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Il blog del Signor Ponza

Top 60 Ginevra Ghetto Names

Ginevra è una piccola cittadina svizzera in cui una colazione da Starbucks può essere tanto impegnativa per la carta di credito quanto l’acquisto di un Rolex o di una Mont Blanc. E si può tranquillamente sostituire “colazione da Starbucks” con “pranzo da McDonald’s”, ma anche “cena di Capodanno da Chic Chicken” (true story).

Quindi capisco perché ci si viva così bene. È a misura d’uomo, si affaccia sul lago, è circondata da una cornice di montagne innevate, non ha grandi problemi di criminalità. Insomma, quando sarò ricco e potrò permettermi di girare con il SUV e la pelliccia, probabilmente comprerò casa qui. Questi Svizzeri stanno talmente tanto bene che praticamente il 90% dei ristoranti si è potuto permettere di chiudere il 31 dicembre. Io me li immagino nelle loro case a usare le banconote come tovaglioli durante il cenone.

Ginevra

È incredibile anche la quantità di persone di colore (come sono politically correct quest’oggi) che si incontra per le strade, evidente conseguenza dell’estrema vicinanza al confine francese. L’effetto ghetto a volte è così forte che spesso mi è venuta la tentazione di urlare in mezzo alla strada “SHA’NAY NAY” o “DA’QUONDE” giusto per vedere se qualche ragazza si sarebbe girata.

È stato un bel Capodanno, soprattutto è stato sorprendente vedere come anche gli Svizzeri per un giorno si siano trasformati nei peggiori bombaroli del rione Sanità di Napoli, portando in piazza mitra e bombe a mano (metaforicamente parlando) e allestendo una bella festa degna, se non migliore, di qualsiasi piazza italiana.

Da oggi però si ricomincia sul serio: lavoro, blog, rubriche.

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Comments (8):

  1. Filo (@filodrama)

    7 gennaio 2013 at 13:03

    Ponza non vedo l’ora di vederti con un bel visone demi buff, lavorazione orizzontale, color tabacco, maniche ripiegate e coulisse in fondo. Poi faccio partire Bondighidighidighibondighibon a palla.

    Rispondi
  2. Federico

    7 gennaio 2013 at 16:32

    Titolo più fuorviante dell’anno, already. Mi ci sono fiondato per trovare nuovi soprannomi perfidi da dare alle mie colleghe svizzere ma niente.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 gennaio 2013 at 19:41

      Allora mi devo far assumere per tradurre i titoli dei film dall’inglese all’italiano, potrebbe essere la mia strada!

      Rispondi
  3. Pier(ef)fect

    7 gennaio 2013 at 17:06

    ma pure io voglio fare il tamarro in SUV con i brillocchi d’oro e la pelliccia!!

    Rispondi

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