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Il blog del Signor Ponza
Tinder Episodio 2

Tinder – episodio 2: la consapevolezza

Buongiorno pulcini! Avete passato una buona santa Pasqua? Avete mangiato come non ci fosse un domani? Io sì, al grido di “lasciatemi stare, mi è rimasto solo il cibo!!1!”. Ma è giunta l’ora di correre ai ripari, ché ormai sono più gonfia di Manuela Arcuri incinta.

Dunque, sento di dovervi ragguagliare sugli ultimi sviluppi di Tinder, perché ci tengo al fatto che vi facciate delle grasse risate con le mie disavventure. In realtà, come già vi anticipavo nella scorsa puntata, la noia la fa da padrona pure lì e non mi diverto neanche più a prendere in giro quelli con le sopracciglia ad ali di gabbiano. Ultimamente poi non parlo più con nessuno, o meglio: NON MI SI CAGA PIU’ NESSUNO. Ma sapete cosa? Ho deciso che io la devo smettere di cercare l’anima gemella, soprattutto devo smetterla di cercarla online. Quindi, whatever.

Innanzitutto, ho nuovamente beccato dei famosi. Spero caldamente che si tratti di fake, altrimenti caro figlio di Mike Bongiorno, caro Danny La Home, caro Jake La Furia, siete proprio degli sfigati. Siete più sfigati dei turisti che danno da mangiare ai piccioni in piazza Duomo. Che bisogno avete di cercare donne su Tinder? Ma io non lo so.

Poi, ho parlato con un deficiente. Agevolo diapositiva:

tinder6

Allora, ragazzi, dai seriamente? Ma l’ironia dove l’hai lasciata? Questo è più antipatico della sabbia nelle mutande e spero tanto che nessuna si sogni di darla a uno del genere. Ok, forse sono io che la butto sempre in vacca rovinando tutto e ammetto che più volte mi è stato detto che rido sempre nei momenti più inopportuni (immaginate voi quali), però non mi pare di essere stata così scontrosa. No dai, non è colpa mia. Ma guarda te se ‘sto cretino mi deve pure fare venire i dubbi.

Inoltre, mi sono vista con uno. Sì, è successo, ma non avete letto tweet di giuoia né selfie #aftersex né ho offerto da bere agli amici, ergo la cosa non è andata. In realtà già non mi convinceva un granché, però quando mi ha chiesto di vederci per pranzo nella famosa pizzeria milanese Spontini non ho potuto dire di no. Insomma, ho sempre pensato che uno che ti invita a pranzo forse ti vuole conoscere davvero. Quanto sono ingenua, quanto.

Vi spiego come è andata: lui caruccio e simpatico nella norma, mangiamo, parliamo, zero vibrations, però boh, dai, magari n’artra vorta ce possiamo vedè. E invece sparisce pure lui, più velocemente di Antonio Casanova. Come me li so tenere stretti io i maschi nessuno mai, eh. E pensare che avevo anche deciso di perdonare il fatto che avesse pagato il pranzo con i BUONI PASTO! Dai, i buoni pasto! Appena ho visto che li tirava fuori dalla tasca mi è apparso Enzo Miccio così:

Allora, i buoni pasto sono una manna dal cielo, lo so. Ricordo con giuoia i mesi in cui magnavo tutti i giorni quello che volevo, mica come quando mi dovevo portare la triste schiscetta. Però, io dico che ad un appuntamento con una ragazza non li devi usare. Tira fuori quei 15 euro e basta, dai che non vai mica in malora. Potrei aprire una giga parentesi sui maschi che pagano, sui maschi che non pagano, sulla galanteria, sulla tirchieria, ma non ce la posso fare ché mi innervosisco e mi viene fuori la vena come Adriano Pappalardo.

Poi, mi è capitato di chattare con un tizio roscio di capelli. E già lì. Però, anche stavolta, magnanima, ho deciso di proseguire a conversare con questo raro esemplare di essere umano. Ma ecco che mi chiede “tu cosa stai cercando qui su Tinder?” e io, sempre fottutamente sincera, gli rispondo “vorrei solo una persona che mi voglia bene, con cui potermi divertire e stare bene”. IDIOTA è l’anagramma del mio nome. Lui, infatti, subito ci ha tenuto a specificare che sta uscendo da una storia durata ottomila anni e che no, non c’ha sbatti di averne un’altra e vuole solo divertirsi aka minchiaiotivolevosoloscoparechemefregadeituoisentimentidemmerda. E vabbè, neeeeext.

