The Walking Dead: il declino di una serie in 100 puntate

Settimana scorsa è tornato The Walking Dead, la serie TV post apocalittica più famosa dell’ultimo decennio. Campione di ascolti sin dal suo esordio nel 2010, la serie ha conquistato subito pubblico e critica televisiva, diventando un vero e proprio successo mondiale. Con la premiére dell’ottava stagione, andata in onda negli Stati Uniti il 22 ottobre, The Walking Dead è arrivato al traguardo di 100 episodi.

Purtroppo però, arrivati al centesimo episodio, la serie ha quasi completamente perso tutto il fascino e la bellezza che l’avevano caratterizzata. Dal capolavoro che ci ha mostrato un mondo apocalittico crudele e feroce, capace di farci tremare durante ogni puntata, ci ritroviamo oggi davanti a una pessima “americanata”, perfetta per essere seguita con disinteresse, mentre si stira o si guardano le Instagram Stories.

Che cosa è successo in questi sette anni? Come ha fatto una serie rivoluzionaria come The Walking Dead a cadere così in basso e a raschiare il fondo?

Per darvi un’idea chiara di come si sia consumata questa tragedia, vi elenchiamo i quattro motivi principali che hanno portato al totale declino della serie.

La storia del fumetto completamente stravolta

Molti tra coloro che seguono la serie sono a conoscenza del fatto che lo show è la trasposizione televisiva dell’omonimo fumetto creato da Robert Kirkman. Lo show sul piccolo schermo ha apportato numerose modifiche alla storia originale. La trama del fumetto ha un così alto tasso di violenza, splatter e sesso da far impallidire Game Of Thrones. E visto che AMC (il canale dove va in onda) non segue la stessa politica di HBO (che trasmette contenuti decisamente espliciti), i produttori hanno dovuto adattare la serie usando toni quasi da educande.

Inoltre gli autori della serie, durante le precedenti sette stagioni, hanno seguito la storia del fumetto in maniera scostante, traendo spesso solo piccole parti della storia originale, mentre altre volte riproducendo fedelmente intere storyline della saga cartacea. Questa discontinuità, oltre all’aggiunta di personaggi non presenti nel fumetto (come Daryl, suo fratello Merle, Tara etc..), ha contribuito al calo di qualità della serie e ha accresciuto la delusione dei lettori che fin dall’inizio avevano ben altre aspettative.

Troppe puntate per stagione

Il successo della serie al suo esordio è stato talmente grande che dopo una prima stagione, composta da soli sei episodi, la produzione delle successive stagioni ha quasi triplicato il numero di puntate, arrivando fino a 16 per annata. Nonostante sia stata una mossa logica per sfruttare a pieno il successo dello show, l’aumento del numero di episodi è un altro elemento che ha influito sulla qualità.

Sedici puntate sono troppe per gestire un arco narrativo che nella versione cartacea ricopre al massimo due o tre numeri. Così dalla season 2, ci siamo ritrovati con stagioni piene di puntate dove non accade praticamente nulla, buone solo ad allungare il brodo, dedicate spesso a singoli personaggi (come successo nella prima metà della quarta stagione per il personaggio del Governatore), che ci hanno regalato numerosi sbadigli.

Troppi cambi di regia e produzione

Durante le prime tre stagioni The Walking Dead ha cambiato continuamente sceneggiatori, con la stessa frequenza con cui una valletta di Sanremo cambia abito. Frank Darabont dopo aver diretto la prima stagione, è stato sostituito da Glen Mazzara. Alla fine della terza stagione, quest’ultimo è stato sostituito dagli attuali sceneggiatori, Scott M. Gimple e Gale Anne Hurd.

Questi continui cambi di regia non hanno per nulla giovato, dal momento che nelle prime tre stagioni la serie ha tenuto un ritmo veramente serrato e adrenalinico, raggiungendo l’apice della sua bellezza. Dalla quarta stagione, con l’arrivo di Gimple e Hurd, il cambio di registro si è rivelato poco adatto a una serie come The Walking Dead, soprattutto visti i ritmi a cui ci aveva abituato.

Ogni volta la stessa storia

La trama delle ultime quattro stagioni di The Walking Dead può essere riassunta in quattro semplici righe: Rick e il suo gruppo trovano un luogo dove possono stabilirsi e provare a vivere tranquilli; arriva il cattivo di turno che vuole sterminarli; Rick riesce a sconfiggerlo e nel mentre qualcuno del gruppo ci lascia le penne; fine.

Questo è probabilmente il motivo più grave del declino della serie, visto che molti fan si sono, per usare un eufemismo, stracciati le palle di doversi sorbire la solita solfa. Ogni volta, ogni volta. Ne è la prova l’avvento del nuovo villain Negan. Infatti dal suo arrivo, all’inizio della settima stagione, la serie ha registrato un costante calo di ascolti. La premiére dell’ottava stagione ha registrato gli ascolti più bassi in assoluto da quando la serie è in onda.

Nonostante questo elenco di difetti che ha ormai reso la serie pressoché inguardabile, ancora oggi The Walking Dead rimane una delle serie più di successo nell’attuale panorama televisivo. Non ci rimane che citare il mitico Renè Ferretti con una delle sue massime più famose che riassume perfettamente quanto è successo a The Walking Dead.


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Commenti via Facebook

Wilfred

Nel 2007 mi resi conto che potevo seguire con estrema facilità, la programmazione americana delle mie serie tv preferite, senza dover aspettare mesi o anni per vederle in tv. Praticamente è stato l'inizio della fine.
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