5 inglesismi da NON utilizzare in ufficio

Come ogni domenica mi ritrovo a preparare il post della settimana, e come ogni domenica vivo nello sconforto che accompagna tutti noi giovani lavoratori. Non so se siete come me, ma a partire dalle 17 della domenica mi sale una saudagi che vorrei solo regredire allo stato di infante, piangere e dimenarmi sul pavimento, in attesa che Tato Martino venga a coccolarmi e a regalarmi un trancino al cioccolato.

La mia tristezza mortale ovviamente è legata all’arrivo del lunedì, che a sua volta porta con sé l’imminente martedì, che io considero il giorno peggiore della settimana e la disgrazia maggiore pari solo ai capelli neroblu di Marisa Laurito. La depressione della domenica non è data tanto dal rientro in ufficio, quanto da quello che esso comporta: il dover sentire una serie di frasi e parole che il nostro cervello elimina durante il weekend, e che non vuole immagazzinare, in quanto prive di significato (come le parole “Dieta-con-carboidrati” e “Hippie-ben-vestito). Ho deciso di forzare la mia materia grigia e stilare un elenco de Le Top parole inglesi che vengono utilizzate solo e solamente in ambito lavorativo.

  • Challengare [/ˈtʃælɪndʒ/-ARE]: utilizzato come guanto di sfida per dire “scommetto che puoi fare di più”. Viene fastidiosamente impiegato nella frase “Ti faccio challenge a questo task”, oppure il peggiore “Ti challengio a fare di più di così”. La mente vacilla, le orecchie sanguinano. Se a dirvelo è il vostro rampante capo, tutto carriera e blackberry che si rivolge a voi alle 18.00 e vi challenga su una sfida da presentarsi entro la mattinata successiva, la reazione più corretta e giusta da parte vostra deve essere questa

  • Skippare [/skɪp/-ARE]: I migliori geni della comunicazione lo utilizzano come sinonimo di “Passare oltre” o “Andare avanti”. Io lo skip lo facevo a pallavolo, era quell’esercizio di corsa in cui si portano le gambe in alto verso il petto; ogni volta che sento qualcuno che mi dice “skippiamo”, mi immagino una schiera di Product Manager, Account, Merchandiser e Digital PR in fila a correre mentre flettono le gambe verso l’alto.
  • Matchare [/mætʃ/-ARE]: odioso tanto quanto la stitichezza premestruale. Frasi come “Non matchiamo il risultato dello scorso semestre”, “Fammi match di questi valori per vedere se torna tutto” mi fanno solo capire che il mondo è circondato da persone con uno scarso vocabolario dei sinonimi e contrari. Ogni volta che sento questa parola mi viene in mente uno juppie stile Ezio Greggio anni novanta che fa il gesto di unire gli indici con le mani, mentre dice “taaaaaaaac”.

  • Forwardare [/ˈfɔːwəd/-ARE]: INOLTRARE. I-N-O-L-T-R-A-R-E. Gente, non è difficile, ed è persino meno cacofonico. La quantità di ERRE presente in questo bizzarro neologismo è pari al contenuto di cipolla in un falafel. Come è possibile che la lingua non sbatta rovinosamente sui denti e contro il palato quando si pronuncia l’orrendo inglesismo?
  • Shareare [/ʃɛəʳ/-ARE]: Semmai vi venisse voglia di essere generosi e voleste condividere un pensiero, un’idea, una merendina davanti al caffè, sappiate che tutti i vostri sforzi andranno in fumo nel momento in cui pronuncerete la parola shareare. Usare questo termine non vi rende simpa, giovani o tremendamente trendy, quando orrendamente detestabili. Io non ho niente da shareare con chi ha la boria di non voler utilizzare le parole che il signor Zanichelli ha sapientemente catalogato nei suoi vocabolari.

Per il momento non mi vengono in mente altre parole che potrei cestinare come  farei con il parrucchino di Sandro Mayer. Nel caso ne avessi dimenticata una veramente importante, vi invito a farmi un RECAP tra i commenti, così da essere ON PIECE e potervi dare un FEEDBACK ASAP.

Baci & Piorrea

 

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Wannabefre

Credo nell'ironia e nel sarcasmo come armi per conquistare il mondo.

Sognavo di fare il prete, ma poi ho finito per studiare economia. Se però mi chiedete cosa sia il cuneo fiscale io vi rispondo che cuneo lo potete dire a vostra sorella, razza di maleducati.

Vivo di pasta, sushi e Nutella sui biscotti di pastafrolla, pertanto credo che le persone che non mangiano siano meschine e abiette.

Sono una figa, perché oltre ad avere gli occhi verdi e una faccia che si abbina ai centrotavola fatti all'uncinetto, so anche la tabellina del cinque a memoria. Il mio sogno di vita è essere pagata per trasformare ossigeno in anidride carbonica.
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