Infine, ho visto per caso un tizio con cui avevo parlato proprio all’inizio, in quei magici primi giorni di Tinder. Ero lì a farmi i cavoli miei e mi dico “ma io questo tizio qui l’ho già visto, l’ho già visto. Ah, oddio, è l’architetto di Tinder!!1!”. Ovviamente mi sono nascosta per evitare inutili imbarazzi e ovviamente la sera stessa, al sicuro dietro lo schermo del mio iPhone, gli ho chiesto se fosse proprio lui. E sì, era lui. Vabbè, un’occasione persa. O forse no: insomma poteva pure riconoscermi lui, poteva pure chiedermi di uscire poi quando gli ho scritto. E INVECE.

Insomma, amici, questa di Tinder è proprio una partita persa. E dire che una mia amica, dopo aver letto il mio post, ci si è iscritta e ha trovato un tizio con cui si è trovata benissimo e sono usciti e l’amore e tutte cose. Invece io nulla. 

Fondamentalmente credo che l’approccio che ho io nei confronti del dating online sia totalmente diverso da quello che possono avere altre ragazze e che sicuramente hanno i ragazzi, per questo ci rimango male. I maschi in genere pensano che sia solo un altro modo per tirar su un po’ di figa, e so per certo che mettono cuoricini a tutte (ecco perché ho ventimila match, ma ho parlato con pochissimi), tanto prima o poi qualcuna metterà a sua volta il like e poi scatta il broccolaggio.

Per me così è una tristezza infinita, ma ricordiamo che ho guardato troppi cartoni Disney e ho una visione decisamente idealizzata dell’amore. Come sempre ho capito che: le aspettative sono il male. E aspettarsi di trovare un fidanzato su Tinder è ancora più il male.

Vabbè, scusate, ora scappo ché devo andare a pettinarmi i capelli con la spazzola di Hello Kitty che ho trovato nell’uovo di Pasqua.

Baci stellari!

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Ilalicious

Mi ispiro a Beyoncé, ma sono più Michelle Williams, quella delle Destiny's child che nessuno si ricorda.
Mi piacciono gli unicorni e gli arcobaleni, la musica pop e i programmi trash, i dolci e la pizza, i panda e i gatti ciccioni, i glitter e i minipony.
Scrivere mi aiuta a ordinare i pensieri e dare senso a ciò che mi accade. Anzi no, scrivo perché voglio diventare famosa come Chiara Ferragni.
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Comments (27):

  1. LeoneLewis

    22 aprile 2014 at 15:52

    anche io ho offerto un pranzo coi buoni pasto, tanto ogni tattica porta allo stesso fallimentare risultato.. quando deve andare va 😀

    Rispondi
    • Signor Ponza

      22 aprile 2014 at 16:24

      La cosa migliore sarebbe non farsi vedere quando si va alla cassa a pagare 😀

      Rispondi
      • Ilalicious

        22 aprile 2014 at 18:03

        Sì, questo mi pare un ottimo compromesso!

        Rispondi
    • Daniii

      28 aprile 2014 at 09:49

      condivido al 100%. Non e’ certo il modo in cui paghi a decidere se le cose vanno in porto. Anzi, soprassiedo su cose ben peggiori se lui e’ fico 😛

      Rispondi
    • Daniii

      26 gennaio 2015 at 16:37

      Quando deve andare va anche se mi chiami lurida merda davanti a tutto il ristorante. Ahime’, e’ cosi’.

      Rispondi
  2. Guy Overboard

    22 aprile 2014 at 22:14

    Mi pare sia corretto pubblicare il saggio su maschi e soldi, e spammarlo sui Facebook di tutte le case editrici.

    Rispondi
    • Ilalicious

      23 aprile 2014 at 10:30

      Dai, facciamo che sarà uno dei prossimi post! 🙂

      Rispondi
      • Signor Ponza

        23 aprile 2014 at 12:42

        @ilalicious:disqus qui mi sembra che @guyoverboard:disqus ti abbia dato lo spunto per diventare ricchissima. Ricordati degli amici poi

        Rispondi
        • Ilalicious

          23 aprile 2014 at 13:01

          Ah, se divento ricca compro biglietti per i concerti delle puttanpop a tutti!

          Rispondi
          • Signor Ponza

            23 aprile 2014 at 14:23

            Non mi resta che fare il tifo per te

    • Vi Margutti

      12 giugno 2014 at 01:16

      Ti risparmio il comportamento (che ben conoscerai) delle donne dinanzi ai drink.
      Nei locali, se glielo offrono, lasciano il bicchiere dopo un sorso dicendo che fa schifo, che ha troppo zucchero, che è troppo forte, che sono astemie, che sono a dieta, che non c’è il ghiaccio, che non gli piace il colore…
      quando invece restano tra loro (no uomini attorno), si smezzano pure i centesimi dell’acqua minerale, e devi vedere come se la finiscono la bottiglietta… a.k.a. lolz! 😀

      Rispondi
  3. LeoneLewis

    24 aprile 2014 at 12:16

    la mia esperienza su tinder #foreveralone

    Rispondi
    • Signor Ponza

      24 aprile 2014 at 14:23

      Io l’ho usato per due giorni. Numero di match: 3, di cui 2 miei amici.

