi di Jovanotti. Al che mi vesto, prendo le chiavi della macchina, imbocco l’autostrada, raggiungo Malpensa e prendo il primo aereo per Honolulu. Non credo di poter sopportare l’ascolto di questo scempio. E infatti quando torno su Raide c’è Cocciante in lacrime. Un caso? Decidetelo voi. Ecco che è giunto il momento del diamante grezzo di questo programma, l’inimitabile È LAIDA DANI con I Believe I Can Fly di R. Kelly. Vestito pazzesco, un microfono, il palco, le luci soffuse e la sua voce. Esecuzione top, soprattutto quando arriva il coro gospel (che, notoriamente, mi fa bagnare le mutandine). Chiudete The Voice, abbiamo la vincitrice.

Ultimo ospite musicale internazionale (ma non c’era la spending review?) è Robin Thicke che canta Blurred Lines, una delle mie canzoni preferite del momento assieme a Tropicanal.

Qualche secondo di inediti prima dei risultati del televoto e della scelta del coach. Anche in questo caso la parola “flop” echeggia prepotentemente nell’aria. Imbarazzo per Mattia che canta un pezzo intitolato Avere 16 anni.

Riccardo Cocciante dona i suoi 60 punti a Elhaida, mentre il pubblico di casalinghe affezionate della Clerici non riesce con il televoto a far recuperare Mattia: giustizia è fatta e in finale ci sarà proprio Elhaida.

Ci siamo quasi, manca solo il Team Tette Di Fuori Noemi. I due candidati alla finale sono Silvia Capasso e Giuseppe Scianna. Si esibiscono insieme a Noemi sulle note della canzone probabilmente più riuscita della rossa più rossa d’Italia dopo Milva: Per tutta la vita. La prima a cantare è l’altra mia preferita, Silvia, che si cimenta con la bellissima Hurt di Christina Aguilera. L’originale è sinceramente inarrivabile, ma anche lei se la cava tutto sommato bene, soprattutto nella seconda parte. Ma soprattutto non è concepibile che possa passare Scianna. Quest’ultimo questa sera fa gracchiare la sua voce sulle note di Per me è importante dei Tiromancino. Tiromancino band italiana più insopportabile subito dopo i Negramaro e la voce di Giuseppe Scianna.

L’inedito di Silvia pare interessante, quello di Scianna è difficile da sentire perché c’è sempre la sua voce di mezzo. Noemi fa la cosa giusta e dà 60 punti a Silvia. Troiano ha fretta di chiudere perché mi sa che ha lasciato la macchina in seconda fila e non faccio a tempo a scrivere queste righe che il pubblico ha già decretato la vittoria schiacciante di Silvia Capasso. E meno male.

Appuntamento per la finalissima di settimana prossima! E così ce la siamo sfangata pure questa.

[Le puntate precedenti di The Voice of Ponza]

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