Tira più un pelo di Eurovision che una bandiera dell’Europa

Lo so, arrivo tardi. Ma in un blog che, soprattutto in passato, è stato devoto al trash televisivo non potevano secondo me mancare due parole sull’Eurofestival, o meglio sull’Eurovision Song Contest.

Per quei pochi che fingono ancora di fare gli intellettuali radical chic e quindi di non sapere di che cosa si tratta, in sostanza è una gara canora europea (che poi di fatto si estende anche ad alcuni Paesi extra-europei) a cui l’Italia, dopo essere stata assente per molti anni, è tornata a partecipare lo scorso anno. Quest’anno siamo tornati in gara con Nina Zilli (aka Nina Zinne) che ha voluto fare dei vaghi richiami non solo nello stile, ma anche nel look, a una cantante inglese da poco defunta. Richiami talmente vaghi che per qualche minuto dopo la sua esibizione, su twitter, a livello MONDIALE, “Amy Winehouse” è stato trending topic.

Alla fine la Zilli è arrivata nona, con grande sollievo di Viale Mazzini, visto che in caso di vittoria la RAI avrebbe dovuto organizzare e ospitare le finali del prossimo anno. Ha vinto invece lei, la svedese Loreen con Euphoria:

Io però, da buon amante del trash, avevo altre preferenze, in particolare Be My Guest di Gaitana (che appena la si guarda si capisce che è Ucraina). Ed è subito Borgo Estivo 2012.

Al di là dei miei discutibilissimi gusti musicali e al di là dell’eleganza del titolo del post, credo che questo tipo di eventi, molto più di altri meccanismi, aiutino a consolidare una cultura europea che è ancora troppo poco radicata. Ovviamente, in attesa che siano ripristinati i Giochi Senza Frontiere.

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