Top e Flop Look del Met Gala 2017

Non c’è Oscar o Golden Globe che tenga, il red carpet più atteso ogni anno è quello del Met Gala. Quest’anno si celebrava l’apertura della mostra dedicata a Rei Kawakubo, stilista giapponese fondatrice della celebre casa di moda Comme des Garçons. La retrospettiva, dal titolo “Art of the In-Between” è uno dei pochi casi in cui il Metropolitan Museum of Art di New York dedica l’evento a uno stilista ancora vivente.

Nel parterre di VIPs che popola il tappeto rosso come sempre è scattata la gara all’outifit più sorprendente, più top e possibilmente in tema, ma mai come quest’anno la noia e l’autoreferenzialità l’han fatta da padrone. Pochi abiti firmati Comme des Garçons ma soprattutto pochi abiti che riprendessero lo stile moderno e avanguardista della stilista giapponese.

Io scorrendo le foto avevo lo stesso sguardo di Madonna che assiste all’esibizione di Katy Perry:

Veniamo allora a ciò che di TOP (poco) e FLOP (tanto) si è visto tra quelle quattro sgallettate invitate all’inaugurazione.

TOP

RIHANNA – COMME DE GARÇONS

Lo scettro quest’anno va a lei, una delle poche a indossare una creazione meravigliosa firmata proprio Comme des Garçons. Perfette anche le scarpe e il trucco che completano il tutto.

KATY PERRY – MAISON MARTIN MARGIELA

La nostra Katy, co-madrina della serata, sbattendosene di tutto e tutti ha chiamato John Galliano, noto alle cronache per le polemiche legate alle sue affermazioni antisemite, e si è fatta confezionare un abito sorprendente firmato Maison Martin Margiela. Tutto stupendo: il copricapo, il velo, le sovrapposizioni, le scarpe e il total red.

Che dire?

LILY ALDRIDGE – RALPH LAUREN

La modella statunitense ha indossato un abito bianco custom made di Ralph Lauren abbinandolo a lunghissimi stivali rossi di Balenciaga. Combo letale e perfetta.

LUPITA NYONG’O – PRADA

Chi mi conosce sa che non amo gli outfit semplici, soprattutto nelle occasioni speciali. Ma quest’abito color salmone di Prada lo trovo sublime, datemi un po’ di piume e sarò perdutamente vostro.

KYLIE JENNER – ATELIER VERSACE

L’abito è firmato Atelier Versace: sexy, con poco spazio all’immaginazione e sorprendente nella lavorazione. Ma a voi non ricorda qualcosa? O meglio qualcuno? Riccardo Tisci mi leggi? Da notare che quest’anno Givenchy totalmente assente dal red carpet.

FLOP

MADONNA

Anche quest’anno la nostra mater gay finisce nei flop. Se l’intento, come al solito, era far parlare e discutere ci è riuscita benissimo. Detto ciò, l’abito Moschino disegnato da quel cane di Jeremy Scott, è terribile. Sara Paulson hai tutta la nostra comprensione. Unica nota positiva è che mi ricorda qualcosa che in un’altra epoca ci ha fatto sognare:

NICKI MINAJ

Qui come al solito è come sparare sulla croce rossa del fashion. Ma come per Madonna anche per quest’abito, firmato H&M (molto presente in quest’edizione del gala) c’è la nota positiva: il volto che ha utilizzato come cintura è un ritratto di Rei Kawakubo. Apprezziamo quindi almeno l’omaggio.

KIM KARDASHIAN – VIVIENNE WESTWOOD

Molto bello quest’abito di Vivienne Westwood, se stessimo andando a fare un aperitivo in spiaggia. Capisco che l’aver perso 100 mila follower negli ultimi giorni l’abbia un po’ buttata giù di morale ma un po’ di vita suvvia, quell’abito non è degno del suo cognome. In poche parole non è cafone.

SOLANGE KNOWLES – THOM BROWNE

Le cose saranno andate più o meno così:

Ora capisco che la sorella di Beyoncè, prossima a sgravare i gemelli del destino, sia una delle più avanguardiste in fatto di stile, ma a tutto c’è un limite, e questo piumabito di Thom Browne l’ha superato.

LENA DUNHAM – ELIZABETH KENNEDY

Non so da dove cominciare per dire quanto sia tutto sbagliato quest’abito di Elizabeth Kennedy.

È persin peggio di questo:

BONUS TRACK

Anche questa volta vi saluto con un outfit che non è nulla di che, ma è pazzesca la persona che lo indossa.

LAURA DERN – GABRIELA HEARST

L’abbiamo riscoperta recentemente grazie  all’interpretazione magistrale di Renata Klein in Big Little Lies, e l’abbiamo subito amata. Vi faccio notare che ha 50 anni. Bye!

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endymion

Nella vita reale mi chiamo Davide, ma nell’internet sono Endymion, che molti credono essere un riferimento alla mitologia greca e invece è un omaggio a Sailor Moon, la paladina della giustizia nonché della mia vita. Amante del kitsch e del trash, ma di quello che fa il giro e diventa chic.
Scrivo di moda per passione ma compro solo alle svendite.
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