      Rispondi
      • Ilalicious

        24 aprile 2014 at 15:26

        Ragazzi, guardate, tutto sommato MEGLIO COSI’!

        Rispondi
  4. Daniii

    28 aprile 2014 at 09:48

    va beh sinceramente, leggendo la chat con il tizio… in quel caso… come dire… SI, UN PO’ E’ COLPA TUA!

    Ad ogni modo, mai scartare a priori un roscio di capelli, ma sei matta??? porta anni, ere geologiche di sfiga amorosa!!!

    Ma tanto ci siamo gia’ abituati… sigh!

    Rispondi
    • Ilalicious

      28 aprile 2014 at 18:17

      Ma scusa, “dove sei?” non me lo scrive neanche mia madre! Cioè, che ansia!
      Dici che aver rifiutato il roscio è stato un po’ come aver rotto uno specchio? Pfffff, sono sempre la solita sfigata orrenda.

      Rispondi
      • Daniii

        28 aprile 2014 at 23:42

        ma ovvio amore mio il roscio non si rifiuta mai, sta bene su tutto e entra dappertutto!
        Forza, il prossimo deve essere tappa fissa così cancelli il cattivo karma!

        Rispondi
        • Ilalicious

          29 aprile 2014 at 22:08

          Giusto per la cronaca, il roscio si è fatto risentire e probabilmente ci uscirò, ma solo perché mi hai detto che altrimenti porta sfiga!
          Ho visto anche la foto su whatsapp e non pare un granché, sigh.

          Rispondi
          • Daniii

            29 aprile 2014 at 23:23

            oddio ti prego come posso vederlo??? instagramma lo snapshot, anche da lontano, fai qualcosaaaaaaa!!!

            Vogliamo resoconto ovviamente. Basta dargli la possibilità, se poi non fa per te scaricalo senza pietà, come sempre FIERCE.

      • Daniii

        29 aprile 2014 at 14:08

        amore non te ne sarai fatto scappare uno pure tu? Eccheccazz solo io non ho ancora avuto il mio roscio???

        PS. ma e’ vero che puzzano??? (Cosi’ la quota di razzismo spicciolo giornaliera del sito e’ raggiunta e siamo tranquilli).

        Rispondi
  5. Anto

    20 maggio 2014 at 23:14

    Ho scaricato l’app un paio di settimane fa…non mi caga nessuna! Sinceramente, sto perdendo la fiducia nel Mezzo… E forse anche in me stesso. 🙂

    Rispondi
    • Daniii

      26 gennaio 2015 at 16:21

      scusa se mi intrometto, ho riletto per caso il post perche’ voglia de lavora’ pari a zero… secondo il mio modesto parere non sei male, pero’ dovresti davvero mettere una foto piu’ chiara e meno “esistenzialista”. Questa trasmette sul serio sfiducia in te stesso. BOLD AND FIERCE vale anche per i maschi che attraversano quella fastidiosa (ma passeggera per fortuna) tappa chiamata “eterosessualita’”, coraggio!

      Rispondi
  6. Vi Margutti

    12 giugno 2014 at 01:09

    Veramente hai iniziato tu con un “CHE ANSIA”…io ti avrei direttamente mandata affanculo.
    Sempre ironicamente. 😀

    Rispondi
  7. Darshan Graceland

    5 settembre 2015 at 01:28

    Qua in Italia stiamo sempre indietro, eh?
    Pure i sassi sanno che app come Tinder servono a scopare… sì, scopare, una botta e via, forse due, una breve scopamicizia al massimo. Eppure continuano a pullulare di gente (leggasi donne) in cerca di anime gemelle, l’amore platonico, i principi blu cobalto, etc… Pronte subito a specificare “Non cerco sesso, io sono una seria” o a lamentarsi perché “sono tutti morti di figa” e grazie ar cazzo, so’ omini, come devono esse?
    Tinder serve ed è stato creato per questo: trovare uno/a che te sconfinfera, incontrarsi e se va bene divertirsi, stop. Negli altri paesi funziona così (e non a caso qui da noi, su Tinder, vanno fortissimo le turiste) e noi qua invece stamo sempre a caro amico. Basta con la storia della donna che è troia se le piace scopare: a tutti piace scopare. Non c’è niente di male a dire “Sì, uso Tinder per trombare e sono donna”, anzi, stima. Per Dio, semo nel 2015.
    Tutta colpa della chiesa, come sempre.

    Rispondi

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